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Luca Mesini

Artista - iscritto il 27 gen 2008

La mia biografia è sempre un disastro perché parlo sempre d'altro (non che nei miei blog la cosa sia tanto diversa). Se la “biografia” intende parlare della vita reale per tappe: ciò dovrebbe quindi aiutarmi nello dire che…

…nasco a Torino il 23 gennaio del 1966 e presto, per via del lavoro di mio padre, mi trasferisco prima a Buttigliera Alta, poi a San Giorio di Susa e infine a Bussoleno, creando così il tipico retaggio valsusino della mia formazione sentimentale e umana.

Crebbi insomma fra le alpi torinesi e nel primo fiore dei boschi di castagno e le frazioni di montagna.

Scuola salesiana, poi, finito il militare, al lavoro dal terzo imprenditore che prese un Mac a Torino. Sul finire degli anni ottanta – la mia storia professionale inizia a Torino regolarmente nel 1990 – fino al 2005. Poi il trasferimento in astigiano. Sono quindi un grafico esperto nella produzione di qualsiasi prodotto editoriale a stampa – e un disegnatore artistico che non segue nessuna moda e nessun protocollo afferente a quel mondo di settore. E profondamente uno che si porta i boschi e la montagna dentro.

L'attività per così dire operaia (il che significa inserito in azienda a conduzione familiare) risale ai 15 anni torinesi, + 2 in astigiano (presso Tipolitografia PIANO in provincia di Asti e Fotolito RICCHINI in provincia di Alessandria) prima di maturare la necessità di esprimermi imprenditorialmente, con l'«Immaginario Necessario». 4 anni da imprenditore che mi hanno portato alla fine del 2012 a chiudere la partita iva (inserita nel regime dei minimi solo per non aver potuto “traslarla” a regime “normale” per via dei costi troppo eccessivi da sostenere per farlo, chiudendo, però, con un bel credito e inoltre potendo finalmente investire sui miei strumenti di eccellenza professionale, che oggi posso quindi usare con regolarissima LICENZA – mio sogno, questo, da sempre, per non lavorare c/o terzi): ergo un bel Macbookpro portatile sempre aggiornato, due ottime LUMIX digitali vs. treppiede e una quanto meno FONDAMENTALE Licenza Creative Suite 6 (CS6), ovvero l'Ateneo dell'erudizione Grafica di Produzione & Artistica per chi utilizza questi strumenti per esprimersi nel mondo (quindi per imago e in modo moderno e contemporaneo).

Seguo ormai da due anni (dal 2015) in pianta stabile mia madre e quindi, questo riavvicinamento quotidiano ai ritmi familiari, mi porta naturalmente a fiorire là dove ho dovuto – al tempo che ho vissuto, metter da parte l'Arte e la creatività, per via dei continui impegni professionali di caratura operaia, naturalmente.

Ad oggi (agosto-settembre 2017) mi conforta aver fatto sempre il mio dovere in termini professionali (mi mancano 120 settimane per rientrare nel minimo requisito richiesto per la pensione minima oppure 55 se con l'accorpamento dei 4 anni del mio periodo con partita iva) anche se ritengo che per via dei lumi del mio spirito imprenditoriale, non arriverò mai vivo a quel traguardo :) Perché nonostante la mia attività imprenditoriale, sono stato un imprenditore-operaio, quindi abbastanza atipico, e sulla bilancia dei miei valori, la vis-creativa e la vis-poetica pesano sempre più di quella commerciale.

Se al disagio di aver lavorato sempre in un Team, spalla spalla, per arrivare ogni giorno a un risultato operativo in fase di produzione in “azienda”, non riesco a commiatarmi (tanto è forte l'adesione al ricordo e alle severe regole che gestiscono quei ritmi, basati su fiducia, operatività e spirito da “assegno in bianco”…) è con lo stesso marcato denominatore che cerco di attivarmi in casa per creare qualche “formula” di produzione artistica che mi permetta di vivere, ergo anche reinvestendo sullo stesso materiale che mi serve per crearla (da facto producendomi in lavori di grafica di produzione via email).

SUL FONTE CREATIVO ho sempre affiancato l'esperienza professionale, ergo riprendo a scanner tutti i miei disegni, sovente lavoro i file in maniera semplice (come nella tecnica dello sviluppo e del fissaggio di un fotografo tradizionale) e in termini creativi mi sono applicato in quella che ho battezzato l'Arte del Figurativo Ellittico.

La tecnica del Figurativo Ellittico è una formula per identificare la figura nell’armonioso e sintetico principio di semplificazione nel raccordo curvilineo. Il risultato di questo processo di studio sprona a una musicalità e modernità figurativa dandole un posto di rilievo naturale al nostro tempo presente in termini di perfezione e qualità di stampa.

Forse quindi anche per via della mia deformazione professionale, molti miei lavori hanno un senso finito nella loro riproducibilità a stampa (aldilà ovviamente dei disegni a mano libera, fonte per imago primigenia senza la quale null'altro avrebbe avuto un senso ed un principio).

Nell'aprile del 2017 apro ufficialmente il “Museo Mario Mesini” dedicato a mio nonno Mario, scultore ceramista diplomatosi a Modena, capostipite di questa nuova generazione di artisti che con mio Padre subito dopo, in me in questi anni e in mia sorella Muriel adesso (al conforto della presenza di nostro fratello Emanuele), ha fatto quadrato, in famiglia, sull'adesione ai principi di apertura e solidarietà che ci hanno sempre caratterizzato, sovente evitando di mettere l'accento su queste eredità artistiche, vista l'abitudine generalizzata che il mondo dell'Arte (ergo il mercato di settore) tende piuttosto a mitizzare, creando forme e formule di ego che non sono aderenti ai principi di praticità artigiana cui si rifanno le gesta del nostro Patrimonio Artistico Nazionale.

Abbiamo aperto questa raccolta dati per tutte le Accademie, Scuole d'Arte ed Enti culturali preposti all'uopo d'Italia e in Europa e nel Mondo (facilitando quindi lo spirito di coesione culturale e naturale che è attualmente in essere), là dove siamo un esempio di sensibilità, sia nei manufatti sparsi su tutto il Territorio (nonno ha lavorato per i forni ceramici della Torino del dopoguerra, come modellista creativo ed esperto nella rivoluzione delle opere alle loro forme adepte al colaggio seriale: quindi i suoi lavori sono stati esportati fin nelle Americhe) come testimonio del lavoro di alcuni Artisti che per generosità e umiltà loro propria, sarebbero altrimenti sconosciuti.

Sono consapevole del valore di un disegno e della traccia che la vis creativa di una mano felice lascia sopra un foglio e la generosità disinteressata che mi ha contraddistinto sempre regalando ogni disegno non significa che io deprezzi la sostanza di un lavoro che è anche faticoso e che, per sue intrinseche caratterialità, posso disegnare soprattutto io soltanto. Ma in me manca del tutto l'ego dell'artista, il bisogno di prevalere sugli altri e men che mai il desiderio di mostrare qualcosa beandomi dei complimenti e delle lodi altrui – cose queste che ritengo del tutto inutili là dove superati i naturali bisogni di adesione al proprio Io in età adolescenziale.

Citare l'amore come fonte di ispirazione, pare oggigiorno grottesco – ma se disegno è solo per questo. E ripeto come altri han evinto prima di me parlando dell'arte in generale, solo ciò che desidero e amo di più: la donna in genere.

Oggi (ripetiamo questo aggiornamento ad agosto-settembre 2017) ho 51 anni e la prima parte della mia vita mi ha dato strumenti per capire come esprimermi: però la creatività è ormai al tramonto e quindi mi vedo costretto o limitato a farlo semplicemente come ho capito che si fa. E sarà quindi questa la mia eredità artistica per i posteri (se via youtube): stimolare i giovani a reagire sempre in positivo alle loro forme espressive senza soffocare le gesta che sono all'origine dei loro gesti: sovente, se le cercano, troveranno una persona ad ispirargliele. Come io ho trovato molte Muse nella mia vita.

Ritengo quindi il lavoro di un artista e di un disegnatore come una memoria umana: il bisogno insopprimibile di amare e continuare ad amare per sempre ciò che si ama, il bisogno continuo di lodare ai venti ciò che si è evinto come bello e per quello amato e così, sulle quali forme e identità spirituali, ogni uomo cresce scoprendo infine da che cosa è stato educato.

Io credo di essere stato educato da tutto ciò che di femminile esiste al mondo, e nei miei disegni esprimo il bisogno di affetto, la gioia e il dolore di quel mondo che sovente soffre per cose che non ha mai voluto vedere fare o volere immaginare.

La donna, quindi, in senso lato, alla quale ho messo in dedica tutta la prolusione del mio esistere.

PER DISEGNI O COMMISSIONI è sempre operativo il mio mesinilio@alice.it – per avere informazioni aggiornate sulla mia produzione, qui su equilibriarte oppure nelle pagine facebook.

Buon lavoro a tutti.
f.to Luca Paolo Maria Mesini Bentivegna alias Mesinilio Lucanio (LCIIA), cioè lupetto cerbiatto secondo amelie, per via dei toponimi delle mie varie muse ispiratrici affibiatimi in questi vissuti anni.

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