Pittura - Computer graphic - Performance art
Monday May 21, 2012
Silvia Faieta - Natascia Raffio
Myra nel tuo intimo, e diventerà evidente
a cura di Togaci
La transessualità è chiamata anche "Disforia di Genere", ed è da sempre esistita.
Nell'antica Roma, i "Gallae" erano i devoti al culto della Dea Cibele.
Costoro erano iniziati al sacerdozio di questa divinità tramite la
castrazione pubblica. Una volta abbracciato il culto in via definitiva,
come atto rituale i Gallae correvano lungo le strade e gettavano i loro
genitali estirpati nelle case. Chi riceveva questi resti li considerava
una grande benedizione, e in cambio doveva curare il Gallae fino al
pieno ristabilimento fisico.
Genere e sesso sono cose completamente
separate, sebbene i termini siano spesso considerati (dai meno attenti)
intercambiabili. Il sesso è una forma e una funzione fisica, mentre il
genere è una componente dell'identità. Una sovrapposizione tra i due non
solo è legittima, ma anche possibile in quanto il cervello è
strutturato in modi differenti. Ed è il cervello a elaborare l'identità.
Ci si può raffigurare una metamorfosi dei vari aspetti dell’identità
personale in relazione all’identità sessuale, e - ponendo l’interesse
sugli effetti psicologici di questa trasformazione - si può ben
immaginare la dicotomia che ne nasce.
Da una trasformazione, infatti,
avviene la ri-configurazione dell'uomo. Senza trasformazione, non può
esserci sviluppo. Ne è testimone la storia del divenire umano, nel bene e
nel male: sia pure intesa in senso vichiano (corsi e ricorsi storici),
la storia è frutto di continue trasformazioni che sovente si
materializzano in simboli, veicolo della trasformazione stessa. Se certi
simboli sono da sempre inconsci, altri lo sono divenuti: a volte il
contenuto di un simbolo è oscuro agli stessi che vi fanno
automaticamente ricorso per veicolare contenuti filogenetici e
ontogenetici.
Ogni simbolo possiede due o più significati.
Oltreché appartenere all'ordine mentale e semantico, il simbolo si
radica piuttosto nella sfera sensoriale percettiva, la prima presente
nell'essere umano. È da lì che inizia la costruzione del mondo. Ed è
tramite la simbologia che ne deriva che il fruitore può connettersi al
lavoro di queste due artiste, dissimili nello stile ma conformi nella
vita. Il loro intento è lo svelamento dell’intreccio tra evidente e
nascosto. Questi due aspetti del reale si mescolano insieme, come
avviene nel confluire delle acque, ma il nascosto può essere raggiunto
solo oltrepassando ciò che si vede.
Silvia Faieta,
disegnatrice, con la sua biro su carta ricrea l’emisfero nascosto di un
mondo che, per quanto nostro, dobbiamo essere spinti a osservare un po’
più a fondo, ogni volta, per poterlo cogliere nella sua mutevolezza.
Natascia Raffio è un’artista eclettica. Portatrice di temi mai
scontati, spazia dalla pittura alla grafica per creare scenari dalle
molteplici forme e dai cromatismi camaleontici.
Togaci
“Myra il tuo pop” 04/05/12-30/06/12
A cura di Togaci
Inaugurazione 4 maggio dalle 19.00
Whitecubealpigneto
via Braccio da Montone 93 – Roma
Orari: da lunedì a venerdì ore 17.30 – 20.00; ingresso libero
May 21, 2012 02:42 PM [edited: November 22, 2012 02:55 PM]
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Saturday May 19, 2012
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May 19, 2012 12:55 AM [edited: November 22, 2012 02:56 PM]
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