Login
pagina 1 di 15

"i bianchi e la luce"

Tecniche per l'arte - Aperto da: Giuseppe - 28.01.2017 10:33
post visto 5720 volte
#264495 28.01.2017 10:33

Fabercolor: Ma quello sotto è bianco?
Già, ma quello è bianco?
Ci sarebbe molto da discutere sul bianco come pigmento, ma ora mi interessa di più discutere su come le diverse sorgenti di luce possano influenzare notevolmente proprio la visione del colore bianco in relazione al pigmento di cui esso è composto.
Giustamente Mario, nella discussione inerente "Sulla resistenza alla luce dei pigmenti" ed in riferimento al campione che ho postato sulla resistenza alla luce del bruno di garanza, è rimasto un po' scioccato nel vedere che il superbianco maimeri appariva, a dispetto del suo nome, piuttosto giallognolo in rapporto al bianco della tela. Allora io, che invece lo ricordavo addirittura sgargiante, dissi che quel viraggio era dovuto probabilmente alla mia fotocamera. Ma no è era così. Anche se la fotocamerina del mio smartphone non è un oggetto professionale, la responsabilità di come il colore appare ai nostri occhi è da attribuire soprattutto alla sorgente luminosa.
Senza fare troppe chiacchiere posto subito le due immagini che potete vedere sotto.

si tratta sempre del campione del bruno di garanza, ma fotografato con due diverse sorgenti di luce.Nella prima immagine la striscia del superbianco appare effettivamente di un bianco sgargiante mentre nella seconda decisamente giallognolo.

Quando ho realizzato il campione, ero nella mia baracchetta illuminata da una sorgente di luce led  a 6000 k e con un scarso cri (penso attorno ai 70), ma per fotografarlo, sono uscito fuori, alla luce del sole. Orbene, mentre lo dipingevo, il bianco maimeri appariva davvero sgargiante, e io così lo ricordavo ancora quando risposi a Mario, ma stamattina, quando lo posi dinanzi la luce del sole, ecco che invece mi appare giallognolo. Ma giallognolo sempre rispetto al colore della tela, che invece, ai miei occhi, appariva sempre uguale, ma ovviamente quello che conta è proprio il raffronto fra i due bianchi, quello della tela e quello del tubetto ad olio. Ora, capisco che un colore cambi di tono in relazione alla sorgente che lo illumina, ma che due bianchi invertano la tinta solo cambiando sorgente (peraltro sempre passabile per bianca), mi ha un po' sconcertato. Mi chiedo quali fattori intervengano affinchè si venga a creare un tale effetto. Sarà forse il medium su cui viene fissato il pigmento, olio contro acrilico, oppure il pigmento in se, il bianco di titanio contro il bianco del gesso (che poi penso contenga anche del titanio)?
Comunque, visto che mi ritrovo sei tipi di bianchi ad olio (di diverse marche), il bianco acrilico e anche il gesso (ma potrei provare ance i biancho della baritina), proverò a fare un test realizzando tanti riquadri affiancati su di un pezzo di tela realizzando poi delle foto sotto diverse sorgenti di luce.

#264496 28.01.2017 10:46

stranezza...

ti metto la foto dei miei provini di bianco, fotografati anch'essi alla luce diretta del sole. c'è il superbianco maimeri e in effetti una sfumaturina gialla ce l'ha

#264511 28.01.2017 12:53

Ciao Alfio. Anche se non l'ho ancora fotografato perché vorrei poterlo fare con una fotocamera decente, ho già realizzato un foglio di tela con i sei bianchi ad olio in mio possesso. Purtroppo l'unico bianco che abbiamo in comune è quello argento della blockx, solo pw1. Anche il tuo superbianco (rapido classico) ha una composizione diversa dal mio, superbianco (serie A), pw4 + pw6 contro solo pw6. Comunque, anche se non posso ancora postarlo, sul mio foglio con il test, il bianco che risulta più bianco è quello di zinco della lefranc (solo pw4), sempre paragonando i colori col bianco della tela (si tratta di un foglio di tela marca canvans che vendono da lidl) e alla luce indiretta del sole (all'ombra).
Ma quello che mi interessa, adesso, non è appurare quanto bianchi siano i bianchi delle varie marche, ma il perchè alcuni bianchi cambiano di tono in base alla sorgente (sempre bianca) che li illumina. Non riesco a capire questo comportamente.
Per prima cosa devo cercare di capire se ciò sia dovuto al medium nel quale i pigmenti sono macinati (cosa che io sospetto), oppure se si tratta di una caratteristica propria di alcuni pigmenti. Attualmente non dispongo di bianco di titanio, ma solo di litopone. Proverò quindi ad effettuare dei test con solo questo pigmento utilizzando olio e colla acrilica. Vediamo cosa ne uscirà fuori.

#264513 28.01.2017 13:12

pensavo si trattasse dello stesso Superbianco, pardon

#264514 28.01.2017 13:20

Temo che se non avete alcune basi di fisica della visione e di colorimetria, sara' assai difficile venirne a capo.af

Il nostro sistema visivo cerca nella scena osservata la superficie piu' chiara che trova, ovvero quella che riflette maggiormente su tutte le lunghezze d'onda del visibile. Una volta fatto questo trova la parte di questa superficie che e' invece deprivata dall'illuminazione diretta, ovvero e' in ombra. A questo punto calcola quale temperatura di colore ha assunto la luce che illumina la scena e la sottrae a tutte le superfici riflettenti della scena. Questa sottrazione e' in valore assoluto variabile, ovvero non completa. Se non trova nulla per appoggiare la propria stima, la corteccia applica un illuminante standard alla scena.

Per questo due superfici dipinte con il titanioo (la tela ed il provino) che differiscono di poco, se assoggettate a due illuminanti con temperatura di colore differente possono apparire piu' diversi in un caso e piu' simili (o anche uguali) sotto la luce differente.

Il fenomeno si chiama costanza di colore. La sua comprensione e' assai difficile. Provate a cercare in rete e troverete un bel po' di spiegazioni, a volte non chiarissime, a volte troppo semplificate ed ingannevoli.

#264515 28.01.2017 14:01

ah bo, qua si esula dal mio settore. conosco solo la fisiologia della visione (quella roba con retinolo/retinale)

#264517 28.01.2017 14:04

Grazie Alessandro. Ora ho troppa fretta, devo uscire, e non posso dedicarmi a fare una ricerca su questo fenomeno, ma spero stasera di riuscire a trovare qualcosa in rete. in ogni modo, ho provato a fare lo stesso colore con lo stesso pigmento, il litopone, sia ad olio che ad acrilico, e confrontandoli con tre diverse sorgenti di luce, risultano sempre identici, quindi il legante non c'entra. 

ciao

#264522 28.01.2017 19:33

La costanza di colore è facile e difficile da capire. È facile perchè tutti noi abbiamo avuto esperienze su come riusciamo comunque a riconoscere il colore di un oggetto in condizioni di luce difficili, cioè quando ci sono forti dominanti cromatiche nel sistema d'illuminazione. Il nostro cervello è in grado di farci apparire del giusto colore (o quasi) gli oggetti che ci sono più familiari anche se le condizioni di illuminazione sono piuttosto critiche. Penso che ognuno di noi abbia avuto esperienze in merito. Prendiamo una mela verde illuminata solo dalla luce di una candela: una macchina fotografica con pellicola tarata per diurno, la vedrebbe marroncina, ma noi continueremmo a vederla verde, e questo soprattutto perchè eravamo già a conoscenza del suo colore. Queste considerazioni sono piuttosto facili da comprendere, ma se si va ad indagare un po' più a fondo si scopre che le cose sono molto più difficili da capire. La nostra mente elabora le informazioni in maniera molto complessa. Sono molte le aree del cervello deputate alle elaborazioni delle informazioni che ivi pervengono attraverso gli occhi. Il fenomeno è complesso e non del tutto compreso. Pensate che là, fuori dalla nostra mente, c'è una realtà che non è affatto fatta di colori e di forme, ma solo di piccoli corpuscoli di energia di varia natura. La componente della luce riflessa da queste oggettini viene catturata dai recettori presenti nei nostri occhi, poi queste informazioni sotto forma di impulsi elettrici vengono inviati al nostro cervello che magicamente colora e da forma a quel marasma energetico che vibra là fuori, creandoci l'illusione che quelle cose abbiano realmente forme e colori. Ma i colori e le forme sono mere illusioni generate dal nostro cervello, e proprio perchè di illusioni si tratta, spesso le cose non sono affatto come ci sembrano, proprio perchè il nostro cervello elabora le nude informazioni che gli pervengono confrontandole però con ciò che conosce già. Ma se le conoscenze che possiede sono ingannevoli, ecco che tira fuori delle cose che hanno dell'assurdo:
guardate queste due immagini della Tacher che sorride, poi girate l'immagine.

 

 

#264525 28.01.2017 21:38

"le cose non sono affatto come ci sembrano" tu affermi......

Quindi le "cose" sono di per se? Un oggetto ha un suo proprio colore? Il nostro cervello ci illude che invece ne abbia un altro?

agag

Diciamo che il tuo provino di bianco di titanio e' ingiallito a causa del fatto che il pigmento e' stato applicato con l'olio di lino come medium, mentre lo stesso pigmento -il titanio - con cui e' stata preparata la tela, essendo probabilmente un preparato di resina acrilica gesso e titanio, invece non si e' ingiallito.

Diciamo pure che questa piccola differenza fra i due bianchi a volte e' visibile in maniera netta, a volte lo e' molto meno, almeno vista dai nostri occhi......diciamo inoltre che quando questa differenza risulta assai poco visibile, sorprendentemente fotografando la tela e poi guardando la foto, la differenza fra i bianchi sembra piu' netta di quanto appariva nella realta' della visione diretta.

A volte limitarsi a registrare i fatti aiuta la comprensione.

Tra l'altro questo fu l'atteggiamento di Monet. Affitto' un appartamento con vista sulla cattedrale di Rouen e passo' diversi mesi dipingendo la facciata della chiesa al variare delle condizioni di luce. Egli, sfruttando il suo occhio estremamente efficace, riusci a catturare appunto queste variazioni.

Quando, alla fine, comprese cosa aveva visto.....cambio' completamente il suo modo di dipingere - dipinse solo il suo laghetto di ninfee -, ma era tardi. I suoi occhi erano irrimediabilmente compromessi e anche la vita presto lo abbandono'.

 

"assurdo" vero?.....no arte!

#264531 29.01.2017 09:04

“Diciamo che il tuo provino di bianco di titanio e' ingiallito a causa del fatto che il pigmento e' stato applicato con l'olio di lino ...“
Diciamolo pure, in fin dei conti l'olio un suo colore ce l'ha, ma in questo particolare caso il povero olio di lino si è comportato bene. Ho provato a spatolare un po' di di litopone sia con olio di lino sia con colla acrilica, mettendo poi i due bianchi a confronto, sotto tutti i tipi di illuminazione di cui dispongo, e non ho notato nessuna variazione di tono, perfettamente uguali.
Diciamo che quello che ho notato avrei potuto anche non notarlo mai. Ho quattro tipi di tele a disposizione, di cui una di marca “crelando” (erroneamente prima avevo detto “canvans”) acquistata da lidl. Quest'ultima tela è diversa dalle altre, presenta delle particolarità: se vista alla luce del sole, anche all'ombra, appare molto più luminosa delle altre, mentre alla luce artificiale, sia led, sia fluorescente, sia al tungsteno, appare invece più scura. E evidente che contenga delle sostanze fluorescenti nella sua imprimitura. Ovviamente io di questo fatto non me ne ero mai accorto fino a quando Mario non mi aveva fatto notare che il superbianco maimeri appariva come giallognolo. Io il provino l'ho realizzato all'interno, in presenza di luce artificiale, dove il superbianco si vedeva veramente come un superbianco, mentre la foto l'ho scattata all'esterno, ma senza far caso poi al colore del bianco. Diciamo che ho condotto il test sulla tela sbagliata, l'avessi fatto su una qualsiasi delle altre tele, questo strano fenomeno (che quindi tanto strano adesso non lo appare più), non sarebbe apparso.
Anche se non ne ho certezze, l'imprimitura della tela in questione deve essere stata trattata con sostanze fluorescenti che emanano luce di un bianco freddo, violaceo. Il sole emette uno spettro di frequenze completo, anche degli ultravioletti (penso siano loro i raggi inquisiti). Queste ultime frequenze è noto che a noi umani non sono visibili, ma se vengono assorbite da sostanze fluorescenti, queste poi li riemettono in una banda del visibile facendoci sembrare gli oggetti irrealmente illuminati. Penso che tutti noi abbiamo presente quei bei rossi accesi di certi segnali stradali quando vengono illuminati dai fari. Ma se l'oggetto, colorato già di per se di bianco, emana ulteriore luce bianca propria, ecco che il nostro cervello viene ingannato: noi non siamo più in grado di comprendere il fenomeno, accettiamo quel bianco come naturale e abbassiamo di tono tutto quello che ci sta attorno, anche se si tratta di oggetti che di per se sono realmente più bianchi.
Alla fine, come giustamente diceva Alessandro, si è trattato solo di un fenomeno di “costanza di colore”.

politica editoriale note legali FAQ chi siamo pubblicizzati servizi

Copyright © 2013 EQUILIBRIARTE All Rights Reserved