Login
pagina 1 di 2

"leggermente contemporaneo"

Riviste e Critici - Aperto da: Vedi - 25.05.2014 16:22
post visto 6946 volte
#257674 25.05.2014 16:22

 


Testi :

Angela Vettese Si fa con tutto - Il linguaggio dell'arte contemporanea, Bari, Laterza, 2010
Francesco Bonami Lo potevo fare anch’io – Mondadori - 2009


“La mia operazione è stata il più delle volte una sottrazione di peso; ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città; soprattutto ho cercato di togliere peso alla struttura del racconto e al linguaggio” diceva  Calvino nelle Lezioni americane. E tanto ci viene in mente dopo la lettura di alcuni testi di importanti curatori, esperti (studiosi non esiste più, sa di peso), di arte contemporanea.
Ma perché gli stessi, magari introducendo il catalogo di una loro mostra diventano “pesanti”, strutturati, mentre quando danno la loro visione generale del contemporaneo si sentono  leggeri?

E perché un nostro caro filosofo, Agamben, risulta convincente quando s’interroga su cosa sia il contemporaneo, ma va fuori giri se scrive di arte contemporanea?

Scrivendo di un pensatore apprezzabile come Sismondi, Marx disse “Egli giudica in modo convincente le contraddizioni della produzione borghese, ma non le capisce”. Il contemporaneo si mostra, semmai si valuta, ma non si indaga, non si capisce. Non perché sia incomprensibile, ma perché si butta avanti nella sua realtà oggettuale, s’incasella, forse, si lega (una citazione non si rifiuta a nessuno) ma non si può riflettere.

 


Non riguarda solo l’arte ma, ad esempio, la politica. Chi proprio non ha di meglio da fare provi, come ha fatto Alessandro Leogrande (lo straniero) e come abbiamo fatto noi,  a mettere a confronto due scritti che si cimentano con lo stesso pensatore a quasi 30 anni di distanza : Matteo Renzi nell’introduzione a Destra e Sinistra di Bobbio e Bettino Craxi nel Saggio su Proudhon (1978). “Come sia finita la parabola craxiana è noto a tutti. Ma se dovessimo rimanere al solo aspetto testuale ...... beh, il confronto è davvero impietoso”. La differenza non è, però, tra livelli diversi di qualità, ma  tra struttura e velocità, pesantezza e leggerezza nell’ interpretazione del decisionismo in tempi, questi si, diversi..

Forse le cose sono più profonde, per quanto stiamo immersi in una gioiosa, o melanconica,  superficialità e la profondità, semmai, risulta essere solo un incastro di superfici. Il povero Lukacs, in un suo brutto articolo, ci soccorre. Prende un “dotto” del suo tempo, Max Weber : economista, sociologo, storico, filosofo, politico. Esperto di tutto, a suo agio in tutti i campi dell’arte e della sua storia.  “Eppure non c’è in lui neppure l’ombra di un vero universalismo... poiché mai realizzò una sintesi di questa sociologia con questa economia e con questa storiografia, era necessario che la separazione specialistica di queste scienze restasse intatta anche nella sua testa”. Come mai siamo di fronte a questa dissociazione? Dice L. che la divisione sociale del lavoro non colpisce solo gli sfruttati, ma anche gli sfruttanti. Li condiziona, anche se le loro   vite sono, naturalmente, diverse.

Dicono i 99 posse “la mia testa è un focolaio di sovversivi”. Focolai appagati e sconnessi si muovono nei nostri cervelli irrorati dal Mercato. Potrebbe, ognuno di noi, dire come Sir Bradley Wiggins (ciclista che pure un Tour l’ha vinto) : “I’ve always been a bit of all trades, master of none”?

Il nostro cervello diviso divide anche i linguaggi. Solo che una lingua tecnicamente sempre più specifica, sempre più alteramente concentrata, riduce i suoi termini, come a diventare esoterica. Involontariamente si pone come comprensibile agli altri che la parlano, nella Babele delle molte micro tecniche, incomprensibile ai più. Ma interessa essere comprensibile ai più? A seconda del Mercato. Se voglio parlare ai miei pari, allora uso un regime linguistico, se intendo vendere un altro. Dalla purità al creolo il passaggio è breve, millimetri del mio cervello. Il Mistero che vela il segreto profana la sua verità, ossia la semplice vita (Magris).

C’è qualcosa di vero nella leggenda che vuole che dormendo vicino ad un libro se ne assumono i contenuti. Già avevamo scritto queste righe quando ci è capitato di prendere in mano “Eroi ed antieroi nell’arte tedesca” di Marco Minnini.  Citiamo : “Potremmo affermare che Feldmann è un manierista, mentre Kiefer è il muscoloso Buonarroti dei nostri tempi. Medardo Rosso contro Rodin. Monsieur Hulot contro Schwarzenegger. E naturalmente anche una vecchia storia: Davide e Golia...".  Ovvero un testo che fa scontrare il leggero Feldmann con il pesante Kiefer. Come mai, però, quando una delle opere a maggiore densità di pesantezza del duro Anselm, “i 7 palazzi celesti”, viene fotografata si fa di tutto per alleggerirla? la stessa riflessione vale per una delle performance più crude che abbiamo recentemente visto. Il video del lavoro poteva essere tranquillamente il trailer di un film con Brad Pitt.


Ma parlando di leggerezza, mentre sotto il nostro ufficio, un rigurgito novecentesco propone una discussione in libreria su Baudelaire, sicuro pesante, e per non essere noi pesanti, ci sà è meglio approfittare che oggi c’è il sole. Leggero è chi il leggero fa.
 

 

http://www.veditu.blogspot.it/2014/04/leggermente-contemporaneo.html

#257676 26.05.2014 01:00

Testo autoreferenziale pieno di citazioni.

Ma non ho capito dove vai a parare. Non colgo il senso.

#257680 26.05.2014 13:13

"Leggero è chi il leggero fa."

Nemmeno io ne colgo il senso e, devo dire che il tuo intervento è tutto fuorchè leggero.....ma, dal momento che l'hai postato un suo senso ce l'avrà, potresti illuminarci in merito?

#257731 29.05.2014 01:17

Bisogna dargli un pò di tempo per la risposta!

Prima ha scritto l'articolo. Adesso lo sta rileggendo per cercare di capire quello che ha scritto.

#257767 07.06.2014 13:07

in sintesi: ci sembra che la letteratura che riguarda l'arte ad oggi sia un pò una sorta di manualistica più descrittiva che analitica, anche se gli stessi autori a volte si prendono il tempo di un'analisi più strutturata.

la stessa cosa riguarda l'arte stessa. ovvero, come scriviamo, recentemente abbiamo visto una performance molto cruda, ma il video che ne è stato tratto ha le stesse caratteristiche di una pubblicità televisiva, o di uno spot. siccome ne abbiamo visti più di uno che ci ha dato questa sensazione, di utilizzo delle regole comunicative del mercato anche di fronte a lavori radicali, forse la leggerezza, in teoria e in pratica, è l'approdo del contemporaneo.

#257776 09.06.2014 16:25

"in sintesi: ci sembra che la letteratura che riguarda l'arte ad oggi sia un pò una sorta di manualistica più descrittiva che analitica, anche se gli stessi autori a volte si prendono il tempo di un'analisi più strutturata.

la stessa cosa riguarda l'arte stessa. ovvero, come scriviamo, recentemente abbiamo visto una performance molto cruda, ma il video che ne è stato tratto ha le stesse caratteristiche di una pubblicità televisiva, o di uno spot. siccome ne abbiamo visti più di uno che ci ha dato questa sensazione, di utilizzo delle regole comunicative del mercato anche di fronte a lavori radicali, forse la leggerezza, in teoria e in pratica, è l'approdo del contemporaneo."

ai

Senza offesa veditu, ma l'arte contemporanea non potrebbe fare a meno dei variopinti bugiardini che la "raccontano", un mero tentativo per giustificare una sterile, inutile quanto superflua comprensione da parte del pubblico che disgraziatamente ne fruisce (e ne subisce)

#257807 11.06.2014 08:11

la stessa cosa riguarda l'arte stessa. ovvero, come scriviamo,

non ho capito!

si parla di arti visive o si parla di letteratura?

perché mischi queste due cose come se fossero una il proseguo dell'altra? hanno vite separate anche se la letteratura si impiccia un po' di tutto per sua natura o mi vuoi dire che il contemporaneo non sta su senza parole?ai

#257820 11.06.2014 16:12

ovvero, come scriviamo, recentemente abbiamo visto una performance molto cruda, ma il video che ne è stato tratto ha le stesse caratteristiche di una pubblicità televisiva, o di uno spot.

Ciao Nico. Prendiamo questa frase di veditu solo da un punto di vista grammaticale. Mi sembra che tu non l'abbia compreso,mi sembra...: veditu non sta confondendo arti visive con letteratura,ha semplicemente messo un incisiva sbagliando la consecutio. Andiamo a vedere : "Ovvero,come abbiamo scritto - intendendo il suo post precedente in cui si riportavano le considerazioni fatte in team- recentemente... "

Nico mi sono permessa questa correzione perchè altrimenti come sarebbe possibile ribattere a qualcuno su qualsivoglia argomento? Capita comunque a tutti noi

#257833 12.06.2014 18:38

grazie Dersa, ti ringrazio molto, ma continuo ad avere dubbi sul filo del discorso in generale.

dove si vuole andare a parare?

qual'è il succo, il dubbio, o la teoria?

con tutto il virgolettato e le allusioni non ho capito a cosa si voleva arrivare.

sono convinta che tutto quello scritto si possa riassumere in due righe e dopo di che si può iniziare una discussione magari anche interessante.

#257834 12.06.2014 20:02

L'utente Veditu in realtà è un team,per questo parla al plurale.

Non so se la leggerezza cui fa riferimento la consideri l'approdo naturale dell'AC e la sostenga o la consideri una involuzione.

Il fatto che si usi il linguaggio pubblicitario per presentare una performance 'cruda' (mi piacerebbero dettagli) sembra sia una condanna a 'tutta la vita Brad Pitt' ,il che sembra una condanna ai miei occhi ma forse non ho capito.

 

I manifesti non hanno fatto il loro tempo?

politica editoriale note legali FAQ chi siamo pubblicizzati servizi

Copyright © 2013 EQUILIBRIARTE All Rights Reserved