VittoriaCammarella
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#221978 05/02/2011 10:40 PM Da "Resurrezione" di Lev Tolstoj
A nessuno dei presenti, cominciando dal prete e dal direttore fino alla Màslova, veniva in mente che quello stesso Gesù che il prete aveva invocato sibilando una quantità innumerevole di volte, esaltandolo con le parole più strane, aveva proibito proprio le cose che lì si facevano; aveva proibito non solo quella verbosità insensata e la magia sacrilega esercitata dai sacerdoti intorno al pane e al vino, ma aveva proibito anche nel modo più categorico che gli uni chiamino maestri gli altri, aveva proibito le preghiere nei templi, comandando a ciascuno di pregare in solitudine, aveva proibito i templi stessi, dicendo che era venuto per distruggerli, perché bisogna pregare non nei templi, ma in spirito e in verità; soprattutto aveva proibito di giudicare gli uomini, di tenerli segregati, di tormentarli, di infamarli, di giustiziarli come lì si faceva; non solo, ma aveva proibito ogni violenza sulle persone, dicendo che era venuto a liberare gli schiavi.
A nessuno dei presenti passava per la mente che quanto s'era fatto lì costituiva il sacrilegio e la beffa più solenne verso quel cristo in nome del quale si faceva.
Nessuno pensava che la croce dorata coi piccoli medaglioni di smalto che il prete aveva portato in mezzo alla chiesa e fatto baciare alla gente, non era altro che l'immagine di quel patibolo su cui cristo era stato suppliziato, proprio per aver proibito tutte quelle cose che ora in nome suo si compivano.
A nessuno veniva in mente che quei preti, che sotto la specie del pane e del vino s'immaginano di mangiare e di bere il corpo e il sangue di Cristo, effettivamente mangiano il suo corpo e e bevono il suo sangue, ma non a pezzettini e nel vino, bensì scandalizzando quei piccoli coi quali Cristo si era identificato; e come se ciò non bastasse, li privano del maggiore dei beni e li sottopongono ai tormenti più crudeli, mentre celano agli uomini la buona novella ch'egli aveva loro portato.
Il prete faceva con coscienza tranquilla tutto ciò che faceva, perché fin dall'infanzia era stato abituato a pensare che quella era l'unica vera fede, la fede in cui avevano creduto tutti gli uomini santi del passato e in cui ora credevano i capi dalla religione e dello Stato. Egli non credeva che il pane diventasse corpo, o che giovasse all'anima pronunciare molte parole; e neppure d'aver mangiato un pezzo di Dio, giacché in ciò è impossibile credere; era però convinto che fosse necessario credere in questa religione. E a rafforzare maggiormente la sua convinzione c'era il fatto che da diciott'anni traeva da quei riti un reddito sufficiente a mantenere la famiglia, il figlio al ginnasio e la figlia in un istituto religioso. Il sagrestano poi credeva ancor più fermamente del prete, giacché aveva dimenticato tutto il significato dei dogmi e sapeva soltanto che per versare il vino per la commemorazione dei defunti, per le ore, per il te deum semplice e per quello solenne, sono stabilite delle tariffe che i veri cristiani pagano volentieri. Perciò gridava storpiandoli i suoi "Abbi pietà, abbi pietà!" e cantava e leggeva con la tranquilla certezza che ciò fosse necessario come vendere la legna, la farina e le patate. Il direttore della prigione e i carcerieri, benché non avessero mai saputo né cercato di sapere in che consistessero i dogmi e che cosa significassero gli atti del culto, ritenevano che fosse necessario credere, perché così credevano tutte le autorità superiori, a cominciare dallo zar. Inoltre sentivano confusamente, ma non avrebbero saputo spiegare come, che quella fede giustificava il loro brutto mestiere. Se non avessero creduto, per loro sarebbe stato più difficile, anzi addirittura impossibile dedicarsi con ogni impegno a tormentare altri uomini, cosa che invece facevano senza rimorsi di coscienza. Il direttore, così mite com'era, non avrebbe mai potuto vivere a quel modo, se non avesse avuto il sostegno di questa fede. Perciò si teneva immobile, dritto, s'inchinava e si segnava con fervore e cercava di commuoversi quando cantava I cherubini; e alla comunione dei bambini s'era fatto avanti e aveva con le sue proprie mani sollevato e sorretto un bimbo che si comunicava.
La maggior parte dei detenuti, ad eccezione dei pochi che vedevano chiaramente la frode esercitata ai danni dei devoti, e che nell'intimo loro se la ridevano, credeva per lo più che nelle icone dorate, nei ceri, nei calici, nei paramenti, nelle croci, in quel continuo ripetere le parole incomprensibili Gesù dolcissimo e abbi pietà, fosse racchiuso un potere misterioso, capace di concedere grandi vantaggi in questa e nella vita futura.
Benché molti di loro avessero talvolta cercato di acquistare tali vantaggi in questa vita mediante preghiere, te deum, candele, le loro preghiere erano rimaste inesaudite; ma tutti erano fermamente convinti che fosse un insuccesso casuale e che quella istituzione approvata da uomini dotti e da metropoliti, fosse comunque molto importante e indispensabile, se non per questa, per la vita futura. |
ELVIS-P
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#222024 05/03/2011 08:38 PM "ma tutti erano fermamente convinti che fosse un insuccesso casuale e che quella istituzione approvata da uomini dotti e da metropoliti, fosse comunque molto importante e indispensabile, se non per questa, per la vita futura."
Ma le religioni vengono costruite dall'uomo "sopra" uomini eccezionali....la storia lo insegna.
Se la fede è un'evento interiore....l'istituzione è una costruzione esteriore e non esiste soltanto per comunicare la "religiosità" agli uomini, ma sono evidenti gli interessi economici e di potere...
Nel mondo esistono un mucchio di chiese diverse fra loro, cattoliche, cristiane, ortodosse e protestanti...
Così fu anche per il buddha e il suo pensiero, un personaggio eccezionale con molti fedeli e molte scuole scaturite al suo seguito...diedero vita ad una fede religiosa di portata mondiale...
Tutto ciò, tutte le religioni....però non spiegano come mai esiste questo universo e per quale motivo ci fu una scintilla che provocò la creazione dello spazio tempo e infine la materia....il perché della vita.
Questo è veramente un mistero, al di là che la vita possa apparire per molti una cazzata assurda, o il dono più prezioso per alcuni....questione di punti di vista, e un diverso modo di sentire...
E allora a mio modo di vedere le cose...rispetto la fede spontanea delle persone...quella che nasce da dentro, quella che fa sperare, anche senza sapere nulla di nulla...è legittimo sperare come lo è il credere, in qualsiasi dio, alieno o potere soprannaturale... |