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Pubblicato da
Claudio Alessandri
il 17 gennaio 2017

Franco Russo, Forma e Colore - Retroapettiva-

Franco Russo, Forma e Colore - Retrospettiva.

Il 25 febbraio 2017 in occasione dell’anniversario della sua morte la Galleria d’Arte Studio ’71 di Palermo renderà omaggio all’amico artista Franco Russo, scomparso, con una mostra retrospettiva organizzata da Francesco M. Scorsone.
Le sue opere denotano l’influsso del Movimento culturale del Novecento. Gli ampi lavori geometrici monocromi in nero e rosso realizzati a riquadri ritmati denotano appunto l’influsso di quel periodo.

Claudio Alessandri in suo testo descriveva così le sue opere…  ““Quelle di Franco sono espressioni geometriche, ma limitare alla geometria quel coerente susseguirsi di forme e colori, è evidentemente restrittivo; il suo non è un “rimestare” ripetitivo di sterili concetti stilistici, ottimi ad esprimere freddi “teoremi” accademici, affatto idonei a destare sensazioni di coinvolgente poesia. Per Franco Russo è indispensabile coinvolgere il fruitore delle sue opere pittoriche in una spirale esaltante di viva emozione nell’abbandonarsi ad atmosfere gravide di poetici messaggi, da interpretare in un crescendo emozionale che dura nel tempo e non si spegne al primo algido contatto con una realtà che massifica nel tentativo, in parte riuscito, di irretire ogni desiderio di dolce abbandono al sogno, alla pace di un’armonia primigenia ritrovata. Franco, artista schivo, dalla personalità complessa, intrisa di idee per lui irrinunciabili per giungere ad una meta che si è prefisso molti anni addietro e che ha continuato ad affermare rimanendo saldo ai tanti insulti dell’incomprensione, esibendo, con atteggiamento di velata ironia, una carica di vibranti pulsioni, addolcite da una resuscitata atmosfera “bohémienne”. Anche i progetti di un’autostrada, di una diga, di un ponte, sono fatti di sapiente geometria; ma possiamo considerare espressioni artistiche anch’esse? Frutto del genio umano, certamente si, ma l’arte è ben altro, rifugge dalle fredde soluzioni utilitaristiche, anzi aborrisce canoni ineccepibili quali gabbie medievali di tortura, fasce ferree che “strizzano” il cervello impedendogli ogni palpito ideale, tutto ciò che appartiene al fatato mondo della fantasia.
L’arte per Russo è tutto e nulla se non esprime idee libere da condizionamenti, teorie, cervellotiche soluzioni che incutono incertezze, dubbi, paura di trovarsi al cospetto di impietosi scherzi che qualche “ineccepibile” critico d’arte contrabbanda per opera d’ingegno, in cambio di lauti guadagni … sirene suadenti dal fatale canto che colma di “nulla” le menti ed il cuore di inconsapevoli vittime sacrificali. Per questo artista, che ha sempre perseguito mete artisticamente comprensibili, ogni mutamento d’espressione, anche minimo, è cagione di lunga riflessione e non ha tentennamenti; è pronto a rinnegare il nuovo se questo non lo soddisfa pienamente, né lo convincono coloro che, per gusto personale, cercano di incoraggiarlo a continuare a percorrere la nuova via. Continuare a parlare di espressione artistica legata alla geometria, magari aggiungendo “non euclidea” termine abusato, ma che sa tanto di vuoto culturale, non ha più senso; è evidente lo svilupparsi, nelle opere di Franco Russo, di un sapiente giuoco di forme “perfette” che si accostano, si intersecano, che collidono: tutto ciò è evidente a tutti, ma non tutti colgono l’essenza intima di questa espressione artistica. La “struttura” è importante all’economia dell’opera, come altrettanto importanti sono le cromie utilizzate. Franco però non si sofferma solo su questi aspetti esteriori, va oltre; il visibile è patrimonio di tutti, l’intimismo dell’opera appartiene solamente all’artista, a quello sguardo “intraducibile” che vede l’anima, il concetto vitale che è stato impulso e ragione del creare, non simulacro vuoto, ma colmo di concetti, di spiritualità, di quel qual cosa di divino che è rimasto “intrappolato” in un angolo individuabile del nostro cervello e che, qualche volta, torna in superficie a riverberare quel raggio di fervida luce che consente ad un’artista di “vedere” al di là del visibile…Claudio Alessandri , 2010””.

Franco Russo, Forma e colore – Galleria d’Arte Studio ’71 – via Vincenzo Fuxa n.9, Palermo. Visitabile dal 25 febbraio all’11 marzo 2017. – Ingresso libero.

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