articles: Francesca Woodman

Then at one point, I did not need to translate the notes; they went directly to my hands

Alessio Brugnoli

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Sabato 17 Luglio. E' il giorno di Alessio, il santo degli assassini. Come mai una persona alquanto pacifica, magari un poco misantropa, dato che visse per quindici anni sopra una colonna nel deserto, protegga tale categoria professionale, è un mistero del folclore romano. Probabilmente deriva dal fatto che la sua chiesa sull'Aventino fosse asilo sicuro per i colpevoli dei delitti di sangue.

La mattina scorre tranquilla, impegnata nelle diverse incombenze della vita di coppia. La sera di andrà ad ascoltare musica, bere e ballare, per onorare il mio onomastico. Il problema è il pomeriggio, in una Milano afosa: così decidiamo di andar al Palazzo della Ragione.

Saliamo affannati le vecchie scale medievali, per trovarci in un ambiente dalle luci soffuse. Piccole foto, attaccate a pannelli. Le cominciamo ad esplorare. Ed incominciamo ad interrogarci su cosa significa essere artisti.

E' qualcosa di differente del pavoneggiarsi, per aver partecipato a mostre fritto misto, senza capo, coda. O del continuo lamentarsi sulle conseguenze dei proprio errori, senza riflettere sulle proprie colpe e responsabilità.



E' avere idee, tradotte in forme che scavano nell'anima, graffiando il cuore come tigri impazzite. E Francesca Woodman era tutto questo. Le sue foto sono un ponte tra Passato e Futuro: perché sintetizzano, con i suoi autoscatti, tutta la tradizione occidentale dell'autoritratto. Perché, tutta l'arte contemporanea, da Hirst a Cattelan non è che una nota a margine delle sue foto: citano, rubano, copiano le sue rappresentazioni, privandole del senso più profondo e trasformandole in icone pubblicitarie, da piazzare al maggior offerente.

Francesca invece, nei suoi bianchi e neri dai volti nascosti, in stanze decadenti, con la luce che deforma le cose e ne sfalda le consistenze, filosofeggiava.

Un qualcosa di diverso dall'aggiungere chiose a polverosi trattati di Hegel e di Spinoza che può soddisfare la nostra vanità di eruditi, ma certo non aiutarci a vivere e morire meglio.

Le foto della Woodman sono invece riflessioni esistenziali: in ognuna di esse si chiede la ragione del proprio esistere. E secondo Wittgenstein, comprendere il significato di una proposizione significa sapere come debba essere fatto il mondo affinché quella proposizione sia vera.

E così il suo corpo, diventava strumento per esplorare e dar senso al Cosmo, come nel Rinascimento. Ma se ai tempi di Piero della Francesca, ciò implicava l'evidenza dell'Armonia, nei nostri giorni invece, non può che mostrava che dramma e confusione.

Non so se la Woodman credesse a qualcosa, eppure tra le sue foto, stretto alla donna che amo, mi tornava in mente il Potere e Gloria di Graham Greene.

Il povero prete alcolizzato. Padre di una bambina messa al mondo senza amore, che fugge, di villaggio in villaggio, alla polizia che lo ricerca per fucilarlo.

Un uomo terrorizato dalla morte, che si confronta drammaticamente con il mondo. Eppure, nonostante la miseria ed il peccato, non abbandono la sua fede.

L’uomo di Greene è solo, in continua lotta con la disperazione. Certo della sua fragilità, della sua miseria, della sua incapacità di vincere la tentazione, il male.

È un uomo che si rivolge a un Dio silenzioso, lontano, nascosto, che non allevia i dolori, che permette i soprusi, la povertà, in un mondo in cui la provvidenza è assente.

Perché il Credere ha un costo. La Fede richiede un prezzo doloroso da pagare che non sempre siamo in grado di onorare.



Non avere illusioni. Vedere con chiarezza la corruzione, l’ingiustizia, la meschinità che dominano la vita quotidiana. La forza del danaro. L’ossequio verso i potenti. La prepotenza contro i deboli.

Essere consapevoli che nostre azioni siani frequentemente dettate dall’egoismo, dall’interesse, dall’ambizione spesso miserabile.

Ma anche essere certi di qualcosa che possa dar senso a ciò che incontriamo ogni giorno.

La Woodman credeva nell'Arte. Nel suo potere di esorcizzare i nostri demoni. Dipingiamo, fotografiamo, scriviamo, per continuare al vivere e non cedere alla tentazione del suicidio.

Francesca perse la sua fede nel raccontare e nel creare, ubriaca di troppa realtà, non riuscendo ad onorare il compito che la spingeva a vivere.

E come ogni artista, il suo peggior nemico fu se stessa, l'immensa sproporzione tra quel che voleva diventare con tutte le sue forze e quello che era costretta ad essere ad ogni alba.









Alessio Brugnoli - July 19, 2010

comments

Antonino Iellamo July 19, 2010 12:35 PM

...il santo degli assassini...
"così decidiamo di andar al Palazzo della Ragione. "

mi sono fermato agli studi artistici e poi mi hanno estratto anche il molare del giudizio

Lorenzo Paci July 19, 2010 01:13 PM

spero sia stato un buon onomastico :D

Alessio Brugnoli July 19, 2010 01:13 PM

Ciao Lorenzo, il migliore degli ultimi anni :D

Alessio Brugnoli July 19, 2010 01:25 PM

Insomma, per una volta mi sono limitato a comprare deodoranti, mica obiettivi Canon :D :D :D

Katia Colonna July 19, 2010 01:28 PM

Woodman LEI e solo LEI!!!!
SUBLIME!!!

Claudia Venuto July 19, 2010 02:36 PM

ho visto le opere della Woodman quest' inverno a Siena..è stata una mostra meravigliosa. condivido assolutamente ciò che scrivi di lei, del suo essere Artista: le sue immagini ti scavano dentro, è come se attraverso le sue foto si riuscisse a percepire tutto il suo incanto, ma anche il suo dolore di fronte al mondo e alla vita, il suo acutissimo sentire e anche soffrire, la sua tensione continua verso una comunione con le cose, gli oggetti, la natura, il suo farsi tutt' uno con essi

Marcello Toma July 19, 2010 07:02 PM

Non so quanto abbia condizionato le tue impressioni sapere che la Woodman si è suicidata, certo è che il peso del dramma incombe veramente in ognuna delle sue foto e trovo che sei stato, come sempre, bravo a descriverlo.

Germana Ponti July 19, 2010 07:50 PM

Mi hai incuriosito Alessio. Approfondirò la conoscenza della Woodman appena torno a Roma. Nel frattempo ti ringrazio per l'interssante articolo.

Barbara Santi July 19, 2010 10:56 PM

..grazie per la bella lettura serale,molti spunti su cui riflettere!..

Livio Gaio July 20, 2010 11:17 AM

Maurizio Ceccarelli July 23, 2010 11:35 AM

Ma mi hai scritto per quale motivo..baci mac

Marco Besana July 26, 2010 02:05 PM

giovedì vado anch'io...