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Pubblicato da
Luca Mesini
il 20 novembre 2016

L'Italia al bivio

Fra pochissimi giorni gli italiani andranno a votare, se, come nelle recenti votazioni, forse al 60-65-68 percento circa degli aventi diritto al voto – gli altri non votano, ma non votare significa in un certo senso aver scelto un partito. A saperlo o meno, il peggiore. L'Arte della politica all'italiana ha creato molta zizzania e molta confusione, e molti voteranno senza sapere perché o cosa, ergo, sul merito, senza avere un'idea precisa di quelle che saranno, reali, le conseguenze. Il proverbio “meglio succhiarsi un osso che un bastone” non dovrebbe portare eminenti uomini politici a farci delle battute sopra: perché i proverbi, sono sacri (cfr. il Fantastico mondo di Amelie, quantomeno…). L'Italia è comunque un Paese che non deve limitarsi soltanto a stare al passo coi tempi (parliamo di quarta rivoluzione industriale, non possiamo solo parlarne) ... se lo Stato rimane indietro su quelle che sono le previsioni di ciò che deve dare, come “input” – per stimolo e intuito – alle strutture) già procura dei danni (come lo Spread che stante a quei che lo comprendono, grazie alla campagna del No ha sostanzialmente bruciato, in pochi giorni, l'equilibrio che questo Governo era riuscito a riportargli, tenendolo basso da più di un anno…: e solo per questo, il prossimo anno ci saranno alcuni miliardi di euro di debito in più… a capirci qualcosa, basta poco, e se ci pensiamo: le parole, in politica, quindi le affermazioni, il populismo, la propaganda o altre alchimie messe su ad arte, possono costare molto care, soprattutto se partono sempre e congiuntamente da chi, problemi di soldi, non ne avrà mai) ma il Paese deve pure presentarsi come Stato membro del Consiglio dell'Europa: dando l'esempio sui consigli che predica. Quindi, questa decisione referendaria, perquanto presa dalle persone che meno informate di queste, come noi siamo, non sarebbe possibile farci far di peggio: l'Italia è questa e gli italiani pure. Andremo a votare tutti con lo stesso spirito (la giustizia, secondo noi) facendo cose, dando un voto, trasversalmente opposto gli uni agli altri. Uguali, ma così diversi... e forse trovandosi diversi ma con le idee (le aspirazioni, le speranze, il positivismo): uguali.Votando, perciò, diversamente, soltanto per sbaglio...

aggiornamento al 23 dicembre 2016 – Ci sarebbe da dire molto, ma per amore di sintesi, volevamo solo sottolineare che Alabed Bana è viva. Desidero concentrarmi solo sulla vita, e non su tutto il resto che “rinfoca” tensioni, polemiche, il verbo dei due pesi e delle due misure, etcetera, sui quali solitamente – noi vivi (senza essere bambini, senza trovarci per caso nel pieno di una guerra) siam soliti questionare (per mancanza, come abbiamo visto al recente dibattito fra no e sì) di argomenti. Volevamo farlo presente perché più avanti l'avevamo citata, al tempo, per mettere attenzione sulla sua vita e che, visto il progredire degli eventi e l'oscuramente del suo sito, ci aveva (fino a ieri) fatto temere, ovviamente, il peggio.

Peggio che qualcuno dovrebbe ricordare: ha tolto dalla terra una quantità infinita di vittime innocenti, nel fior fiore del loro diritto a viverla, come semplici e comuni cittadini di un ordinamento civile.

Ci manca, ovviamente, lo spessore diplomatico (ergo la cultura sul merito) per siglare con “quale civiltà” sul disegno delle decisioni prese (da chi doveva prenderle) fino ad oggi... eppure, i fatti, sono sotto gli occhi di tutti (ma non tutti, come vedremo più avanti, vediamo le stesse cose).

E su questo la storia non cambia: crediamo solo in quello che vediamo (o sentiamo), percui bypassiamo del tutto chi disegna le cose da trasmettere da quelle da censurare.

aggiornamento a domenica 11 dicembre 2016 (temporalmente parlando: è stato appena dato l'incarico per riformare il governo a Gentiloni) – Aggiungo due disegni, rispetto al primo e unico disegno che avevo messo in questa galleria. Sono due disegni che ho dedicato a una ragazza. Molto tempo che non succedeva. Guardandoli, mi sono detto questo:

«Quando vedo questi disegni, mi rendo conto che non si può dubitare della loro bontà d'animo. Se io mi trovassi di fronte una persona che disegna così, non avrei dubbi sulla sua bontà. Sulla sua natura. Già. Questo mi fa temere ancora di più, sulle cose che non mi piacciono e su quegli esponenti della nostra politica da bar che mi preoccupano, e molto. Mi fa temere e riflettere ancora di più, sulla loro natura, la quale dev'essere realmente antietica alla mia, peggio ancora di quanto immagini... . La profonda sconsolazione e la depressione che mi portano il pdl come la lega e i 5 stelle, fratelli d'italia come i vari “lost” da fini a casini, vendola, i vari passa casacca e passa poltrona, le persone che in questi frangenti, piuttosto che dimettersi, avrebbero ammazzato la madre (e quindi dovrebbero averne una collezione, di madri...). I bersani e d'alema e la russa e tutti i senatori e i dipendenti del CNEL (come se qualcuno gli avesse tolto il posto: fanno nulla ora, avrebbero fatto nulla da un'altra parte). La bontà d'animo della mia natura (che dà evidenti segnali della sua esistenza), qui come sempre abbruttita solo dai naturali “sentimenti a fior di pelle”, sensazioni che, vista la natura della fonte, mostrano chiaramente quei segnali per cui il verso che portò qualcuno a dire che la “pace è da difendere” lo è, certo, eccome: il segnale è sempre fermo sul rosso, per quanto mi riguarda. E se la mia natura è in questi disegni: la cosa non mi riguarda a vanvera...

Là dove le persone buone si stancano di essere cattive e gli stupidi, forti della vanagloria della loro immunità economica, giocano continuamente e senza nessuno stallo, sulla pelle dei poveri cristi – a fare “governo” e “governanti” (come se il Paese fosse Monopoli o Risiko) e non esisterebbe manco il concetto, del “cristo” – senza di loro».

Su questo ho riflettuto. Se avesse vinto il Sì, il nostro sarebbe ora uno dei più forti Paesi dell'Europa, non per nulla potrei dire che ricomincerebbero a riscriverla partendo da noi, questa Europa matura, avremo potuto portare a buon fine tutti i risanamenti delle nostre banche (mentre con il No il Monte dei Paschi è partito per primo) ditemi il nome di un italiano – che non sia uno di questi figli di papà – che lavorando come operaio da solo, non sia vissuto sempre e solo grazie alle banche, alle rate, alla San Paolo e alla Cassa di Risparmio, dato che là dove non ci sono le banche non c'è manco lo Stato perché ci sono gli “strozzini”, quelli veri, che ti ammazzano insomma...) quindi, anche qui, del populismo sui mille argomenti non argomentati, anche gli stupidi che dicono “no alle banche”... ma sanno cosa stanno dicendo?

No.

Non lo sanno e quel che è peggio è che così facendo le banche diranno No agli operai perché non ci sarà (come già denunciato dai vari direttori INPS non dimissionari) più il “cuscinetto del mondo del lavoro”, perché a seguire i “PRURITI” della politica (alla maniera dei 5 stelle), il lavoro e le opportunità non esisteranno più... con dei ragazzi e degli uomini che prendono 500 euro al mese, non c'è trippa per i gatti – quindi manco per poter investire sul proprio futuro con una rata da 200 euro al mese che comprenda: mobili, eletrodomestici, auto e a breve anche cure sanitarie... el bonifico delle bollette e dell'affitto: a parte.

I problema non ce l'avranno quei che investono sul mattone: loro tengono gli alloggi vuoti. Finché ci sarà l'euro, avranno un valore... ma il populismo vuole uscire pure fuori da quello :)

Sanno cosa stanno facendo?

No.

Debbo averne conferma dal fatto che pur essendo convinto che ci sia una parte di me che disegna per suo conto, se alla fine i disegni sono questi: io non posso dubitare sulla mia bontà d'animo, e per questo (di qui a seguire tutto l'articolo originale) ho ben ragione a dovermi preoccupare...

 

(riprende l'articolo originale a partire dal giorno dopo il referendum)

Vince la disinformazione. Ne parleremo al fondo, in questo aggiornamento post-voto (o post-mortem, la sintesi è identica). Persone unite nella condivisione di aspetti e luoghi comuni (come la sensibilità artistica, la sensibilità verso le umane sorti etcetera) non dico che arrivano all'insulto, dacché quella percezione sulla sensibilità emotiva credo permanga sempre: ma si tacciano uno contro l'altro al grido “di quanto sei disinformato, figlio mio”.

Mi piacerebbe capire e sapere su che base uno riesca a sentirsi più indormato o disinformato di un altro, e se per qual ragione chi Governa debba raccontare balle in automatico: perché non le raccontano, di volta in volta, quei che si cambiano poltrone favori al punto che si riparte sempre da zero e non se ne viene fuori.

Ma come citavamo a un certo punto dell'articolo scritto, più avanti: puoi dare voce a chi vuoi. Se il “disegno” è toglierla o chiuderla, quella voce è garantito che non parlerà per sempre, ed anzi: se arriva da certi posti, se è la voce di una bambina, durerà ancora solo forse pochi giorni, e questo l'epilogo.

Vale per la Voce, vale per un Paese, vale al diritto tanto quanto siamo diversamente informati sul diritto e rispondiamo alle domande dando risposte che non riguardano mai quelle domande sul merito, ma andando sempre altrove, sempre altrove. là dove un interesse di parte basa a giustificare il dovere.

E ora che abbiamo salvato la Costituzione possiamo continuare a ignorarla (citazione).

Il 4 dicembre l'Italia è andata al voto, aggiornamento al 5 dicembre: avevamo aperto la nostra riflessione con Dante, con questo aggiornamento (si trovassero da qualche parte) potremo chiuderla con le poesie di Bondi (non le cercheremo comunque). «L'Italia al bivio» ha scelto, non “vuole” cambiare – non è stato fatto un Referendum sul merito delle cose da cambiare ma su Renzi, il personaggio. Quindi: nessuno si è chiesto se fosse logico risparmiare soldi, pare che in Italia – chi ha trovato il modo per farseli sia la maggioranza e ce ne siano sempre (come suol dire: piove sempre sul bagnato).

E se Renzi è stato l'uomo peggiore per l'Italia sarebbe interessante poter fare un obiettivo e oggettivo ritratto di tutti gli altri. Sicuramente: alle prossime proteste (dai pastori sardi ai lavoratori di una qualsiasi industria o major) potremo fare orecchie da mercanti.

Non commenteremo oltre (infatti eravamo partiti al desiderio di sintesi: non violeremo questo, almeno per noi, timido avvio di virtù), certo è che adesso: non sappiamo cosa succederà ad Amatrice, i patti firmati con le città e il processo delle riforme e della modernizzazione si sono fermati, chi ha votato No per Renzi non ci ha detto Sì per chi (e come ai dibattiti politici: non ha risposto alla domanda, quindi ci teniamo carrozzoni come il CNEL e Senatori inutili iper-retribuiti) i soldi che c'erano per “fare il poco che si poteva fare” non ci saranno più e almeno ci farebbe piacere che i famosi 100 euro previsti nelle buste paga degli statali, sparissero così come invece erano stati garantiti dal recente accordo con la Camusso con i Sindacati (per par condicio). Le coalizioni del No sono un'accozzaglia di incompatibilità madornale (come di ignoranza, e il noto individuo che già una volta ha portato il nostro paese al fallimento: solo con un indulto ad hoc, potrebbe essere candidabile – ora, per questioni legali, non lo è)... aldilà del fatto che sostituire un 40 enne con un 80 enne sia ridicolo, non vedo né in Silvio e non abbiamo, sappiamo, mai visto in nessun altro la capacità di eliminare Equitalia... quindi abbiamo detto no all'unico che può considerarsi, per questo, il solo non responsabile mandante della morte per suicidio degli imprenditori strozzati da quegli interessi di mora da strozzini (votare senza usare la testa significa anche questo: legiferare non solo la truffa ma anche l'omicidio) l'Italia ha insomma deciso di rimanere fuori dall'Europa. I nostri Senatori continuano ad essere gli stessi (messi lì dai partiti e non dagli italiani, controvertendo una delle più grandi frottole della campagna del No) e... tutta la speranza per il nostro Paese.

E' finita.

(segue l'articolo originale).

Dante: a seguire, le strofe de «Tanto gentile e tanto onesta pare» dove ivi si vide Beatrice per una de le prime volte che la si vide vedendola (la vita)

E li occhi non l'ardiscon di guardare
(...)
E par che de la sua labbia si mova
un spirto soave e pien d'amore,
che va dicendo a l'anima: Sospira.

Dante: a seguire le strofe de la canzone «Donna pietosa e di novella etate» dove ivi si parla di Beatrice per la ultima volta al cui ricordo è già in dote (la morte)

Poi vidi cose dubitose molto,
nel vano imaginare ov'io entrai;
ed esser mi parea non so in qual loco,
e veder donne andar per via disciolte,
qual lagrimando, e qual traendo guai,
che di tristizia saettavan foco.
Poi mi parve vedere a poco a poco
turbar lo sole e apparir la stella,
e pianger elli ed ella;
cader li augelli volando per l'âre,
e la terra tremare;
ad omo apparve scolorito e fioco,
dicendomi: – Che fai? non sai novella?
Morta è la donna tua, ch'era sì bella.

Quando sai che non puoi fare niente, la tua vita diventa inutile. C' è sempre una ragione futile, quando “non è proprio possibile fare altrimenti”. C'è sempre un motivo quando la nostra vita raggiunge un limite: oltre al quale, pare non ci sia più niente da fare. E tutto ciò ti lascia nella trepidante attesa di sapere se sei ancora vivo, se è ancora viva, oppure no – come già è stato e la storia par voglia ricordarci che sempre sarà, così e per sempre, amen. Tutto è cominciato come da noi negli anni '30 da loro qualche anno fa. Sovente cerchiamo di dare una voce alle “urla” del mondo... è forse finalmente giunto il giorno in cui ci possiamo, in teoria, esprimere su un quesito strutturale di alto significato etico, richiamandoci a una responsabilità che non c'è più e che sta rovinando i giorni dei vivi, così lontani, vedendo con che rabbia e superbia si impedisce alla vita di dare, a se stessa, quel piccolo senso, quel piccolo traguardo: il caso di Bana Alabed, sopra riportato (più che altro, sopra riportato per darLe visibilità), mette in primo piano una circostanza sulla quale, grazie a Twitter (e a questi strumenti) non possiamo né strumentalizzare né far circolare asserzioni che negano l'evidenza.

Eppure molte persone non credono che quel tweet sia vero: riescono a dirci che sono delle montature politiche. Stiamo vivendo in un mondo dove il grande principio dell'informazione diffusa ci permette di credere a tutto e a niente, calcoli inclusi, mettiamo in discussione anche le addizioni più elementari, il colore delle cose... questo è un processo di negazione molto pericoloso, perché porta a mettere in discussione: la morte, delle persone, innocenti e l'assoluzione che ci si dà, per autocertificazione – di “non averle uccise” quando siamo tutti più o meno responsabili di ciò che è il mondo che ci gira intorno.

Per questo pare sia rinata una certa passione all'informazione, perquanto pure i più alti Istituti Pubblici si sono edotti al Ponzio Pilato dovere di informare senza informare, lasciando così che ciò che conta possa denigrare – e ogni nostro gesto: ci toglie il fiato in gola sapendo che per ragioni non diverse da questa, in questo istante – c'è un bambino che muore, per questa indifferenza e controversione della storia e della realtà.

Per una volta sarà necessario fare di sintesi virtù.

Gli argomenti del Sì sono bene argomentati – gli argomenti del No, come il voto: No.

Starà quindi a noi, credere agli argomenti o dipendere da ciò che non è mai stato fatto né è durato (ergo le riforme non fatte, da tutti i governi precedenti a questo e la durata di un governo, in media uno all'anno: in termini internazionali, molto credibile...) il che, dipendere da ciò che è e sempre sarà, in due parole è riassunto nelle promesse di tornare a un tavolo, scegliere la persona migliore...

Se ancora stiamo pensando di dover scegliere la persona migliore, dopo tutti quei che si sono stati, e con chi c'è adesso, significa semplicemente che la persona migliore: proprio non esiste.

Sì e No hanno e stanno ancora avendo amplio arbitrio e dibattito sui loro meriti – il nostro paese, democratico, non vieta a nessuno di fare né il propagandista, né l'untore, né il circonventore di incapace. Lo abbiamo visto nella dialettica, nei ragionamenti, sovente spaventosi, nelle bufale, impaginate da animi sui quali la lobotomia che grava sulle più recenti, in ordine di tempo, campagne per invitare gli italiani a fare figli, al confronto sono una barzelletta.

Di fatto, proprio pochi giorni fa, la “Consulta” (e il veto del Veneto) ha riproposto tutto il danno alla nazione: qui, nessuno si muove. Si desidera che le cose vadano peggio e chi ha acquisito il diritto a delinquere non deve assolutamente essere sottomesso o scartato per incompetenza da un altro – soprattutto se al vanto da ritenersi così legislatore da poter decidere senza essere stato messo lì a decidere dagli Italiani.

Ditemi realmente chi delle persone che ci sono attualmente e che odiate credete che siano state messe lì da noi. Lo sono – a solito modo, messe lì da loro, hanno le quote, le percentuali, i diritti.

E' così: da sempre. Uno entra e poi scopri ma tu guarda chi è finito in Senato, un'altro entra e poi scopri ma tu guarda questi si sono pure sposati: mica scemi. E che fanno di importante per la Nazione, a parte non presenziare là dove dovrebbero? Nella più fortunata delle ipotesi, per combattere la noia gestiscono pied a terre.

Per questo il No non ha argomenti e non ne ha messi, risponde a vanvera, riesce pure a dire il contrario di tutto: somiglia molto agli Artisti. Peggiori. Quindi al mondo dell'Arte che va per la maggiore.

O facciamo gli scemi senza ritenerci responsabili per “loro” oppure cerchiamo di sbloccare qualche nodo che... se aspettiamo, come i più moderati invitano, che la Costituzione “sia piuttosto, invece, Attuata” lo abbiamo purtroppo ben visto, come viene attuata, dal 1945 ad oggi.

Potete guardarlo anzi anche in televisione (l'attuiamo, per così dire, solo d'estate).

Concludendo: o si parla di analisi logiche realistiche, o lasciamo parlare quei che vogliono essere ai posti di comando degli altri, per dimostrarci non una seconda o terza ma circa una settantesima volta in più: che con loro, se non va peggio – non ci si muove e nulla cambia.

Non per colpa loro eh? Ma perché guarda il caso non avendo un potere presidenziale non possono farci a pezzi a suon di quelle che sì sarebbero nelle mani di qualcuno reali derive autoritarie – che sia infine il Silvio a denunciarle, se sopra erano barzellette qui siamo proprio alla frutta.

Capisco che nessun consigliere regionale voterà Sì per abbassarsi lo stipendio, nessuno statale che ride alle telecamere timbrando 20 - 30 cartellini alla volta, sarà così stupido da sputare sul piatto dove mangia, e di piccoli “territori di nessuno” pare che in Italia ce ne siano per garantire la vita con una certa sicumera un buon ottanta percento dei cittadini nobili che ne fanno parte.

Casualmente: l'85 percento dei proprietari di case.

Quindi ho molta poca speranza per il Sì: troppo logico, troppo intelligente, a portata di chi sa usare la testa e il pensiero costrutto, a portata soprattutto di chi ha 20 anni e vuole un futuro reale, e non abbassandosi (almeno, nel caso possa farlo essendo un figliol prodigo particolare) a destini come quei del Trota o del Lapo (tornato recentemente in auge, ora sì che ha le carte per essere candidabile...) – la “crema” della nuova, insomma, classe dirigente del futuro.

A portata quindi dei giovani in un paese di vecchi – un po' come è stato per la Brexit, che per scongiurare la dipartita delle Banche che si preparano al trasloco, ora si sta reinventando paradiso fiscale ancor meglio di quanto non è la City da sempre.

In fondo, a ben guardare (Irlanda, Malta, Lussemburgo etc) “si può fare di più” :)

E anche noi possiamo fare di più o di meno: decidere se si può fare di più in Italia o lasciare in extremis al Governo i soli strumenti che ha (pochi direi) per tentare l'impossibile (come abbattere per sempre i rimborsi da strozzini di equitalia, già fatto, Grazie). E garantire una ricostruzione ad Amatrice senza lo spettro de l'Aquila e del patto silvio-bertolaso. O addirittura in un giorno trovare finalmente senza traumi un accordo con i Sindacati per il rialzo di uno stipendio su una base media di circa 80-90 euro a categoria (piove comunque sempre sul bagnato), quindi a chi mi parla di pericolo per la democrazia, devo purtroppo dare un bel mazzo di fiori.

Perché attrista sempre vedere, nella testa di qualcuno, l'equipollente di una bara spoglia e vuota.

Ma di sto passo facciamo o farei come in campagna elettorale, una partita a tennis a suon di battute, una peggio dell'altra, fra i destinatari e i committenti.

La finiamo qui, perché se procediamo coi nomi, finiremmo per odiarci, come è garantito che se la sindaca presunta di Roma (dovremo dire non presunta ma ancora in fase di rodaggio o acculturamento o al primo anno propedeutico del corso non abbiamo ancora capito bene... non vorrà andare in Senato (anche qui: alla riforma del Senato saranno in centinaia di meno (ma per il no non si risparmia, ehhhh, come a dire, non si risparmia e non si risparmia: non sanno perché non si risparmia, ma dovendo dire No, non alla riforma ma a Renzi, che dire... che dire – mi viene in mente d'Alema e Moretti: ...che dire... eh dì qualcosa! ...e se ci penso che l'ha pure detto, un No ovviamente, giocassi a pallanuoto potrei anche annegarmi...) avremo consiglieri tutti scelti dai cittadini e sindaci tutti scelti dai cittadini... e in Senato, invece, ci sarebbero individui non scelti dai cittadini, per il No ovviamente...

Ecco sulla natura del merito che ci porterà ad andare al voto... : siamo presi fra un Sì è così e un No no è vero, e se si tenta di argomentare, certo, sugli argomenti, qualche differenza si nota, ma bisogna tendere per bene il terzo orecchio, e questo, mica tutti ce l'hanno...

Secondo: questo increscioso anatema sul doppio incarico (quando non è un doppio incarico ma un disegno di una nuova figura di Sindaco e Rappresentate del Consiglio Regionale, più matura e responsabile ma forse soprattutto in grado di tessere quel legame che per via della truffa legalizzata non c'è più... anatema quindi del No suol doppio incarico (anche da chi già facendolo presente si dimentica quanti ne ha già lui per primo di incarichi, grazie a questa costituzione di carta) quando sono anni che a partire dal Dirigente dell'INPS e tutti i segretari sindacalisti, questi se ne vanno a go-go in pensione avendo maturato la pensione sovrapponendosi per anni circa 30 incarichi differenti (dei quali su alcuni non hanno manco mai fatto una sola presenza in carica in 30 anni) e per quello le chiamano pensioni d'oro... Ma davvero: dove li prende gli argomenti per il contradditorio il No?

Sulla Luna? Quella che di solito: non si vede? Mai? Come votando No: usare una faccia per poi lucrarci sopra con l'altra.

Concludendo sulla o sul presunto attuale sindaco non si capisce bene di Roma e quale sia la sua giunta, vincesse il Sì e glielo proponessero, può stare tranquilla che tanto ci potranno andare: solo i sindaci. Quelli veri insomma, che portano in su la Città, e non in giù a rincorrere gli ultimi posti di tutte le classifiche.

Vediamo dove riusciremo a portare l'Italia, in termini anche di classifiche, visto che da quando il No ha aumentato i toni: è salito di tono anche lo Spread, come dicevamo, e sono già un tot. di miliardi di euro che dovremo pagare, per questo, il prossimo anno (con il bene placito del No che ci dice che non è vero, mentre a casa di tutti, lo Spread non significa nient'altro): in più (questione pare di cultura di governo, come il No alle olimpiadi, che ci ha fatto perdere un tot. di milioni di euro “sottraendoci e scaricandoci” dalle liste dei Paesi iscritti dato che per iscriversi: si paga, e questo grazie a una sorta di comico che ci dice che dobbiamo preoccuparci dei nostri figli, mentre farei presente che quando se ne occupa lui: li uccide con mamma e papà finendoli giù sotto a un burrone... si dimentica di dire scusa e gli garantisco che io non mi sto dimenticando, invece, di dirgli grazie (per tutti i soldi che ha fatto perdere a sto paese da quando ha deciso come silvio di mettersi in politica) (spread che finché Renzi parlava di riforme era fermo o al ribasso – ma ora sale) e se lo chiedi al No, è un po' come per tutti gli italiani all'estero: sono all'estero per colpa di Renzi :D Anche se ci sono andati da 20 anni.

Per le stesse inargomentate chissà da dove papalizzate asserzioni: lo Spread sale per colpa di Renzi.

E allora siamo alle elementari, diciamocelo, per dio.

Ahhhhh... benedico il fatto che al solito grazie alla luce possiamo sempre vedere e riconoscere le cose :) Per le ombre che fanno.

Auguri, allora, e se avete una speranza: giocatevela.

Qui per una volta forse non si tratta di decidere al posto dei politici o delle banche (che come per le licenze petrolifere, non venitelo chiedere agli italiani cosa dovrebbero o non dovrebbero fare... le major multinazionali che si giocano il futuro gestendo i loro affari: sul merito ogni italiano operaio medio o generico ha un “collegamento” sulla questione che paragonato a un granello di sabbia in una spiaggia sarebbe già tanto...) ...quei pochi che ancora riescono a lavorare, oggi, lavorano sempre peggio, e per questo motivo, sui termini di questo referendum, a cambiare avrebbero anche il coraggio, mentre Voi andate in giro a fare propagande con le moto come il Che – bestemmiatori e non, haimé, “veri” lavoratori – con scooter e camper che per giunta Vi paghiamo noi... Ma ce lo avete chiesto? Ma lo vedete quindi allora dove e quando non come e non quando: sono gli italiani a scegliere?)

Tutta questa attenzione improvvisa sulla Costituzione dal momento in cui è stata violata sistematicamente fino a ieri – tutto questo amore improvviso per la Costituzione da parte dei Giovani che finalmente vogliono (e cosa aspettavano: questo Referendum?) che venga “finalmente attuata” ...altro che cambiarla... e mi si dice che per attuarla dovrebbero votare No (???) rimettendola a quel manipolo di corrotti che non l'hanno attuata fino ad oggi? ... e che anzi, tentando di farlo ora, finalmente altri, ammodernandola – subito si schierano contro? E' questo un segnale che Vi dà speranza?

Chiudiamo postando due video fra i tanti che credo che ogni italiano sia andato a ricercarsi. Questo di lontana memoria (ci riporta a quei sacri altari sui quali la nostra civiltà sta perdendo la memoria) è il sunto del testo di un discorso di Calamandrei. Siamo nel 1955, anni luce dal 2016. E' forse, nel mondo dell'arte, il periodo dove fucina il grande intuito di Manzù (e che prenderà forma 20 anni dopo), la società italiana, esce dalla guerra e ancora si porta dietro quelle ferite che verranno sdoganate (eufemisticamente “finalmente”) nel consumismo di massa del decennio a seguire. Potremo qui postare ulteriori contributi, ma ogni contributo (come questi che postiamo) dovrebbe servire come spunto di riflessione libera: non dovremo, quindi, essere così spontaneamente daccordo su tutto e con tutto quel che viene detto, espresso e diverbato... perché ogni cosa è e rimane utile a formare la nostra idea.

A livello temporale, quindi, un altro interessante contributo sul merito lo ritroviamo in Montanelli (qui intervistato dal papà di Lapo...). Interessante perché ovviamente molto più vicino al nostro tempo presente. E soprattutto perché dice due cose, sulla Carta, che non sono di immediata “allusione” spontanea... se non forse conoscendo la Storia d'Italia.

E ritroviamo tutto il fascino che ci manca, o viene a mancare, là dove il sapere viaggia di pari passo con la conoscenza, e la conoscenza non è: controversione della storia, ma Scienza, sui quali atti si sono poi modellati i corsi.

POSTFAZIONE

6 dicembre. Mai sentito parlare di intelligenza emotiva? Come de l'Amore... se ne sente parlare, ma non sappiamo che significa. Ai recenti “disastri” della gestione della sindaca neoletta a Torino, gli artigiani insorgono. Ha sistemato due mafiosi a redigere il comparto classico destinato alle “casette natalizie“ dei caratteristici mercatini artigiani e – dato che si è inserita nel contesto sabaudo per occuparsi delle periferie, attualmente la realtà (in questo dicembre 2016) è in mano alle “major” del sistema. Risultato: prezzi assurdi, servizi zero (costano) e tanti artigiani fuori dai giochi (come quelli olimpici).

Una ragazza che ha votato la sindaca, alla domanda “sei soddisfatta” risponde dicendo: “Perché, cosa ha fatto?” dopodiché non si capisce manco perché abbia votato. Non sa nulla (niente del salone del libro finito a Milano, niente della Mostra di Monet – pronta ma finita a Milano pur'ella – niente dell'abbandono del tavolo tecnico sulla TAV, niente di niente (inclusa la gestione della cavallerizza in mano ai falchi che fremono per destinare il tutto ai figli dei benestanti che sovente han qualche castello sù in collina – punti di vista sulla dinamica di quei poteri che portano alla genesi dell'agnostica, come base referendaria per titolarsi al diritto a delinquere).

In compenso come un automa dice che il Sindaco che c'era prima (ergo la gestione) faceva schifo (tanto informata sul presente si può immaginare tanto quanto sia informata del passato) – come infatti la storia ricorda: Torino non esisteva. Anni di governo Chiamparino e Fassino l'hanno poi portata ad essere una delle prime città che in ambito turistico si fregia al desiderio di essere visitata... da qualcosa che poteva, ai più luminari europei, associarsi giusto alla FIAT – oggi sarebbe invece una delle più belle Città europee... non fosse che a questa gestione appendinesca, almeno finché dura: l'Europa non interessa, e per “periferie” han preso un concetto dal Manuale del “sinonimi di propaganda del perfetto imbecille” per farsi strada, come stiamo vedendo, turlipinando la sensibilità di qualche elettore: abile al plagio.

Non errori, ma logiche conseguenze quando, alla base, abbiamo comici o imprenditori.

Renzi avrebbe haimé potuto rifarsi al diritto di replica e non portare avanti la Legge di Bilancio, finanche essendo ormai tornati alla Prima Repubblica (ma con repubblichini più disinformati e fessi del solito) l'Italia è pronta al fallimento – forse, finalmente, quello vero. Sul quale ci si diverte e si scherza (forse sempre per via di quel comico che fa da capobanda) ma quando capiterà: alzerà il prezzo del pane, e non solo di due euro – lo scenario della guerra fra poveri degenererà.

Sono bastati questi due giorni (post-voto) per vedere l'invasione dell'idiozia in televisione, dando a gente come Salvini la licenza libertaria di darsi alle cretinerie del suo progetto di equità (come far pagare il 15 percento di tasse ai disoccupati come ai miliardari) – là dove la tecnica del “è giusto non pagare le tasse” porta al fallimento: ma non dovrebbe dirlo un cretino (cioè io, adesso) – e in questo momento abbiamo un'accozzaglia delle peggiori pronte a sostituirsi a un individui che stava semplicemente cercando di risollevare il Paese (il CNEL intanto ringrazia ... ma non “ha fatto festa”).

L'Europa ha già cambiato “soluzioni sul merito” perché là dove il Paese dimostra di essere quell che è: gli aiuti scemano (cioè se ne vanno da un'altra parte).

Renzi doveva proprio andarsene: così che il primo danno lo facesse questa legge di stabilità non approvata – perché portare un Paese alla stabilità e poi far firmare “per finta” una Legge che non si basa sulla stabilità, ma sull'instabilità che è già arrivata, è forse meno responsabile che fare il contrario.

Concludendo: se il fronte del No, con la semplice propaganda politica (pari a quella di memoria fascista: “Stiamo vincendo” con i soldati che crepavano come cavallette) ha fatto alzare lo spread facendoci così bruciare miliardi di euro per il 2017 – ora l'Europa, da tollerante che era, ha già chiesto all'Italia, entro marzo – 5 miliardi di euro sul piatto.

Che il nuovo governo tecnico o qual stupido pezzo di carta sarà, troverà solo aumentando le tasse: togliendo ai poveri per dare ai ricchi, perché su questo si basa il cambiamento promesso – sul Requiem.

O magari andandosene dall'Europa e così scoprire che la classifica dei Paesi a rischio “annullamento cosmico” hanno un nuovo Paese all'ultimo posto: il nostro.

Questo vuol dire cambiare le cose quando non ce n'è bisogno, questo vuol dire rispondere non alle domande, questo vuol dire negare agli italiani non solo aspettative di vita: ma farsi anche carico delle derive adolescenziali di individui come sono i tali che non ve li elenchiamo tutti, rispondono al fronte di d'Alema: quello del No, che già solo a istinto significa qualcosa... basterebbe ricordarsi quanta fatica è valsa crescere (là dove abbiamo cresciuto, almeno un tot- di milioni di persone normali).

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