Login
pagina 2 di 6

"prove di vernice per un quadro dipinto ad olio e acrilico"

Tecniche per l'arte - Aperto da: Claudia - 30.08.2012 13:12
post visto 24368 volte
#256592 09.03.2014 18:40

Ciao Mimmo,

Io ho notato che il Liquin usato con l'olio di papavero per le velature ingiallisce un po' nel tempo.

Ho appena finito un ritratto in cui il soggetto ha una camicia bianca e col passare delle settimane ho visto che tendeva un po' al giallo, immagino sia dovuto al Refined Poppy oil (olio di papavero).

Trovo che la fluidita' data dal papavero sia perfetta ma mi sto chiedendo se ci sia un'alternativa.

 

#256593 09.03.2014 18:47

Tra l'altro sto cercando di aggiungere la foto del quadro alla mia galleria ma non mi riesce perche' ho la possibilita' solo di creare un album nuovo e non inserire un'immagine in un album gia' esistente.

Utente disattivato
#256594 09.03.2014 19:33

Ciao Maurizio.

Nelle varie prove che feci qualche tempo fa, anche l'olio di papavero più cristallino induceva un minimo di ingiallimento, quindi hai immaginato bene.

Io comunque trovo che l'olio di papavero sia insostituibile per alcune cose, non riuscirei proprio a farne a meno, e finora non ho trovato degni sostituti. Mi stupisce, invece, che mostri ingiallimento con un bianco, qualsiasi esso sia.

Che bianco hai usato? In che situazione di illuminazione si trova il dipinto in fase di essiccazione?

#256595 09.03.2014 22:59

Ciao Mimmo,
Ho usato principalmente il Bianco di Titanio e il Translucent White entrambi della Mussini.

Ho allegato il quadro ma a schermo non si vede la vibrazione di giallino nei bianchi della camicia.

Durante l'essicazione il dipinto era nel mio studio al riparo dalla luce del sole.

Utente disattivato
#256597 10.03.2014 02:06

La mia logica di ragionamento è la seguente.

Più il pigmento è coprente, meno evidente deve essere l'ingiallimento, specialmente se si utilizza olio di papavero mescolato a Liquin.

Il bianco trasparente Mussini è una miscela di PW4+PW6 (ossido di zinco + biossido di titanio), al quale deve per forza essere aggiunta una carica trasparente (es. idrossido di alluminio). La percentuale di carica in questione deve anche essere alta, altrimenti è impossibile ottenere la trasparenza/semitrasparenza di una miscela di titanio/zinco. In questo caso anche il più delicato olio di papavero, ancorché in miscela col Liquin, può indurre un leggero ingiallimento. Tale ingiallimento è tanto più evidente quanto più il dipinto - durante l'essiccazione - si trova in una zona poco illuminata. Ovviamente un conto è tenere il dipinto al riparo della luce del sole, altra faccenda è tenerlo al buio. In ogni caso il motivo dell'ingiallimento, secondo me, è da ricercare nella scarsa carica pigmentaria del bianco trasparente.

Invece il bianco di titanio Mussini non dovrebbe avere quel comportamento, perché la carica di pigmento PW6+PW4  è alta (mi riferisco al 103 Bianco di titanio opaco, che contiene approssimativamente 3/4 di PW6 ed 1/4 di PW4).

Io, fossi in te, proverei a tenerlo esposto in luce piena, evitando la luce solare diretta, fino a quando la polimerizzazione sarà arrivata a buon punto (diciamo 2 o 3 mesi, considerando la scarsa matericità che mi pare di intuire dalla foto del tuo dipinto).

#256604 14.03.2014 15:55

Grazie Mimmo per i consigli come al solito molto preziosi.

Utente disattivato
#256606 14.03.2014 16:24

Prego Maurizio, buona giornata e buon lavoro.

#256608 14.03.2014 17:19

Ciao Mimmo. Ritornando alle vernici finali,mi chiedevo ,a parte lo scopo di protezione del dipinto terminato ,a che servono? Qualcuno,tempo fa,mi spiegò che la loro funzione è comprensibile solo a partire dalla diversità di assorbimento di ogni colore usato,e quindi le vernici finali devono dare all'opera un 'aspetto omogeneo di rifrazione' (testuali parole). Non posso allora usare indifferentemente una vernice finale qualsiasi? 

 

#256610 15.03.2014 01:24

La vernice finale serve allo scopo che hai detto tu, Dersa, e in più protegge ed isola i colori. La storia tuttavia insegna che non va bene qualsiasi vernice finale. Nel seicento e nel settecento sopra i quadri sono state messe schifezze di ogni genere che hanno ingiallito e scurito i dipinti. Vedi Rembrandt ad esempio.

Utente disattivato
#256612 15.03.2014 15:42

Ciao Dersa.

Lo scopo ti è stato ben spiegato da gianartista. Oggi le vernici finali sono quasi tutte a base acrilica, chetonica (ivi comprese miscele in percentuali variabili di entrambe) e più raramente dammar, che viene perlopiù utilizzata nella composizione di medium pittorici "ready to use".

Se per "vernice finale qualsiasi" intendi la marca, ti dico come mi regolo io: quelle poche volte che le uso, acquisto quelle che non mi hanno mai dato problemi, evitando le bombolette spray. La marca, in sé, mi dice poco.

politica editoriale note legali FAQ chi siamo pubblicizzati servizi

Copyright © 2013 EQUILIBRIARTE All Rights Reserved