collettiva di ospiti, documentazione
Wednesday December 9, 2009
in questa immagine il corpo è velatamente dissimulato: é risaputo e comprensibile che creare un ostacolo all'immaginazione rende più desiderabile e reale ciò che non si vede. La foto di nudo passa anche attraverso il non nudo, non un "non nudo" qualsiasi, un corpo vestito o assente, ma quel nudo non visibile che però fa capire di esserci.
in quest'ultimo caso l'intenzione coprente scoprente può venire dalla modella che intenzionalmente fa vedere di essere coperta, o esprime l'intenzione di scoprirsi, nell'uno e nell'altro caso il gesto ambiguo stimola la curiosità di sapere dove va la "scoperta".
L'intenzione può essere data anche dal fotografo che cerca un punto di vista non diretto ma indiretto per stimolare la stessa ambiguità fotografica e immaginifica. In teoria un corpo potrebbe essere del tutto privo di coperture, ma la prospettiva di scatto è tale che quelle che possono essere le parti che mi fanno capire che la persona è nuda risultino allo sguardo coperte, qui in parte è riscontrabile ciò, ma potrebbe essere meglio compreso da un'altra immagine
December 9, 2009 12:45 PM [edited: December 9, 2009 12:47 PM]
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Wednesday January 7, 2009
vorrei iniziare con questo post una serie di riflessioni in generale e in particolare sulla varietà delle forme e dei luoghi in cui si esprime l'immagine del corpo umano, femminile soprattutto ma anche maschile. L'intento e il desiderio è quello di fare chiarezza su un tema dell'immaginario che ha molte sfaccettature, e che per chi lo pratica come quando è possibile per me, spesso inconsapevolmente riduce la sua capacità di linguaggio e soluzioni a precisi e ripetuti moduli, senza accorgersi che ve ne sono molti altri e ancor più interessanti. Questo accade perché il corpo lo vediamo secondo un nostro primario intento, direi quasi istintivo e per lo più appagante, e con esso ci muoviamo non in modo critico, perché se solo facessimo un'analisi anche solo un poco più approfondita ci accorgeremmo della povertà del nostro linguaggio, ma anche della ricchezza delle potenzialità e soluzioni espressive che sono a disposizione.
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January 7, 2009 03:14 PM
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Monday December 15, 2008
A Dio che è l'essere perfetto, che cosa gliene può fregare dove va l'umanità? e a noi, che comunque di qualche cosa siamo credenti, che cosa ce ne può fregare dove va l'Arte?
December 15, 2008 05:08 PM [edited: December 15, 2008 05:10 PM]
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Sunday July 13, 2008
l'artista è qualcuno che sa fare delle cose, degli oggetti. Questi sono piccolissima cosa nel mondo, ma per l'artista sono a volte la chiave dell'universo.Quella cosa insignificante che chiamiamo pittura, immagine artistica, quello che vogliamo, ha invece valore straordinario per l'artista: grazie a quell'ggetto l'artista è convinto di distinguersi da tutti gli altri, non tanto per il valore intrinseco dell'oggetto creato, ma per il solo fatto che quell'oggetto è solo lui,l'artista, che è in grado di produrre. Quella piccola, insulsa,infinitesima differenza che l'oggetto produce nel rapporto dell'artista con chiunque non lo è o non lo vuole essere, fa del primo un essere speciale unico e universale. Solo così mi spiego la convinzione delle migliaia di persone che si dedicano all'arte, con esiti in realtà modestissimi, di essere in realtà eccezionali, unici ed al più incompresi, e questa identità, necessariamente obiettivamente negata per quasi tutti dalla realtà assoluta e indifferente alla presunzione dell'artista, deve essere riaffermata con una produzione continua di opere di nessun valore, e che resteranno nella soffitta o nello scantinato, ma che consentono ogni volta di affermare la unicità e originalità di quell'artista.
E' singolare che chi percepisce di essere artista,e ci perde del tempo, grazie alle protesi da lui prodotte, è intrinsecamente, maggiormente, inevitabilemente più vulnerabile, labile,permaloso, emotivamente instabile, di chi non lo è. L'artista depone alle sue opere la possibilità di essere riconosciuto, il giudizio positivo su di esse diventa una necessità che si ripete all'infinito, il parlarne male significa colpire l'essenza stessa di quell'individuo, che può reagire male. Chi non è artista, o non da alcun valore agli oggetti che produce, vive bene e meglio, non in senso consolatorio ma nel senso reale, perché facendo affidamento su se stesso, l'individuo senza arte ne parte è il vero assoluto.
queso ragionamento, pensato per le arti visive, si adatta perfettamente a tutte le forme artistiche, musica, teatro, poesia, letteratura, eccetera.
July 13, 2008 11:51 PM [edited: July 14, 2008 10:42 AM]
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