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Progetto Arcadia: il design made in Italy eco-sostenibile

Pubblicato da
Lorenzo Ciotti
il 07 giugno 2017
Progetto Arcadia affonda radici nello studio, nella ricerca e nelle esperienze all'estero, al fine di dare vita a un prodotto made in Italy eco-sostenibile e di grande spessore

“Se tu continuerai a credere ai tuoi sogni niente nella tua vita sarà mai stato fatto invano.”

Phantom Harlock, in ‘L’Arcadia della mia giovinezza’

È in questa frase che troviamo l’essenza che ha dato vita al Progetto Arcadia. Con valori, emozioni e innovazioni che semplicemente troviamo alla base della ricerca, della sperimentazione, del nuovo. La voglia di mettersi alla prova, di concepire una realtà tangibile, ma che affonda radici profonde nel loro sogno, ha fatto si che Massimo Germani e Elena Gentilini fondassero questa nuova idea, dando forma ai loro pensieri.

Progetto Arcadia è nato nel 2013, quando appunto Massimo e Elena, i due soci fondatori (nonché compagni di vita), si trasferirono da Firenze a Spoleto. Massimo è architetto. Laureato a Firenze, pratica la libera professione e si occupa anche di ricerca. Fino al 2016 ha fatto parte della Commissione DAS (Dibattito Architettura Sostenibile) dell'Ordine degli Architetti di Firenze. Elena proviene dalla ricerca, con un dottorato in Geografia Regionale e periodi di ricerca all'estero, in particolare a Londra. Ha pubblicato articoli sull'esclusione sociale, la riqualificazione urbana e il turismo sostenibile.

La loro idea fu subito quella di creare uno studio multidisciplinare, con al centro la progettazione. Ma che spaziasse su diversi ambiti, per offrire servizi completi: dall'architettura al design, dal territorio (paesaggio, urbanistica, sviluppo locale sostenibile), fino all'arte, gli eventi e l'editoria. Nacquero così i 7 settori di ARCADIA. Naturalmente non tutti parimenti attivi, ma il loro lavoro riguarda l’architettura residenziale, commerciale o di paesaggio, che nel supporto a enti e imprese, per progetti di sviluppo locale e finanziamenti. 

Lo studio si è allargato, iniziando collaborazioni stabili con il designer/scenografo Michele Zualdi, con ADI Umbria (Associzione Disegno Industriale), e con l'architetto Simona Proietti.
Contemporaneamente, quasi per scherzo, ARCADIA DESIGN si è lanciata nella produzione di una linea di arredamento basato su una struttura di supporto concepita qualche anno prima, per poter  realizzare una sedia che non avesse bisogno di attrezzi particolari per essere costruita.

La struttura è modulare e permette una rivisitazione in chiave contemporanea, sostenibile e ludico-didattica della sedia classica. Il progetto ha ricevuto subito un co-finanziamento da parte della Regione Umbria per start up innovative, per sviluppare, attraverso una convenzione di ricerca di un anno con il Centro GRISS dell'Università Bicocca di Milano, le caratteristiche di sostenibilità del prodotto.

Oggi Progetto Arcadia commercia EASYDiA+EASYoLo, tavolo e sedia 100% Made in Italy (Italia centrale) sviluppati in versione Kids (18 mesi-5 anni), Junior (5-10 anni) e Standard, con una domanda di brevetto in corso e 10 modelli registrati. La struttura si è rivelata versatile e sono così stati sviluppati 6 modelli di tavolo, diverse tipologie di consolle, tavolini da living e comodini, panche, sgabelli alti e bassi, poltroncine, librerie, mobili contenitori.

Ma sono stati soprattutto definiti i criteri di sostenibilità, stringenti e innovativi. Tutto legno massello: frassino EU certificato FSC, il più vicino a noi possibile (Croazia) per minimizzare gli impatti del trasporto, assieme ad una Limited Edition realizzata valorizzando il bellissimo castagno del Centro Italia. E' un legno bellissimo, caldo e di carattere, che è stato abbandonato da decenni perché troppo “carico”, di venature, nodi e tannino, e proviene sia dalle zone di Arquata del Tronto (tra Umbria e Marche) sia dal Monte Amiata in Toscana.

Equilibri ha incontrato Elena e Massimo, per un’intervista riguardante temi attuali che riguardano la loro attività, lo sviluppo sostenibile e il design.

Cosa rappresenta il progetto Arcadia? Non solo dal punto di vista del business, ma dal punto di vista etico
Siamo nati con l'idea di portare la sostenibilità nella vita di tutti i giorni. Pensavamo che, come il design avesse portato funzionalità e bellezza alla portata di tutti, suo compito fosse oggi quello di portare la sostenibilità, che non dovrebbe essere una scelta, ma il nostro sentire comune. Da allora non abbiamo mai smesso di progettare, mettendo la sostenibilità  al centro dei nostri progetti, senza che ciò vada a discapito dell'interazione, della personalizzazione, della qualità progettuale e realizzativa. Gli oggetti sono trasmissione di sapere, veicolano molti più messaggi di quanto pensiamo e spesso ci impoveriamo senza rendercene conto circondandoci di prodotti che non hanno spessore. Per ciascuno di noi però, fare proprio il concetto di sostenibilità non è scontato: in tempi di cambiamenti veloci e repentini viviamo quotidianamente nell'incertezza di non sapere o di sapere solo parzialmente. Per questo è nata la collaborazione con gli esperti del Centro GRISS (gruppo ricerca sviluppo sostenibile.) dell'Università Bicocca.
Poi abbiamo iniziato a esplorare il concetto di circolarità, che nella sua semplicità se applicato veramente attraverso il riuso, e non limitatamente al mero riciclo, avrebbe così tanti vantaggi.

Ambiente e sostenibilità sono due dei temi più attuali del momento. L'acquirente è più attento rispetto al passato nella scelta di materiali ecosostenibili?
Ecco, sì, oggi sono “temi”, cose di cui si parla. Non possiamo essere categorici, perché abbiamo una storia abbastanza breve alle spalle, ma alcuni dati non sono rassicuranti. Sappiamo che nel migliore dei casi c'è molto attendismo, e una divaricazione sempre più marcata fra scelte molto al ribasso, in termini di prezzo e qualità,  e scelte al rialzo che però non sempre premiano la sostenibilità quanto altri fattori. Nel peggiore dei casi, il green washing è ancora purtroppo la scelta più redditizia. Sicuramente la crisi economica e i cambiamenti globali, oltre al nostro sistema di informazione, non favoriscono scelte consapevoli. La qualità, la durabilità, perfino la sicurezza molto spesso non sono le principali spinte motivazionali. L'attenzione ai costi è probabilmente un segnale di saggezza, ma abbiamo come l'impressione che viviamo in uno stato di frustrazione costante che ci spinge a cercare soddisfazioni molto immediate a prezzi irragionevoli speculando su soddisfazioni a più lungo raggio. Da questo punto di vista mi dispiace dire che in Italia l'attenzione cali, mentre in paesi emergenti per fortuna sta crescendo.

Se doveste scegliere tre highlights tra vostri progetti, cosa proporreste?
EASYDiA+EASYoLo, sedia e tavolo sono il nostro hero. Una linea classica rivisitata. Una struttura di supporto che (di nuovo) nella sua semplicità può essere declinata in tantissimi modelli e versioni di cui per ora abbiamo mostrato solo una piccola parte. Può essere montata e personalizzata con facilità, come un lego . In più minimizza gli impatti sui trasporti e facilita la manutenzione e il riuso. Al momento è commercializzata in versione Kids e Junior, ma piace moltissimo anche in versione adulto, e per questo stiamo pensando a un crowdfunding. Teniamo anche molto a un progetto che è in corso: il sistema di costruzioni basato sugli sfridi di lavorazione di EASYDiA+EASYoLo. Entrambi questi progetti ci hanno confermato che in particolare i bambini, ma anche gli adulti, hanno bisogno di tornare alla semplicità delle cose su cui ancora riusciamo ad agire. Forme geometriche semplici, colori e materiali possono evocare mondi che hanno ancora il potere di rappresentarci in maniera immediata. Per il terzo c'è un lavoro a livello di prototipazione. Oberon|Puck|Titania è un trittico di food design progettato assieme a Michele Zualdi per il progetto OUTumbro by Umbria Food Cluster, in collaborazione con altri designer umbri e ADI Umbria, per la valorizzazione di alcune eccellenze agroalimentari locali, ma soprattutto delle esperienze che accompagnano questi sapori: paesaggi, materiali, lavorazioni, esplorazioni, raccolta, conservazione, preparazione

Arcadia è una start-up con un grande potenziale. Cosa consigliereste a giovani architetti e designer i quali vogliono dar vita alle loro idee?
Di mettersi insieme, di collaborare, di studiare tanto e di viaggiare. Di sviluppare quelle capacità del lavorare in team e di specializzarsi e poi di spaziare e ricercare quello che l’ambiente in cui si vive non riesce a dare. E come Arcadia, nel consigliare di perseguire progetti con valori alti, perché degli altri ce ne sono già moltissimi, potremmo lasciarci con queste parole:

"Se tu continuerai a credere ai tuoi sogni niente nella tua vita sarà mai stato fatto invano."

Phantom Harlock
in 'L’Arcadia della mia giovinezza'

ARCADIA DESIGN by PROGETTO ARCADIA

ww.arcadiya.net

Spoleto (PG)
Info@progettoarcadia.net
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