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La noia del collezionista

Pubblicato da
Domenico Olivero
il 29 agosto 2017
Pensieri sul mercato dell'arte

Inizia una nuova stagione di eventi artistici, ripartono le più note fiere, le gallerie riaprono, la promozione artistica riparte alla grande.

Una volta gli artisti creavano senza dover produrre, così collezionare opere d’arte era un piacere, un interesse che si coltivava con passione e libertà.

Stranamente questa realtà è stata superata, in questo ultimi decenni, gli artisti si sono professionalizzati per immettere sul mercato manufatti e i collezionisti sono diventati degli impiegati della raccolta con attività costellate da tanti impegni, fra continuo girare per eventi, fiere e gallerie e seguire indici e tendenze.

Abbandonando del tutto il concetto di gusto personale, unicità per seguire un flusso incessante di passeggere mode.

Quello che era un personale piacere è diventato un gareggiare fra concorrenti spinti più da un valore economico che culturale.

Quello che era un pensare, un selezionare è diventato un rincorrere senza gusto oggetti industrializzati.

Tutto ciò erode sempre più il senso dell'opera artistica, chissà se prima o poi finirà?

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