events calendar: Mostra personale di Maria Teresa Perulli
Nelle tele di Maria Teresa Perulli un’indagine dentro l’informale
Lodi:
Galleria Oldrado da Ponte via Oldrado da Ponte, 9 → Google™ Maps
Saturday March 19, 2011 - Wednesday April 6, 2011
gallery: Galleria Oldrado Da Ponte.
Un’altra bella mostra, dopo la
personale di Kikoko conclusa nei
giorni scorsi, si inaugura alle 18
di sabato prossimo nella galleria
di Ambrogio Ferrari, in via Oldrado
da Ponte. Un messaggio di forte emotività, erompente dalla vitalità del gesto e del colore, viene dalle tele di Maria Teresa Perulli,la pittrice di Portogruaro
che esporrà nello spazio lodigiano
fino al prossimo 6 aprile, dove
porterà la sua ventennale esperienza
di pittrice, resa nota attraverso
un’intensa attività espositiva.
A un primo sguardo, nessuna
forma naturalisticamente riconoscibile
nei quadri; al suo posto, una libera
riflessione intorno all’informale
europeo che ha come riferimento più immediato
le invenzioni del gruppo Cobra e l’esperienza
emozionale di stampo espressionista.
Ma una differente visione si presenta a un
più attento addentrarsi nello spazio del quadro:Luglio 1963.Il ricordo, per
sceglierne uno tra i venti alle pareti. Una parvenza della natura,l’ultima capace di alludere al reale prima del definitivo
dissolversi delle forme in una dimensione
puramente estetica, resta nelle chiazze che trattengono la memoria di un luogo, abitato
nel calore rosso dell’estate. Con
le tacche sfrangiate di colore applicato
con le pennellate ampie e
di materica pastosità che sembrano
in continuo confronto con
i limiti della tela, il dipinto rivela
come la natura debba invece essere
stata per l’autrice al centro
di una lunga e attenta osservazione;
come le sue forme siano state
studiate ricercando di ciascuna
l’essenza e il suo mutare nei rapporti
con gli elementi del circostante
e con lo spazio; come l’autrice
sia stata affascinata dal legame
delle cose con la luce che
ora cerca di riproporre, filtrato
dalla memoria, nelle immagini
vibranti di contrasti timbrici di
rossi incendiati, verdi morbidi e
blu profondi, percorsi di pezzature
bianche. Una immersione,
quella della Perulli nella ricchezza
del referente naturale, visibile
nell’intero insieme delle opere
esposte, non prive di accenti di
poesia nell’audacia del linguaggio
coloristico. Qualcuna parla
della sua voglia di misurarsi con
la grande pittura di De Staël, come
avviene per la Tenda rossa o
per Lo stupore e la paura, altre
tornano a riappropriarsi di una
più riconoscibile figuratività. È
il caso di Acero rosso, con le fragili
sagome degli alberi stagliate
tra le masse incombenti dei bruni,
o dell’Interno con poltrona rossa
dall’inusuale taglio prospettico.
C’è, per ammissione della
stessa Perulli, una spinta emozionale
quale pretesto per ognuna
delle composizioni, evocata
anche dai titoli, Confini conosciuti,
Attesa di una nuova stagione o
Lasciami entrare tra i tanti;
l’emozione e la sua immagine insieme
per un dire coraggiosamente
impetuoso, razionalizzato
da uno schema compositivo costruito
e pensato.
Marina Arensi
Published by Galleria Oldrado Da Ponte
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