equilibriarte.net : Maurizio Pigozzo : Miscellanea : “Come rilutta il giorno nella nebbia ostinata...”

Maurizio Pigozzo: “Come rilutta il giorno nella nebbia ostinata...” 

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Maurizio Pigozzo: “Come rilutta il giorno nella nebbia ostinata...”

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© 2011-2013 Maurizio Pigozzo

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Analogica, stampata a mano su carta baritata
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featured artwork:
06/17/2012 - 06/27/2012
featured by Dora Romano

Miscellanea

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critics

Bruno Pagliarulo 02/06/2011 08:12 PM
bellissimo scatto Maurizio,veramente di cuore!!!!
Daniela Bartolomeoli 02/07/2011 10:53 PM
Bellissima stampa, perfetto bilanciamento dei toni... quante cose si riescono a vedere in quella foschia, sembra quasi di stare sul bordo del marciapiede!
Adele Sommella 02/13/2011 02:53 PM
melanconia ......
meraviglioso scatto
Monia Mazzi 03/17/2011 06:40 PM
che scatto pieno di poesia ...i miei complimenti
Almeida & Saraceni 11/07/2011 10:02 PM
Fantastica!
Michele Foni 02/19/2012 11:25 PM
La perizia, "il ritorno a casa" e la ricerca di Dio di Pigozzo
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Maurizio Pigozzo è un artista! Di questo non ci sono dubbi ed è, per più motivi, fin troppo evidente. Ho guardato gli scatti visitando il suo sito a lungo; mi hanno salvato, almeno per un'ora serale, dall'irrefrenabile vizio della televisione.
Le immagini si propongono agli occhi dell'osservatore con grande e professionale capacità tecnica, con l'utilizzo di tecnologie perite e descrivono una realtà poetica; Pigozzo, con piglio di abile regista, guarda prima in se stesso e poi restituisce allo spettatore una visione dell'anima: ogni scatto non è una visione del reale ma, piuttosto, l'estrinsecare una sensazione immensa, un desiderio di solitudine, una ricerca dell'anima delle cose ed infine un "ritorno a casa". L'autore sembra cercare l'energia intelligente delle cose, degli oggetti e perfino il Genius loci di ambienti e luoghi. Non è un caso che più che a scorci di turistica bellezza, naturali o cittadini, siamo di fronte a soggetti frugali, minimalisti e intimi. C'è la ricerca dello Spirito; quando si parla di Spirito, si attraversa inevitabilmenete la solitudine. Le sue immagini sono dentro di noi. Ma lui lo sa? E' il frutto di una ricerca consapevole o l'irrefrenabile risposta ad un'esigenza interiore? Non sappiamo rispondere a questa domanda. Ci piace pensare che Lui metta sul piatto il suo animo, "pittore" dell'era moderna, come facevano i maesrti dell'arte dei secoli passati. Ma cosa cerca Pigozzo? Cosa preferisce immortalare? Anche per lui, più di quanto abbiam detto fin ora, bisognerà dunque fare una considerazione di tipo filosofico; "Se è assolutamente necessario che l'arte o il teatro servano a qualche cosa,- ha scritto Eugène Ionesco - dirò che dovrebbero servire a insegnare alla gente che ci sono attività che non servono a niente, e che è indispensabile che ce ne siano". Le foto di Pigozzo scaldano il cuore, fanno pensare al valore della vita e all'assordante rumore dei nostri pensieri quando si è da soli. Questi scatti, a mio giudizio, appartengono alla categorie delle cose inutili ma assolutamente indispensabili. Le stanze vuote, le scale, le porte aperte sono immagini che abbiamo dentro e che ritroviamo qui effigiate con lancinante graffio creativo. Ed ecco che emerge l'Artista, che fa cadere il suo occhio su scorci che altri sorvolerebbero e dunque ci fa riflettere. E' così sui soggetti poveri, sui giuochi di luce ed ombra, sui fili elettrici scoperti, sui fossi tra le zolle, sui ciottolosi alvei dei fiumi ed infine sulla nebbia che ammanta tutto di mistero. Alcune immagini fanno pensare che ci si trovi di fronte alla ricerca di Dio; siamo testimoni infatti di un ritorno ad alti valori. L'animo del creativo è alla ricerca della più autentica dimensione dell'uomo. In questo senso l'opera di Pigozzo può essere definita "un ritorno a casa". Anche quando gli uomini sono protagonisti con le loro facce, a volte tracciate dal tempo, l'artista cerca una storia che travalica le grinte di quelle "grottesche" e ci descrive un villaggio di cui anche noi siamo protagonisti. Potremo dire, quindi ed infine, che il lavoro di Maurizio Pigozzo è assolutamente universale e, a guardar bene, estremamente vicino a tutti noi.
Michele Foni
Ketty Tuffanelli 06/23/2012 09:11 AM
Venezia.
Silenziosa e diafana.
Il tiepido sole al di là delle nebbie
che pesanti come un manto di lana...
non lasciano
ch'egli baci i primi tetti
con i suoi caldi raggi.
I piccioni acquattati nei loro nidi
tra poco voleranno in piazza San Marco..
Nessun si muove
ancora...
L'orologio del duomo
fa tic...tac...
e poi suona le sue antiche campane
a sveglir i Veneziani intorpiditi dal sonno.
Tra i stretti vicoli bagnati dal mare
Le gondole a riposo tutta la notte
dondolano lievemente
per non esser udite.
Ed il ghiaccio...
tutt'attorno
L'aria è fredda ghiacciata umida immobile...
E' un nuovo giorno.

Da: Ketty
Ketty Tuffanelli 06/23/2012 09:24 AM
La tua foto, così suggestiva, mi ha evocato questi versi. Che dedico a questo tuo scatto.
Oltre a farti i miei sinceri complimenti.