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Pubblicato da
Luca Mesini
il 31 marzo 2017

il Problema della Politica

La “politica” in verità, per paradosso, non è un problema. “Diventa un problema” là dove mancano le virtù che, come strumenti ad hoc: i problemi li risolvono senza crearli. E sempre più paradossalmente, le scelte e le idee politiche mettono sul tavolo strumenti che sembrano quasi fatti apposta per creare dei grossi problemi: mentre giustificano la cosa dal momento in cui non si può garantire una politica funzionale a non generare problemi... senza strumenti che solo se “superati come se fossero equipollenti alle 12 fatiche di Asterix”... portano gli uomini alla terra promessa o alle leggende xanadusiane (Kubla Khan) (vedi: mondi e società alternative o utopiche, stile “Solari”, visionario ma competente sognatore e altri) – colonna sonora Electric Light Orchestra & Olivia Newton John :)

in copertina: Homer Dodge Martin (Landscape), in mancanza di un paesaggio afferente a “Xanadu” mettiamo la colonna sonora.

(prefazione aggiornata al 14 aprile) – E' “greve” pensare di poter ridurre questo problema (che per sua antitesi: è la sola soluzione ai problemi che esista, senonché, là dove gli uomini eccellono in dote per le loro virtù, stante a queste virtù ce ne sono alcune che brillano per lungimiranza collettiva, altre per egoismo e furbizia individuale, due effetti o “affetti”, nel mondo anche dell'Arte, della stessa medaglia e natura; dove si intendono gli italiani massimi espressori di umanità, ebbene, espressioni proprio di umanità sono anche la caducità su certe questioni... solo le persone più umane di altre sono capaci di essere più disumane di altre) dicevamo greve pensare di poter ridurre in queste poche righe il problema, e nella “ridotta” di queste semplici esperienze campagnole: la sostanza.

La verità è ben più grave, estesa, impossibile da governare – per via dell'ossimoro che consta in se stessa la qualità del “controllo” che non è facile da controllare, et via dicendo.

Mi sprofonda nel più basso piano degli inferi, i dolori dell'operaio che si fa fare il certificato dalla zia dottoressa per ernia del disco e il giorno dopo si compra la bici da cross o quello che riesce a mettersi in mutua (sempre grazie a qualche parente) per due mesi perché non riesce a fare il “bastardo” come desidera (mi si passino questi termini con un po' di cultura operaia, le persone san di che vogliam parlare, non lo chiederemo ai bambini del PD o altri infanti, che significa “lavorare” e sul serio nel tessuto sociale del nostro Paese... e in fabbrica) – a monte dell'altro che neanche va a farsi fare un controllo, dopo che per 20 anni (alzando pesi “entro i 25 kg” ergo da circa 24,9 ogni giorno) ormai non sente più sensibilità al piede e mentre comanda al cervello di alzarlo: questo non si alza. Ma lui no: un giorno di mutua o assenza dal lavoro è un'offesa alla sua Azienda, giustamente, che ama come un figlio, e sulla quale quando può – certo non brucia, come certi fessi politici, ma invece sventola, con orgoglio, la nostra bandiera...

Dovrei anzi pentirmi di aver lo stesso aver avuto solo il coraggio di affrontare questo tema, solo il coraggio. Nell'umiltà di queste sole ridicole mie forze.

Ma tutti i casi di cui so: sono nel cuore. Né potessi, come ripeto, saprei come farli rispettare o governare...

...ergo, per mia esperienza, andremo a continuare.

 

LA SALUTE

Il Nostro Paese vanta non solo la migliore Carta Costituzionale (che se observata alla lectera sarebbe eccellente, ergo non solo paventare che basterebbe osservarla per mendicare qualche falsa verità, coperta da qualche vero individuale interesse, durante votazioni importanti come quelle del referendum scorso) ma, il Nostro Paese, vanta il migliore sistema di sanità pubblica, invidia naturalmente degli Americani che pure al tentativo vano e scomposto di decisioni improprie (dopo ben due mandati di Obama) non sono riusciti a eliminare quel poco (ma tanto) che han fatto di positivo in quegli 8 anni: cioè l'Obamacare.

La riflessione originale di questo articolo – sul fatto che tutto derivi dalla Politica e che la stessa è buona o cattiva, a seconda delle circostanze arbitrarie che la scambiano per “altro che politica” – parte da esperienze vissute in prima persona: quindi, poiché noi sappiamo quello che viviamo, essa è edotta da reali accadimenti.

I quali potrebbero capitare diversamente o contrari a persone eppure molto simili a me, quindi non prendiamo a pretesto queste riflessioni per generalizzare facendo di tutta l'erba un fascio.

Certo... è solo sulla base di accadimenti reali che le persone maturano una coscienza politica :)

Quando la Politica tocca il nervo scoperto della salute è ben grave, perché essa già sta inquinando un inalienabile diritto della nostra Carta Costituzionale (se al servizio preposto di un cittadino onesto ovviamente).

 

PREMESSA ESPERIENZA PERSONALE introduttiva

Mia madre, 6 anni fa, accusò disturbi molto forti, ricondotti dalla pre diagnosi edotta dall'amore di mio padre in circostanze da infarto. Corsi al Pronto Soccorso, un pronto intervento mise a disposizione il Dottore Cardiochirurgo di turno, il quale fece visita opta e lunga, chiedendo infine un'analisi del sangue immediata per scongiurare ciò che di per se stesso poteva sibillare il dubbio: cioè che non fosse un infarto.

Come saprete, un'esame dal sangue immediato può nel giro di 5 minuti determinare la presenza di enzimi nel sangue. Là dove una persona normale ha un valore medio di 20-25-30 enzimi, se il paziente è “sotto attacco da infarto” quei valori salgono a più mille.

5 minuti.

Ma la richiesta telefonica al reparto infermieristico di turno sfociò in una litigata pazzesca.

Perché? Perché il medico qualificato dottore Cardiochirurgo era di Bombay: ovvero, un “extra comunitario” che vien qui da noi a rubare il lavoro agli italiani veri. Questa almeno temo (per sentito dire) essere stata la natura della litigata fomentata da chi, come i 5 stelle o altre facinorose fazioni che di Politica non sanno nulla (tipo la lega), educa i propri sostenitori a pensare alle cose in questa maniera bestiale (così poi ci troviamo di fronte ai più terrificanti fatti di cronaca davanti una discoteca o durante una rapina in tabaccheria: è tutta “politica” o meglio, cattiva politica che porta a un disturbo di educazione formale).

Ciò detto, nessuno di noi ha percepito in quel frangente il guaio e come poi rassicurati dal comunque competente Cardiochirurgo del Pronto Soccorso, siamo tornati a casa – con mamma che soffriva probabilmente di un attacco d'asma.

Nessuno immaginava che c'era invece un “extracomunitario” che stando sulle palle (chiedo venia e licenza per il vulgo che mima il contesto popolare della circostanza) a degli arrabbiati infermieri leghisti – era solo una semplice espressione di mobbing degenerativo.

 

POSTFACTUM

Dopo tre giorni di sofferenza, mio padre porta di corsa in auto mia madre al Pronto Soccorso cianotica. Non so come avesse potuto farlo, visto che io, disoccupato ero occupato presso una tipolitografia che mi stava pagando a ore in ritenuta di acconto. Li raggiunsi più tardi e subito, in circostanze drammatiche: l'attuale e ben'addestrato (e non politicizzato) team del pronto soccorso di quel mentre, capì immediatamente la situazione, intubò mia madre e sedata fu portata d'Urgenza all'Ospedale Pubblico di Alessandria (Piemonte) punto di Eccellenza Europeo nella diagnosi e nel pronto intervento di problemi cardiaci.

Non devo star qui a raccontarVi tutto: da allora a oggi, noi abbiamo sempre e solo trovato eccellenti professionisti della sanità pubblica che hanno salvato la vita a mia madre.

E' disabile al cento percento da circa 6 anni, con complicanze in questi ultimi due dove non cammina più da sola, ma ragiona e ci riconosce e quindi interagisce, mangia se la sediamo a tavola tenendola per mano e oggi abbiamo anche il “trattore di stato” che ci permette di fare quei due piani di scale del nostro alloggio in affitto per farle prendere un po' d'aria se c'è il sole.

Tutto questo grazie al nostro ISEE che è sotto le 7000 euro annue (in 4 che siamo in casa).

Nessuno di noi ha mai pensato di denunciare qualcosa o qualcuno: tutto è comprensibile, a nostro avviso, nella vita. Soprattutto se capisci un poco di politica. E puoi comprendere certe reazioni indotte dall'acculturamento. Piuttosto abbiamo tutti fatto quadrato attorno a mia madre: nei 7 giorni di coma farmacologico (con interventi notturni d'urgenza cardiaci) sperando che quel 10 percento di percentuale di sopravvivenza, ce la ridessero per viva.

E lo è.

Addirittura in questi anni le ho dedicato questo (si chiama Aurelia ed è la bambina orfana di guerra che Vi guarda da quella foto).

Ora vi ho solo raccontato questo per capire quali sono i problemi della politica.

Più avanti, nell'articolo originale, Essi riguardano i Diritti e il Mondo del lavoro ma mi è venuto in mente che sarebbe stato quantomeno doveroso dirVi tutto questo. Sul fronte del Diritto alla Salute abbiamo dovuto aspettare 6 anni di continue richieste a pagamento (sovente molto mortificanti e sotto tutti gli aspetti per quel tipo di violenza che le Istituzioni mettono in essere – prima di titolare dei diritti, poiché partendo da presupposto che gli italiani e i cittadini sono tutti dei Ladri) lasciando così che penassimo per seguire una madre che non è più in grado di vestirsi, lavarsi, farsi da mangiare, pettinarsi da sola et via dicendo (accludendo pannoloni e catetere) e neanche andare in bagno.

Oggi abbiamo un piccolo ma fondamentale strumento per la nostra sopravvivenza, assegno di accompagnamento – ma in questi 6 anni abbiamo praticamente dato a fondo le nostre risorse residue per sostituirci a quei pochi euro che ci mancavano per rimanere quantomeno in pareggio, anche se non sempre.

Se avessimo ceduto per sfinimento, non seguendo la cosa o rassegnandoci in tutti questi 6 anni di dinieghi, insulti, o raccomandazioni a non chiedere più nulla perché mia madre non dimostrava anche di essere “demente... bhé: non avremo avuto il nostro diritto, che al pari di quella Carta Costituzionale e del migliore sistema sanitario del mondo – è un Diritto, Signori miei.

Forse perché il mondo del lavoro e la forbice fra la politica e il mondo del lavoro è così larga che guadagnando così poco, senza qualche diritto: moriremo di fame o dormiremo sotto i ponti.

Nonostante siam quasi tutti validissimi artigiani e specializzati di settore.

NON LAMENTIAMOCI: IN MOLTI ALTRI PAESI CIVILI QUESTI DIRITTI NON CI SONO... ma, chiediamoci però, sul serio? ... al pari di una vita in un contesto civile partecipato più responsabile e meno furbo: non ci sono? A voi scoprilo.

Concludendo, non lamentiamoci significa anche che in Italia – e lo sto potendo fortunatamente constatare sulla mia e nostra pelle, esistono fortunate convenzioni fra Comuni Territoriali e ASL (Aziende Sanitarie Locali) che permettono a persone come mia madre (disabili al cento percento) di poter andare all'Ospedale per le visite di controllo o altre obbligate tappe salva-vita: Viene l'automabulanza (grande o piccola che sia) e Vi porta, Vi accompagnano, Vi riportano a casa: senza pagare, il costo è assorbito dal Servizio Sanitario Locale.

Personalmente, ho potuto ringraziare i volontari e le Associazioni nel solo modo che mi è opto e possibile (al punto che ormai, fra Ospedali e Sedi dicon che un giorno faranno una mostra estempore di tutti sti disegni) – eppure, mi sono informato da loro e un Doblò per portare in giro una persona disabile, costa 35 mila euro.

Pensiamoci: (per sentito dire...) quanto si mettono da parte un 5 stelle o un leghista che è andato a Roma con lo slogan di Roma Ladrona per poi rubare (magari in Piemonte)? In un mese? O forse due? Fra l'altro, ad Alessandria ho conosciuto le Maestre e Professoresse di Cota (quand'era bambino)... anime generose e dinamiche: sono state sincere :) Quanto basta per non dirVi niente... rimareste: interdetti, ma credo che se conoscendo l'Italia, non certo di stucco.

Da buon operaio assegno in bianco senza vizi e con un minimo storico di 17 mila lire (quindi non essendo mai andato in rosso e avendo sempre assolto fino ad oggi in positivo qualsiasi tipo di mia pendenza o onore tributario o contrattuale) io ci ho messo 15 anni per mettere da parte 15 mila euro e li ho usati in 4 anni come investimento di copertura per la mia attività in proprio da imprenditore (per la quale tutti mi han detto che ho chiuso a credito ma sono partito da zero... parola di imprenditori amici che fatturano tutt'oggi ben più di quanto non sia mai riuscito a fare io da operaio imprenditore ch'ero, ovviamente).

35 mila euro sono forse i soldi che raccolgono i Consiglieri Comunali o altri portaborse a Montecitorio fra rimborsi spese e vitalizi davvero un un mese se non due, e questo comporta il grande divario, la disparità, la condizione mai equa di tanti quanti oggi ancora discutono su che discorso devono farci domani per convincerci... magari da un letto d'ospedale con la canotttiera in vista (e senza manco essere leghista).

W l'Italia.

Con la loro grande “forma a esempio” per il mio Paese, sono così fiero che mio padre con 818 euro di pensione al mese stia riuscendo a fare tutto questo che se anche sono consapevole che sarà l'ultimo della nostra famiglia ad avere avuto questa opportnità (con la riforma delle pensioni non potrà arrivarci neanche mio fratello che fa un lavoro duro e infernale su tre turni, al confronto del quale, Bersani e D'Alema statali sono dei bambini e pure di fronte alla mia esperienza da imprenditore con partita IVA senon'anche solo per quasi 5 anni...) (e perché per amore ha insistito e non dimentica una sola attenzione per sua moglie e la famiglia).

Ciò mi fa capire che siamo in un Paese Civile – soprattutto: in un Paese Possibile Civile, forse il più “possibile” del mondo.

E la cosa mi fa morire ogni giorni sempre più contento, in fondo.

 

(riprende articolo come da origine) L'articolo prevede di fare un'analisi sulla politica – intesa sia quella di governo che quella miseramente di parole, là dove, purtroppo, nell'applicazione dei termini – oggi c'è molta anarchia anche in un Paese libero come il nostro. Lo dimostrerebbero, senon'altro, alcuni fatti di cronaca dove è evidente che possiamo passare dal paradiso all'inferno in pochi kilometri di territorio. O uscendo ed entrando in un bar. Citando poche esperienze personali (tre fatti) rifletterò sulla adesione a certi etimi sui quali il diritto conforta il mondo del lavoro e le aspettative di vita, sovente rendendo certi strumenti che risultano operativi solo at personam.

Ciò edotto – ne esco vivo e pieno di voglia di vivere e di tentare ancora ciò che posso proprio perché ho ereditato dal mio Paese: cultura, inventiva, determinazione, fiducia e molta vis artistica e creativa.

E rimango confortato dal fatto che il Mondo che conosco possa semplicemente solo e ancor funzionare solo meglio, con un po' d'impegno, visto che gli strumenti ci sono ed esempi di persone che sanno usarli bene: anche :) Vederli “soleggiare” nel viso mi conforta non poco e aderisce, il mio ingegno, a promuovere questo tipo di impegno strutturale.

Riporto qui infine una riflessione appena scritta poc'anzi a riassunto dei concetti qui espressi.

 

INIZIO RIFLESSIONE generale

Cosa c'è di sbagliato? Intendo, parlando del nostro Paese? Mhà... se apriamo le orecchie, partecipiamo alla vita sociale, abbiam modo di renderci conto che “esiste ciò che sai e ciò di cui vieni a conoscenza in modo rapido e con il contatto diretto”.

E non si possono fare esempi per sentito dire... sul “sentito dire” e sulla “non conoscenza diretta” delle cose: ci navigano i marinai, sovente seminando tregende (anche stile Madama Butterfly che qui prendiamo a esempio per spendere ancora un volta se possibile un richiamo Nazionale a questo caso che speriamo possa essere ricordato a lieto fine – cfr. il dramma della violenza contro le donne) là dove possiamo semplicemente edurre che sia un problema politico: non dare al contesto la giusta tutela e risoluzione (preventiva e ricostruttiva) che merita.

Ed anche questa è: politica. Una politica dove forse non sono gli “strumenti” a controvertire la giustizia (volendola garantire, ergo per paradosso, come citavamo prima, rendendo invece così tribolato garantirla sul serio) ma manca proprio forse un interesse sul merito (là dove come vediamo e sappiamo in certi Paesi del mondo quanto sia ancora più grave la situazione).

Però, dovremo ammettere... “in certi Paesi del mondo” per sentito dire. Sul quale sentito dire dovremo aprire una parentesi specificando che ci son cose alle quali è più spontaneo o normale, logico o intelligente far credito a ciò che sentiamo dire, che altre...

 

ESEMPI SULLA PRATICA E SUL VISSUTO

Farò degli esempi sulla pratica e sul vissuto, per capire cosa c'è di sbagliato in questo Paese.

 

PRIMO RICORDO

Diritti – Quando sono andato a scuola, in un certo periodo della mia vita (sul quale concorreva la virtù degli equilibri familiari dei miei genitori) sono finito in collegio. Entrando in Collegio mi hanno aperto il “libretto del lavoro” timbrato e firmato, poiché era una scuola professionale patrocinata dalla Regione Piemonte dove i ragazzi imparavano a lavorare (realmente lavorando anche sotto l'attigua Azienda Tipografica) in quella che era una sorta di laboratorio didattico a cielo aperto con indirizzo realistico sui termini della Produzione e della comprensione reale delle “problematiche” non attinenti solo alla nostra specializzazione tecnica, ma a tutte quelle della filiera di un “prodotto grafico”.

Da adulto – ho speso un anno della mia vita, andando negli uffici dell'INPS fin raggiungendo la SDS (Somma Direttrice Suprema) e quell'anno della mia vita l'ho speso nei ritagli di tempo da imprenditore (quindi non chiedendo nessun permesso da dipendente): ebbene, io quei tre anni di anzianità non posso averli nei miei contributi di anzianità.

Ora potrei dire che so il perché, ma è solo per un sentito dire – quindi non vale. Come potrei avanzare l'ipotesi che mi abbiano fatto lavorare in nero o sfruttando il lavoro minorile: ma anche qui, non è vero ed anzi, stante ai miei precetti di adesione (orgoglio e non pregiudizio) al mio Paese: ho imparato a lavorare meglio io che altri, quindi sono molto contento.

Di questo.

Non dei tre anni che si sono mangiati altri.

Perché i Diritti, nel nostro Paese esistono. Chiedetelo ai politici, Vi faranno una lunga sequela di diritto e garantismo... Ve lo raccomando :D

Sempre da adulto, a un certo punto della mia vita ho impaginato, seguendo a video, un volume storico. Il redattore era un preciso e appassionato edotto sull'argomento libero cittadino in pensione. E' stato un vero piacere (come credo poter dire della maggior parte dei lavori che ho fatto in circa 20 anni di attività professionale) seguire questo personaggio, colto, umano e sensibile.

Parlando del più e non del meno, solitamente sempre in una contestualizzazione prototipografica (perché impaginare un libro è questione o ragione di cultura) come Lui ha saputo di Me io ho saputo di Lui, scoprendolo ex dirigente INPS in pensione.

Sinceramente mi ha detto che se avesse potuto fare qualcosa lo avrebbe certo fatto volentieri – ma io non ho voluto né appoggi, né favori né scorciatoie, convenendo (insieme) che se uno ha un diritto DEVE averlo come libero cittadino e DEVE saperci o poterVi accedere grazie agli strumenti che lo Stato mette sul territorio per garantirglielo.

Così, facendo da solo ho scoperto di non averlo.

Per la cronaca: molti ex allievi di quel collegio, senza neanche sapere perché (ci pensa papà) quei tre anni ce li hanno, e chissà se non 4 o 5 o cosa di più (lo dico perché la scuola durava solo tre anni, ma in quanto a diritti – bhé: grazie al nepotismo di Stato, in Regione ne sanno di più – e per sentito dire anche la SDS (Somma Direttrice Suprema), ma sul sentito dire (sia sul nepotismo di Stato, che sulla Regione, che sui dipendenti statali che hanno libero accesso a deliberare diritti at personam), sentiam dire... ma sentire dire: non vale :)

 

SECONDO RICORDO

Dopo 2-3 anni circa di apprendistato da “böcia” (ragazzino), la Scuola e il Servizio militare: ho iniziato a lavorare. 15 anni da dipendente presso ditta a conduzione familiare dove ho imparato tutto quello che so. Dopodiché, 2 anni in mobilità (dove ho vissuto di rendita) i quali hanno severamente maturato in me il desiderio di fare l'imprenditore, partendo da zero: e l'ho fatto, dal 2008 al 2012. Per mettere a frutto sul serio quello che avevo imparato, se possibile (quasi impossibile a dire il vero) facendolo anche meglio :)

Così è stato.

NOTA – Quando la ditta a conduzione familiare mi ha assunto, essendo stato il mio primo lavoro, avendo firmato un contratto il primo giorno e non avendo mai abusato di nessun diritto (men che meno quello di un aumento che proprio, nel sereno clima familiare di quella mia seconda casa, come fu fin dall'inizio, per me il contratto significava fare il mio dovere a patto che io potessi onorare i miei doveri dello vivere in una casa in affitto per poter garantire, di conversa, la mia serena a incondizionata presenza alle virtù sul luogo di lavoro – per altro un luogo che per i nostri Clienti era diventata, in 15 anni, un'eccellenza, dove eravamo “assegni in bianco” per chi si titolava sotto le nostre mani per lo raggiungere obiettivi di qualità e in tempi rapidi) ... orbene, quando questa ditta fu bersaglio delle “politiche” dei Clienti (grosse aziende editoriali) le quali a loro volta erano diventate bersaglio non solo delle banche ma anche dello Stato (evidentemente, per sentito dire, aumentando la sofisticatezza di quegli strumenti per garantire alla libera professione uno svolgimento Equo, Onesto & Soddisfacente, ma... per sentito dire, ergo quindi rendendo la vita “quasi impossibile a ogni vera e sincera azienda pulita”) ... orbene, l'Azienda corse seri pericoli e quindi (come in una Mongolfiera) bisognava ridurre attriti e pesi.

Se io fossi Stato un “italiano di una specie diversa da quella che sono” avrei dovuto sapere (quantomeno scoprire) che avrei potuto godere per almeno due anni dell'80 percento del mio vecchio stipendio (ergo: avrei potuto garantire affitto, spese, cibarmi e lavarmi pure, andare talvolta anche a passeggio... e comprare il weekend un biglietto del treno per tornare all'amata Valle) finché non avessi trovato un'altro lavoro... ma non sapendolo: io, nella mia vita, di fatto, non ho mai preso un solo euro dallo stato.

Per questo quando sento dire che ci sono Imprenditrici che non denunciano 3 milioni di euro di tasse e si prendono l'indennità di disoccupazione mi chiedo (per sentito dire): ma cosa è l'indennità di disoccupazione? Come i miei tre anni maturati in collegio di scuola-lavoro? Cosa sono per l'INPS?

Niente e nulla e quindi, appena intuii che c'era un momento di crisi nella mia Azienda, paladino don Chisciotte della Mancia, esautorai subito i miei circa 80 giorni di ferie cumulate per andare da Tizio e Caio per farmi apprezzare dimostrando la mia esperienza :) E non che questi non mi avessero pagato dal primo giorno (in qualche modo legale che ora non ricordo, credo ritenute o fatture di lavoro occasionale), stavo infatti lavorando anche da loro a pieno regime naturalmente...

BEFFA oltre al DANNO sentirmi dire (la sola volta che sono andato in una sorta di “ufficio del lavoro” o “del collocamento” della mia Capitale natia e lavorativa Torino: “Lei, Signor Mesini, non ha diritto a nessuna indennità, perché ha continuato a lavorare da subito”.

Che gioia :) Anche perché se avessi avuto un lavoro: che entravo in un ufficio del genere a chiedere aiuto?

Ergo io Vi ripeto: la POLITICA è un problema quando crea dei problemi, ergo – se non siete dei “politici” di quei problemi ne avrete una tale valanga da desiderare (alla fine della fiera) di ucciderVi, vista la poca adesione alla vita che Vi manca eppure stando in un Paese Libero come il nostro (e con l'addirittura migliore Carta Costituzionale del Pianeta) certamente, per sentito dire, con strumenti così talmente sofisticati, per garantir Diritti come predica che... 

E' forse, un Paese Libero, a volte, arbitrario nel decidere a chi dare diritti e a chi glissare le frasi: “... meglio che certi individui se ne vadano all'estero” o giovare al calcetto piuttosto che compilare un curriculum.

LANCIA A FAVORE DELLA SPEDIZIONE O MENO DI UN CURRICULUM – Nel mondo del lavoro, anche portali come LinkedIn lasciano il tempo che trovano. Il lavoro è un “passa parola” che si ingenera sulle attitudini scoperte in vivo (quindi realmente, fisicamente) nei luoghi dove si conoscono lavoratori che lavorano, vieppiù se sono poi nell'aura di leggende metropolitane tipo “quel ragazzo è un assegno in bianco”. Io, nei miei anni da imprenditore, ho sì certo conosciuto persone nuove (un 80 percento di persone pericolose e un 20 percento di persone buone) ma ho sempre lavorato grazie alla nomea che mi ero fatto in quei 15 anni in quella ditta a conduzione familiare – non per altro, chi sapeva che avevo ora finalmente una partita IVA, mi ha chiamato a cottimo per anni... è molto difficile, quindi, presentare una persona... basandosi sulla lettura di un curriculum. Come è anche molto difficile essere presentati a Ditte dell'Eccellenza Artigiana quando questi non Vi conoscono... per questo consiglio si seminare molto bene e dimostrare il proprio valore nel cerchio delle persone che stanno lavorando con Voi. Alla stessa misura, là dove anche chi non Vi conosce, Vi mette alla prova.

E che nel contempo vi dà prova di chi è, sapendo poi entrambi inserirVi nel contesto di percentuale come di cui sopra.

 

TERZO RICORDO

Quando non ho potuto rinnovare la mia partita iva (perché se apri una ditta da zero, probabilmente lo fai nel regime dei minimi – in questo Paese, ma dopo 4 anni di attività, per Legge devi passare al regime a “partita IVA regolare” e quella, partendo da zero, nessuno se la può permettere...) orbene – ero a credito (cioè era o Stato ed erano i Clienti che dovevano ancora darmi dei soldi) e quindi decisi di chiudere la mia ditta facendo ciò che in 4 anni di sudatissima attività non avevo mai potuto fare: comprare un computer nuovo e le licenze originali di quei programmi di grafica che ormai sapevo gestire a memoria.

Lo feci anche per ragioni artistiche: io, che per molti sono definito come un artista, sono figlio del mio tempo presente e naturalmente, ho associato il disegno alla grafica, producendomi – nel disegno, cosa che smetterò di fare solo quando muoio – anche “vettorialmente”. E per farlo (sperando di vendere un giorno i miei lavori) debbo farlo legalmente, usando quindi un software e un hardware in licenza e di mia proprietà per sempre. Non per nulla ho puntato su strumenti Macintosh, i quali mi stanno garantendo un'autonomia sui prossimi 10-20 anni anche senza aggiornarli. E non per niente non ho aderito a “iCloud” per avere la possibilità di utilizzare sempre l'ultima versione dei software a un costo mensile... perché sapevo che (come ho vissuto da imprenditore al limite della povertà) non avrei certo saputo (oltre al mio debito sul lungo periodo) sapermi garantire un ulteriore balzello mensile per vivere delle mie competenze professionali.

I software di questo tipo, da anni sono al loro massimo livello. Vengono aggiornati non per migliorare le prestazioni in termini di risolvenza dei problemi per imago in fase di produzione (ma un po' come la politica del nostro argomento: per crearli), quindi una licenza titolare della CS6 del 2013 è valida ieri come oggi e come lo sarà probabilmente ancora fra 10-15-20 anni, soprattutto se in mano a un artista che, come sappiamo, superati i 50 anni farà sempre le stesse cose, solo un pochino meglio (si spera).

Dimostrazione? Se creo un lavoro con un illustrator vs pdf fine anni '90 inizio 2000 va tutto in stampa come a regola d'arte :) Se lo sai usare, naturalmente.

Si dice: investimento a lungo termine, perché anche senza partita iva io avrei dovuto per forza sopravvivere in qualche modo (anche se ora vivo in casa per assistere mia madre, devo eppure trovare ogni mese almeno 260 euro per saldare i miei obblighi stipulati con i prestiti bancari sul lungo periodo e inoltre, come quando sono nato, i miei vivono in affitto con una pensione sotto i mille euro... ogni euro in questa casa è “diritto a vivere” quindi dormire, lavarsi e mangiare... e da un po' di tempo anche curarsi :)

Investimento a lungo termine – ricordatelo... è il migliore insegnamento che esista al mondo. Le persone oneste lo usano in automatico ed è espressore di intelligenza etc. etc.

In questo contesto – non avendo più la partita IVA (ma invece strumenti e licenza strumentale per lavorare onestamente ergo non strumenti conto terzi) ho cercato di sopravvivere nel solo modo che esiste in Italia: alla spera in Dio. Se in termini scientifici o legali questo ha poco senso, il senso è che se lavorate da disoccupati, dovete fare delle ritenute di acconto (se Ve le fanno – se Ve le pagano) o ricevere, comunque, dei fogli a inizio anno delle “certificazioni di pagamento dell'iva o della ritenuta di acconto” sul lordo del netto del vostro compenso occasionale, ergo fogli fiscali validi e legalmente equipollenti.

Purtroppo in Italia non si capiscono bene molte cose, ergo – se non siete né imprenditori e se non avete nessun tipo di contratto lavoro part-time o di altro tipo: siete disoccupati.

Ognuno di Voi si farà un'idea di cosa significa essere disoccupato (non dovete farvela sul sentito dire...): io me la sono fatta di questo tipo: – sotto la pressione delle persone che mi conoscono bene, sono andato all'Ufficio del Lavoro per iscrivermi alle liste di disoccupazione con la predica che facevo molto bene perché tempo due anni e avrei maturato il diritto ad essere assunto, anche non a tempo indeterminato, con i vantaggi fiscali (per il datore di lavoro) della “mobilità” (ti pagano lo stipendio e i contributi invece li paghiamo noi, cittadini liberi, nelle voci sul merito all'interno delle nostre buste paga regolari, tasse e companatico).

Ma ci sono persone che vanno in pensione a 50 anni anagrafici che Vi dicono che i contributi li pagano loro, e non Voi: sono i Consiglieri Regionali :)

Bhè: essendo improprio sul sentito dire, i miei tre anni di lavoro in collegio me li hanno rubati loro :) Vediamo che fra il diritto, averlo o levarlo, c'è di mezzo solo qualcosa di non meglio definibile come “problema”, della politica.

A questo punto – casualmente, dopo due anni di sopravvivenza alla “spera in dio” – casualmente debbo fare un esame del sangue senza una lira e per avere l'esenzione dal ticket mi dicono di presentare alla Casa della Salute il foglio che attesta il mio status-quo di disoccupazione. Mentre vado a farmi stampare il foglio, all'Ufficio del lavoro mi accoglie una donna in vestaglia (parente di qualcuno da qualche parte) che girando la sua tazzina di caffé sulla piattella mi dice: primo che non possono stampare nulla, sono io che sulla buona fede devo andare all'Ospedale a compilare una “autodichiarazione” (scrivi che sei Pecos Bill e ci credono insomma) secondo che la “legge che decreta i diritto di maturare dopo due anni il vantaggio della mobilità” non esiste più :)

Insomma: come votare No al referendum :)

Torno per avere l'esenzione dal ticket e aldilà del vetro – una dei tre o quattro parenti di qualcuno che svernano lì dietro per qualche grazia parentale, mi chiede: “Qual è l'ultimo lavoro che ha fatto?” e io le ho detto che dopo 15 anni da dipendente, 2 anni da dipendente in mobilità e 4 da imprenditore, chiusi la ditta perché non potevo permettermi il passaggio a partita iva regolare.

Ho come al solito detto qualcosa di troppo :) Eppure anche i politici parlano molto: ma loro dicono balle, io invece, sempre la verità, purtroppo.

«Ah allora No, Lei non ha nessun diritto all'esenzione da ticket!».

Glissando sul seguito, io sono ancora vivo e vegeto e non ho voglia di morire (al senso che l'istinto di sopravvivenza e certi doveri famigliari me lo impediscono) ma non ho nessuna aspettativa di vita e va benissimo così (soprattutto se debbo aspettarmi aspettative di vita da galleria come questa).

 

CONCLUSIONE

Non sono mai stato un politico né un cittadino iscritto a qualche partito politico. Seguo la politica da comune cittadino senza particolari informazioni sul merito: reagisco a intelligenza e quindi a reazion di pelle (istinto).

Sono orgoglioso e fiero di essere italiano perché mi rendo conto di come il mio sia forse il Paese più bello del mondo, non ne ho girati altri e non potrei dirlo con certezza: ho visto dei documentari. Quando passeggiavo per Roma, “sentivo dentro di me il forte senso di responsabilità sia come cittadino ma prima ancora come artista”. Quando giro per il mio Paese: mi sento un Uomo, vedendo ciò che vedo, e mi comporto da uomo di conseguenza.

Quando giro per Torino sono fiero di essere nato e vissuto anche a Torino per molto tempo. Porto dentro di me l'eredità umana e artistica di mio nonno, mio padre, mia madre.

Mi sento: nonostante tutto, libero.

Certamente: ho paura. Quando sento certe cose (aldilà della metafora, comunque seria e da non sottovalutare, del sentito dire...): quelle cose mi spaventano e mi preoccupano non poco. Tante e quante realtà ci sono attorno a me? Assurde?

In tal senso per me: l'Europa non è l'assurdità. Come in un rapporto di coppia, c'è sempre molto da fare, ma ciò che conta è “essersi scelti a vicenda per fare queste cose insieme”.

Faccio quindi differenza anch'io fra le persone. Affinità elettive concorrono nello sceglierci, avvicinarci, distanziarci.

Se io devo intervenire in modo politico posso farlo partendo dal fondo: andando al voto. Scegliendo le persone con le quali riesco meglio che con altre a fare questa associazione di idee: fra le parole e i fatti. E ho le idee chiare (nel mio caso, Renzi naturalmente). Ciò, anche se non sta a significare che sia il migliore, che non esiste proprio in natura (quindi preoccupiamoci di chi crede il contrario...) mi aiuta a poter definire tutti gli altri: poiché se non convincendomi di meno, con alcuni proprio non riuscirei a sostenere un dialogo maturo per più di pochi secondi.

Oggi quindi mi sono detto: “Ok, quando senti qualcuno parlare: o togli il volume o riesci ad ascoltarlo.” Fatti due conti su questa esperienza, vorrei anche io contribuire a fare ciò che sta accadendo – ovvero vedere che si prende la fiducia solo chi ha dovuto dare le dimissioni non certo per sfiducia di noi poveri Cristi (un po' come in America sono i “grandi elettori” quindi la politica ad avere eletto Trump e non il popolo) ma non siamo qui per discutere che il volere del popolo non è l'astante 51,9 percento dei voti espressi dai votanti aventi diritto al voto.

Ho provato a capire come fare a dare il mio voto a Renzi a queste primarie, facendo una ricerca sul mio territorio e poi su Roma e non ci sono riuscito. Comincio a pensare che tutti questi “occupati figli di padre” che rimangono in Italia a fare un lavoro finto grazie al papà ministro del lavoro, abbiano inquinato del tutto il nostro sistema di funzionalità governativa di servizio al cittadino.

Poco male, sono un uomo vecchio – mi basterà dare il mio voto quando al solito lo chiederanno a tutti al solito modo (sempre che, come il mio diritto alla mobilità è andato in pregiudicato, in questo Paese – da qui alla prossima possibilità di andare al voto, ci sia ancora il mio Paese e non un satellite dell'asse Turco Statunitense sotto il comando fittizio della Siria appoggiata da Putin, ovviamente...). E squadristi della Lega e dei 5 stelle a decidere sui miei diritti a prendere la bici per tornare a casa e con quali tipi di pensieri autorizzati nella testa.

In fondo, ho aperto un conto postepay per pagare – ma non so come farmi pagare, pure avendo quello stesso conto. Finché esiste il bancoposta e l'iban (o ibam che si dica), le rare volte che capita... diciamo che ...

 

POSTFACTUM

Siamo in Italia. Con un certo respiro di sollievo, abbiamo appena ratificato le firme dei trattati europei. L'inghilterra e l'America si apprestano a creare problemi e far salire costi: bisogna farsi un'idea sui problemi e i costi, e non per sentito dire... per questo abbiamo redatto gli esempi di cui sopra.

Qualcuno da noi vuole uscire dall'euro? Bene: è inabile al comando, al governo e al commercio... ragiona, probabilmente, come un dipendente statale. Di quelli irresponsabilmente peggiori. Non per nulla, pure del suo partito, chi al posto suo ha comprato immobili grazie alla spintarella di Expo: non ci sta, a veder crollare di botto i suoi migliaia di euro al metro quadro :)

Quindi riteniamo per adesso che le derive agnostiche non portino l'Italia come stanno le persone qui adesso (cfr. golpe in Venezuela, anche se per sentito dire...).

Europa e Mondo hanno un significato: possibilmente poter andare in Lituania come il Polonia e in Scozia senza grossi problemi che non siano quei che ci prendiamo responsabilmente quando reagiamo a un post di facebook diversamente da quando, finalmente fuori di casa, seduti in auto o a piedi: siamo essere civili... e ci comportiam con correttezza e naturalezza come bere un bicchiere d'acqua. Ergo pensando sempre di più e meglio di quanto non si riesca sempre a commutare virtualmente. ... poter andare in Lituaina come il Polonia e in Scozia e mangiarsi degli spaghetti con il formaggio grana come a casa nostra. Non capiterà più così di certo in Inghilterra come in America... e non ci troveremo a sorpresa montagne di carne cresciute a ormoni nei nostri supermercati (per sentito dire, non scambiamo pan per focaccia).

Questo per concludere: la politica che crea problemi non è un deviato corso delle cose che non può non crearne... poiché dal ritratto che ho fatto per esperienza: io credo ancora che un mondo migliore da vivere sia possibile.

E se è così, non lo devo purtroppo a Grillo, Silvio o Salvini, persi nei loro mondi immaginari e manco a chiedere un po' di serietà e “azione“ a certa gente: ma ancora a Gentiloni, non poi così diverso dal Renzi che ovviamente degnamente sostituisce nonostante abbia qualche anno (forse certo più buono dei dissociati del PD) sulle spalle e la coscienza.

Il Paese deve reagire e muoversi: facendo politica.

 

DULCIS IN FUNDO ed epilogo

Nel 2015 (durante tutto l'arco dell'anno del 2015) ho fatturato (legalmente) il massimo ascrivibile a un disoccupato (registrato negli Uffici del Lavoro della vestagliera): 5000 euro. Lordi, ergo 4000 e rotti netti. Quando attualmente mi basta per vivere (cioè circa 2500 euro annui per assolvere i miei oneri contrattuali bancari). Nel 2016 la metà, quindi... come nella citazione del fu libro “...io speriamo che me la cavo).

Non sta andando così nel 2017.

Certo avrei meno problemi se avessi ricevuto i circa 850 euro che lo Stato mi deve a credito – ma ci vorranno, per averli, forse ancora due o tre anni... quando si svegliano insomma.

Però so che per adesso arriveranno. Con i “signori” che ho citato in odore di golpe all'italiana (quindi solo per virtù dell'ignoranza perché non capaci a lavorare secondo le regole statuarie di quelle carte che rappresentano ma indegnamente, svernando a Dubai piuttosto che nelle loro case chiuse): non arriverebbero più (ma forse i loro parenti si sistemeranno con i miei crediti con un vitalizio di reddito di cittadinanza, e non certo del “lavoro” fittizio...) semplicemente come attualmente dimostrano saper fare a Roma: niente (o meglio, forse... sciare).

E visto che le simpatie per queste due problematiche (britanniche e statunitensi) son così care a questi disoccupati garantisti figli di padre senza senno né rispetto o un minimo di sapor di responsabilità, farò mie le parole di quel solo che penso di poter seguire senza dimostrar d'essere un incosciente ora che dalla “politica non politica che genera solo problemi insormontabili” non ci pare logico mettere una tassa su una Ford Mustang (convenendo così un'auto stupida ma nel desiderio di ogni uomo, per meno di 40 mila euro – trovarsela, già di per se stessa con un bollo altro che 2500 euro all'anno per colpa solo nostra ancora e dei nostri consiglieri regionali) di botto a 80 mila: per un bel dazio del 100 percento :)

Non mi fa di seguire il flautista di Hamelin fino al ciglio del burrone e poi mentre (che) cado: quello rimane sul ciglio e smette di suonare (cioè sta zitto come oggi all'alba dei dazi americani, ancora questi demolitori “in casa” non si stanno rendendo conto che così se è vero diventeremo velocemente solo molto più poveri?

E' la povertà che sta dietro a questi millantatori pentastellati o verdi pdl bunga-bunga daccordisti, ergo: io so che l'esperienza vissuta senza chiedere scusa a persone gettate in un burrone ce l'ha soprattutto Grillo e in buona compagnia: non è certo più solo adesso.

Ma per fortuna l'Italia e l'Europa non è ancora zavorra da gettar nel ...(citeremo per una volta Duchamp, quando serve – è il sinonimo raccordato dell'arte di chi cova le uova facendo installazione). O si chiude: dentro una pietra.

Concludo rinnovando (prendendo a prestito una delle tante riflessioni di un certo livello sulla questione), là dove si spiega abbastanza bene che non è l'Europa, come non sarebbe la famiglia, in senso parallelo, ad avere delle “colpe“, ma lo sono i comportamenti dei singoli e là dove usano sia l'Europa che la “famiglia” per giustificare, coprendo, mancanze e individualismi fuori misura, per un territorio che se non è unito: non può trarre forze né per crescere né per difendersi, né peggio ancora per condividere conoscenze ed eccellenze al diritto di assaporarle ognuno.

 

 

 

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