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Titina Maselli. Autoritratto involontario di una grande artista

Pubblicato da
Leonardo Basile
il 12 aprile 2015
E' in libreria da un paio di mesi il volume a cura di Sabrina De Gregori per Castelvecchi editore "Titina Maselli, autoritratto involontario di una grande artista": per conoscere la vita di una delle artiste italiane più importanti del '900 che nei suoi quadri ha raccontato due grandi metropoli, Roma e New York - in uno stile unico e riconoscibilissimo.

Quando compì ottant'anni, a Roma in Campidoglio, le fecero una gran festa e le promisero che a breve si sarebbero mossi per metter su una grande antologica a dimostrazione della riconoscenza che ogni Paese dovrebbe avere nei confronti di coloro che, in giro per il mondo, attraverso l'arte, portano alto il valore della nostra cultura...Sto parlando di Titina Maselli, figlia di Ercole (importante crtitico d'arte dell'epoca) e sorella di Citto (noto regista cinematografico). Da allora qualche annetto è passato, ed insieme, una decina d'anni fa, anche lei, Modesta...in arte Titina.

Nell'attesa che la mostra si faccia (e si farà, dato che voci di corridoio ne confermano l'attendibilità della notizia) una giovane e brava saggista - Sabrina De Gregori - ha percorso la vita della Maselli attraverso le patinate pagine del suo "Titina Maselli, Autoritratto Involontario di una Grande Artista" - da un paio di mesi in libreria -  per farcela conoscere, facendola raccontare a coloro che per l'artista hanno avuto un peso: Citto Maselli, Antonio Debenedetti, Carlo Cecchi, Piero Maccarinelli, Elisabetta Rasy, Ginevra Bompiani, Ruggero Savinio, Piero Guccione, Iaia Forte e molti altri fra critici, scrittori e artisti.

Quello che ne esce è un ritratto vero della "persona" Titina Maselli, incisivo e dirompente nello stesso tempo, un ritratto che prende origine dalla casa della famiglia Maselli, in Via Sardegna a Roma, luogo di incontro per intellettuali e artisti, nel di cui salotto si riunivano in pomeridiane conversazioni, Emilio Cecchi e Silvio D'Amico, Alberto Savinio, Corrado Alvaro e Massimo Bontempelli. Ed è proprio in questo tipo di ambiente che ha inizio l'intensa storia artistica di Titina: una ricerca in cui l'istinto creativo è andato sempre di pari passo con la consapevolezza intellettuale.

Ed il ritratto prosegue: quindi il matrimonio con Toti Scialoja, gli esordi alla fine degli anni Quaranta, il significativo seppur breve  soggiorno a New York (tre anni), il ritorno a Roma e il trasferimento a Parigi, dove ha lavorato con i più importanti registi teatrali, occupandosi delle scenografie e dei costumi, senza mai abbandonare la pittura..."luogo" dell'anima in cui la nostra riusciva "a svelare l'indescrivibile".

In una intervista/conversazione con Achille Bonito Oliva (poco prima della sua morte), alla domanda quanto importante fosse la pittura e l'arte nella sua vita, l'artista rispose : "Per me l'Arte è stata importantissima, mi ha dato la possibilità di captare qualcosa che tutti dicono di sentire ma che non rierscono ad esprimere. Perchè l'arte per me serve a ciò, a "svelare" , e se non svela...chi se ne importa...sono delle cose immediatamente decorative (..) e quando la sera torno a casa dal lavoro, io sono là, di fronte alla mia tela...ad ascoltare i miei colori che, attraverso le forme che si daranno, faranno ciò : sveleranno".

Quindi, concluse l'Achille, possiamo dire che "la vita di Titina Maselli sia stato un intervallo fra un dipinto e l'altro"...Lei, Titina, seduta sul divano di fronte, col viso ormai stanco di chi sa che il proprio tempo sta per finire, annuì... "Si, sono daccordo."


Titina Maselli. Autoritratto involontario di una grande artista
di Sabrina De Gregori Castelvecchi pagg. 224, euro 35


Sabina de Gregori, nata a Ginevra nel 1982, vive e lavora a Roma. Per Castelvecchi ha già pubblicato C215. Un maestro dello stencil (2013), Shepard Fairey in arte Obey. La vita e le opere del re della Poster Art (2011) e Titina Maselli. Autoritratto involontario di una grande artista (2015). Banksy il terrorista dell'arte. Vita segreta del writer più famoso di tutti i tempi (2010) è stato finalista al Premio Francesco Alziator 2011 per la saggistica.

 

Nell'immagine di copertina: elaborazione grafica (spontanea) di Leonardo Basile che assiema la copertina del libro sulla vita della Maselli ed una fotografia (web) della curatrice (Sabina de Gregori)
 

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commenti

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Leonardo Basile - 14/04/2015 - 20:22:54
E' stata indiscutibilmente una grande protagonista dell'arte del Novecento e se per "il grande pubblico" abbia pesato poco o affatto, penso che un pò (e forse tanto) lo abbia lei stessa desiderato...Per lei la pittura rappresentava un rifugio, il "luogo" dell'anima in terra...
Antonella Iurilli Duhamel - 14/04/2015 - 07:10:07
Di sicuro una grande protagonista, forse ignorata dal grande pubblico, ma ciò è anche dovuto al fatto che la sua opera non è commerciale, e neanche troppo strumentalizzabile politicamente. Titina era una donna e un'artista libera di appartenere a se stessa.
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