events calendar: 49esima mostra personale di Luigi Rossetto

Sono esposte molte opere a pastello

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it Vicenza: gall.- La Rindola via Rancani,69 - Durlo di Crespadoro (vicenza) → Google™ Maps
Sunday July 29, 2012 - Sunday September 2, 2012

artist: Luigi Rossetto.
curated by: Luigi Rossetto.
gallery: Luigi Rossetto.

49esima mostra personale di Luigi RossettoL'artista Arzignanese Luigi Rossetto presenta la 49esima mostra personale di pittura.
Saranno esposte una cinquantina di opere a: pastello, acquerello e ad olio.
la mosrtra inizia al 29 luglio fino al 2 settembre 2012
orario mostra. 09,30 - 18,30 orario continuato (ingresso libero) TUTTI I GIORNI FESTIVI E FERIALI
Vernissage: domenica 29 luglio alle 11,00 presenta la mostra il giornalista Francesco Mezzaro
presso lo studio/gall. La Rindola in via Rancani,69 a Durlo di Crespadoro (Vicenza)
CELL. 335 8367709 www.rossettoluigi.it rossettopittore@gmail.com

(Prefazione critica di Bepi De Marzi)

Per Luigi Rossetto è finito il tempo del candore.
E candore, talvolta, voleva dire anche piccole ingenuità,
come quando percorreva le contrade come un cantastorie
convinto di poter formare discepoli: in questo tempo di
pochi dialoghi, di poche riflessioni!
Allora si è fermato a meditare. E ora, specialmente
con le nature morte, pare uscire finalmente dai limiti dei
facili racconti nello spazio amato della Valle: ora entra
nella poesia. E nel silenzio.

C’è perfino stupore, intorno alle cose nuove, come se fosse
egli stesso il primo a meravigliarsi.

E noi non possiamo che rallegrarci per questo passaggio

inatteso, che esprime insieme rinnovamento, evoluzione
e soprattutto maturità.

“ Un minuto davanti a ogni quadro”, raccomandava
l’indimenticabile Salvatore Maugeri.

Saremo capaci di sostare per il tempo giusto davanti
a queste opere che dicono della felicità di vivere,
ma anche della fatica quotidiana, delle ansie,
dei desideri e delle piccole soddisfazioni?

Non più candore, dunque, per questo uomo buono e
sorridente, ma consapevolezza e sapienza,fino
alla ricerca di una tecnica più sicura, più elaborata.

E la poesia. E il silenzio.
Bepi De Marzi
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una mia intervista:




WWW.GLAMOURTV.IT


Intervista di Valeria Sulpizii di Glamourtv a Luigi Rossetto (pittore):

1) Cosa coglie nel soggetto che ritrae?

Mi sono chiesto tante volte cosa colgo nel soggetto mentre lo realizzo e dopo averlo dipinto: da molti anni oramai posso dire che l'esperienza m'insegna che non devo uscire dai binari della mia lunga carriera artistica come pittore impressionista o post-impressionista,la porto avanti coerentemente da molti anni. Posso dire che mi ci vuole quasi un'anno o più per poter valutare ed analizzare e visualizzare una mia opera, perché subito dopo averla finita colgo uno stato di grande soddisfazione e rimango appagato, colgo un senso di piacere tanto più se l'opera mi è riuscita veramente bene.
Mi ci vuole tempo magari dopo un'anno o meglio magari dopo 5-10 anni .
Io sono un pittore quasi sempre impressionista, a parte qualche parentesi, e dipingo quasi esclusivamente in "en plein air" cioè dipingendo quello che scelgo e che si trova davanti a me. Lo scelgo con tanta meditazione e più delle volte mi ci riesce, a volte nò! Il soggetto deve crearmi un'atmosfera di poesia, deve essere qualcosa di magico, di bello. Giro attorno al soggetto molto tempo per poter scegliere quell'angolo che mi dia l'ispirazione e lo scelgo per la sua dignità, deve portare con se quelle caratteristiche che un pittore impressionista come me sà cogliere, e sà rifiutare se quel luogo è disturbato dal contesto visivo e rottura nel paesaggio, lo devo cogliere ,se merita, la mia attenzione artistica.
Dipingo oltre che al paesaggio le nature morte, costruisco appositamente dal vivo il soggetto con molta meditazione prima di creare l'opera.
Ritraggo raramente anche della figure dal vivo, i soggetti cui faccio il ritratto sono: i clochard, i matti, le prostitute, i contadini, gli operai con una particolare dimensione e attenzione al mondo del lavoro, figura che mi trasmettono il vissuto. La figura per me non è quel soggetto che uno me la commissiona, ma la scelgo io, altrimenti mi rifiuto di dipingerla,e se la persona cui voglio farle il ritratto mi deve dire qualcosa, deve essere un soggetto cui io cerco di immortalare la sua dignità!

2) Quanta tecnica e quanta improvvisazione nelle sue opere?

La tecnica fa parte della fondamentale costruzione dell'opera stessa, tuttavia la si può immagazzinare con tanti anni di esperienza come bagaglio culturale ed artistico, non si improvvisa nulla con l'età, ma si esegue con saggezza trasferendo sull'opera tutta la tecnica che si conosce. Io lavoro con la tecnica dell'acquerello, dell'olio, dell'affresco, del pastello/olio, pastello/gessetto,la china, la sanguigna e molti tipi di matite in genere. Pure qualche rara volta lavoro con la grafica e l'incisione, avendo avuto dei validi maestri della pittura, uno per tutti Vico Calabrò per l'affresco e la grafica. Certamente ci si può sbizzarrire operando sull'opera coadiuvando parallelamente alle tecniche tradizionali anche tecniche convenzionali come nell'acquerello usando delle materie liquide e dette mascherine, ecc.

3) Come nasce un'opera?

Anche per questa domanda è d'obbligo dire: un'opera può nascere per molti fattori voluti o meno.
Puo' nascere da una costante esigenza artistica. Può nascere nel mio caso: da un soggetto una volta notato che abbia tutte le prerogative e le caratteristiche in regola per essere colto in una mia opera d'arte. Faccio un esempio: faccio un viaggio supponiamo alle 5 terre , lì sono sicuro che c'è tanta carne da mettere al fuoco, potrei fare un altro esempio : io risiedo ad Arzignano (Vicenza) di mia consuetudine.. parto molto spesso e vado in Lessinia a dipingere e lì sono sicuro che trovo quel paesaggio dove io sono profondamente innamorato,un paesaggio conservato e salvaguardato che merita la mia attenzione come artista. Dicevo... porto con me sempre i colori ad olio, ad acquerello, o pastello. Rarissime volte sono tornato a casa senza aver dipinto quel luogo incantato, dove il paesaggio ha ancora quelle caratteristiche artistiche e paesaggistiche in armonia con l'arte. Mentre nella mia città Arzignano trovo pochissimi scorci da dipingere direttamente come impressionista, perché negli ultimi dieci anni c'è stato un cambiamento notevole ed' è stata cancellata quella poesia a cui noi pittori impressionisti siamo attratti, mentre si è fatto posto alla trasformazione architettonica in chiave moderna cancellando degli scorci bellissimi.

Un'opera d'arte posso farla nascere in studio, nelle nature morte, o ispirandomi alle leggende Cimbre (le mitiche "anguane") in chiave totalmente diverso come corrente artistica dalla mia tradizionale , ma nel surreale e parallelamente in chiave grottesca, mi piace creare opera diverse , opere che mi danno una geniale creatività. Ho notato che dipingendo con fantasia molte volte mi aiuta ad equilibrare quella parte che potrebbe diventare monotona. Creare con la propria fantasia, aiuta molto alla mente, è come descrivere un sogno.

4) Quando parliamo di arte di cosa parliamo?

In genere quando si parla di arte possiamo parlare ad esempio della storia dell'arte in genere, di grandi maestri del passato, del valore intrinseco culturale che ha l'arte in e che riesce a dare . Possiamo parlare di una mostra, delle correnti artistiche, della pittura e non solo. della vita dei pittori, della magia che riesce trasmettere. Si potrebbe dire che l'arte è una fonte inesauribile di valori umani e culturali immensi.

5) Dove materialmente esegue i suoi lavori? ha un posto che la ispira in modo particolare?

Io sono un pittore che generalmente dipinge all'aria aperta, ma non solo. I miei rifugi sono tre:
1 il dipingere dal vivo nei miei viaggi, dipingendo borghi antichi, vecchi casolari, mi piace la campagna, la collina, il mare, la montagna, dipingere in tutte le stagioni, e in particolare in molte versioni anche meteorologiche, cioè tutto quello che riguarda in genere il paesaggio ed è per questo motivo che dipingo direttamente sempre a contatto con la realtà visiva della natura.
2 Ho uno studio dove risiedo ad Arzignano, dove lavoro parecchio, dove creo le mie nature morte e disegno alcune figure, e spesso e volentieri mi ispiro a quel mondo anticonformista e poetico.
3 Ho uno studio che generalmente lo uso da primavera a tarda estate, si chiama "La Rindola". Si trova un un piccolissimo paesino turistico chiamato Durlo (VI) nell'alta valle del Chiampo. Lì trovo moltissimo a cui ispirarmi, c'è sopratutto quel mondo rurale del contadino ancora intatto, ci sono molte meraviglie:un paesaggio agreste bellissimo, le contrade , la vita contadina con ritmi ancora scanditi dal tempo quasi remoto. La mia pittura và alla ricerca di quelle cose oramai perdute. cogliendolo nell'attimo fuggente, un tempo che sta inesorabilmente cancellando e trasformando tutto, l' incantato ed il bello che sta attorno a noi.

6) Mi definisca il suo stile

Il mio stile si può classificare nell'Impressionismo e al Post-Impressionismo.
Io sono autodidatta, ho fatto della mia pittura quasi esclusivamente una ragione di vita.
I maestri della pittura cui tengo moltissimo sono: Cèzanne, Van Gog, Milet, Pisarro, Sisley,Munch, Morandi, Goya, e molti altri.
Poi però a volte dipingo in chiave espressionista e surreale con un pizzico di grottesco. Poi non stà a mè definire il mio stile, penso possa essere anche e sopratutto il pubblico che ama l'arte a fare ciò.

7) il suo essere invece come può essere raccontato?

Bella domanda! Potrei essere velocissimo: estroverso con brio"
Nò scherzo... semplice: io dipingo ancora quand’ero bambino, il mio è un'interminabile viaggio nel mondo dell'arte, molto affascinante.

Ho saputo cogliere un dono straordinario come il dipingere, riscattandomi a livello culturale, umano ed economico perché nò! Ho ricevuto tutto o quasi dall'arte, le gioie le passioni, i dolori interiori, la pittura sà farmi felice ed anche farmi soffrire,altrimenti la pittura cos'è? è come una donna...la si deve amare fino infondo per poi alla fine cadere sfinito ai suoi piedi. Mi piace andare controcorrente, essere anticonformista, mi piace essere libero, perché la pittura trasmette in ognuno di noi la libertà. Cosa potrei dire su di mè ancora... direi molto ma non voglio essere ne noioso ne falso.
Questa volta voglio io farVi io una domanda a voi : ditemi cosa vi piace e non vi piace della mia pittura? Siate sinceri mi aiuta a crescere, grazie. Colgo questa bellissima occasione dall'intervista della gentilissima Valeria per ringraziarla veramente di cuore perché mi ha dato una grande opportunità di potermi finalmente confessare e parlare della mia pittura. A mio modesto parere non c'è di più bello che avere un'intervista improvvisa così! Essere scoperto da qualcuno che manco conosci. Non sopporto quelli che per farti un articolo li devi leccare... Grazie ancora Valeria.

8) Dove la vedremo impegnato nel prossimo futuro?

Diceva il testo di una canzone degli anni 70 (il futuro è un'ipotesi)...
Quest'estate di sicuro come al solito per tutt'agosto farò la mia 45esima personale di pittura, tappa obbligatoria dato che ho anche la mia personale galleria d'arte (La Rindola). Poi qualche commissione di affresco, qualche collettiva, qualche concorso di estempore, poi forse ma non ho ancora ricevuto ufficialmente l'invito del comune di Cimolais (Pn) di fare una personale (Cimolais è un comune confinante con Erto il paese di Mauro Corona), Sono sincero, forse non lo dovrei, ma non dobbiamo dire che tutto va bene e vogliamoci bene... Purtroppo la crisi si fa sentire anche nel campo sopratutto dell'arte in genere, è un momento difficile, per me e per moltissimi artisti. Io posso dirmi ancora che sono fortunato, forse molti non lo sanno ma io lavoro da 35 anni in una fabbrica metalmeccanica otto ore al giorno, e dura credetemi, lavorare 8 ore e poi dipingere, dura davvero! E ora c'è un vento gelido che forse ci porterà la cassa integrazione. Ma io non mi abbatterò mai, e poi mai, perché la pittura è la mia compagna della mia vita, vada coma vada, io dipingerò sempre, poi come dipingerò speriamo sempre bene, perché un'opera è bella anche quando sopratutto c'è crisi, forse è il momento che si deve lavorare per fare delle opere sempre più belle per poter ingolosire il cliente.
Io giornalmente ricevo inviti da tutto il mondo, mi hanno invitato a New York (Usa) a Barcellona, Roma, Firenze, ecc. Ma io con il mio lavoro di operaio ci devo campare con un misero salario, se poi avrò la possibilità di poter esporre magari a Venezia invece che a Barcellona mi và anche bene così, meglio ancora se sono invitato, allora brinderemo con un buon bicchiere di Amarone!
Luigi Rossetto

Published by Luigi Rossetto