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Pubblicato da
Luca Mesini
il 17 aprile 2017

Parla come scrivi

Quando scriviamo, entriamo nel vivo delle questioni lasciandoci trascinare da una valanga di parole che sovente non riusciamo a sostenere per quanta sia già notevole e addestrata la nostra velocità sulla tastiera... quindi: siamo come siamo, per delle ragioni interne naturali, logiche, vere, assonanti con tutto il resto che è al lido della nostra produzione. Quindi, al detto “parla come mangi” noi scriviamo come parliamo e disegnamo come scriviamo e come parliamo... cioè: molto :)

Dopo qualche anno, ieri, senza provata convinzione, abbiamo trovato un tot. di disegni, lì sullo scrivano dello studiolo da alcuni mesi ... e (ci) abbiamo parlato sopra :)

... – il blocco, in verità, era molto, molto più spesso, fa parte di un “lotto” che, come sempre in modo improvvido, stiamo provando a “vendere” quando, come chi ci conosce sa (e chi non lo sa, ascoltando la messa in opera di questo video amatoriale... dovrebbe riuscire a capire facilmente) ... quando noi non riusciamo a vendere perché il fine precipuo del nostro lavoro afferente al disegno, ha tutto – in dote: meno il concetto della vendita, che ci annoia ma soprattutto ci manda in profonda depressione.

E neanche ci viene spontaneo firmare i disegni, comprendendo che proprio volendo associarli a una persona, basta vederli, ma non è l'associazione alla persona a farli, oggettivamente, di per se stessi, loro, così importanti...

Perché al bisogno naturale di chi ha un ISEE sotto i 6000 euro (e per via dei diritti disposti agli italiani aventi il diritto, non avrà MAI accesso al reddito di inclusione, né in verità manco lo desidera – chi ha fatto con il provvidenziale aiuto di Claudia questo può avere il coraggio di abbassarsi a cotanto affronto? NO. ... né proverà a chiederlo, per non sentirsi ulteriormente come un paria o un disgraziato, visto altre nostre eccellenze come, a esempio, quelle professionali nonché, pur indegnamente, quelle ereditate artistiche... non ci permettono di fare i disoccupati quando in 4 ore facciamo cose del genere per “amicizia” e amore inventandole da zero e gli occupati in cooperativa chiedono 2500 euro solo per lo studio avendo un mese di tempo per pensarci... o quando alla Cassa di Risparmio di Asti, per la prima volta possono vantare un volume che figura bene nelle vetrine delle librerie – e riescono pure a sbagliare la ritenuta di acconto per quell'equipollente in denaro che ben aldi sotto delle pensioni minime, con tre numeri decimali ci saldò in pratica le spese per seguire e accompagnare i redattori in stamperia...) – non riusciamo ad avallare questo “bisogno” al punto da inquinare la sola cosa sana che appartiene al nostro “essere” cioè il disegno, e rimaniamo quindi in fiduciosa attesa di trovare presto una Confederazione delle Arti e la Cultura in genere che magari, certo all'estero, volesse affiancare il nostro bisogno ai posteri... in qualche modo a garantir la sopravvivenza ai poveri... – senza doversi piegare al vil pretesto di “godere di un talento” per poterci guadagnare (un po' alla maniera di ciò che viene insegnato nei più profondi tomi di letteratura sul merito, tipo “Mamma voglio fare l'Artista”) ...

QUANDO HO APERTO appunto in questi giorni e giornalmente, se non giornalmente settimanalmente, sto aggiornando, il Museo dedicato a Mario Mesini scultore del '900 italiano (mio nonno) ho ripreso a muovere dentro di me i ricordi...

... è certo che ho ereditato la sua vis polemica :)

IL VIDEO CHE VI HO LINKATO SOPRA quindi dimostra che io parlo come scrivo.

Credo sia utile scoprirlo per oggettivamente farsi un'idea completa del perché o come disegno.

Avendo recentemente, infine, inoltre, aperto una GALLERIA che si attiene alla sostanza (per amore soltanto per amore) dove ho messo in primo piano i bozzetti realizzati per puro istinto amicale all'amica virtuale alla quale ho dedicato questo, proprio per via della sua Campagna #facciamocisentire, ho pensato che inserire un video senza i sottotitoli non sarebbe stato giusto, ma non potendo inserirli in modo tecnico (a video), me lo sono riascoltato e ho riscritto il testo di ciò che “ho parlato” come se dovessi o lo stessi scrivendo.

UTILE PER SARA JADE GERY e per i NON UDENTI ma anche utile per me (là dove masochisticamente qualcuno di VOI), nel testo ricopiato fedelmente, si nota che è simile a come scrivo, anche se in forma più grezza, data dall'improvvisazione del testo che lì a video mi sono inventato sul momento cercando di reagire a quei miei disegni, riscoperti insieme a Voi in quegli istanti.

Per chi mi ha conosciuto: sarà come avermi davanti (non potevo mettermi in primo piano – per fortuna – essendo i disegni i più importanti, come la firma d'altronde).

E per chi non mi ha mai conosciuto – questo video servirà solo per capire che MESINI è proprio MESINI e non un altro :)

AUGURI.

 

segue il testo del video per i non udenti (coraggio...) – mettiamo ogni tanto i minuti secondi fra parentesi, per creare una sorta di “cartina” di appoggio... morale.

«Abbiamo qui una serie di disegni che non vediamo da alcuni mesi e quindi ci prendiamo qui il divertimento di rivederli insieme per analizzarli e firmarli. La firma del disegno è come sappiamo voluta e desiderata da molti per dare importanza e valore al disegno ma in realtà, il disegno è un'espressione universale di “affetti”, di “sensazioni” che sono opte alle persone che disegnano (come altre sono opte a persone che scrivono musica) o anche solo che dialogano con gli altri nel momento in cui il dialogo fa “felice” il rapporto.

Quindi noi crediamo che il disegno non abbia bisogno della firma perché non è tanto importante la persona che fa il disegno quanto il disegno di per se stesso ed anzi, nel momento in cui il disegno trova qualcuno disponibile e a disegnare – è quello il solo modo che “ha”, il disegno, per esprimere se stesso, in qualche modo, ed esistere.

Comunque – ciò detto… analizziamo questi disegni (ndr. siamo al minuto secondo '1'25'').

Questa è una rappresentazione di figurativo perché riporta “sempre” alla “figura umana”. Ovviamente, come vedete, è molto sintetizzata, per questa ragione “ellittica” di “raccordo” noi inseriamo questo tipo di disegno in quello che abbiamo battezzato il «Figurativo ellittico», che è una sorta di armonia di linee che “desiderano trovarsi in una sola linea” ma “recuperando”, in quella “sola” linea, tutto ciò che quella “linea”, racchiude, raccoglie, rappresenta e si porta dietro e quindi tutto il “corpo” ma non solo nelle, ovviamente, rappresentazioni fisiche ma anche in quelle spirituali.

Per questo motivo, il figurativo ellittico, cerca di creare un raccordo musicale, bello, gradevole ed esteticamente “leggero”, funzionale – proprio per esprimere quel tipo di “equilibrio” che tra “corpo” e “spirito” è alla “desinenza” delle persone quando sono FELICI.

Certo se… andiamo avanti così e siamo ancora al primo disegno (e al minuto secondo 02'39'') penso che sarà “lunga” quindi termineremo più in fretta di quello che si pensa il disegno che abbiamo realizzato (forse volevo dire: analizzato).

EHM

In qualche modo il sentimento del disegno espresso, come anche in questi fiori (02'52'') che rappresentano la “compagnia” ma se vogliamo anche due elementi simbolici “semplici“, sotto certi aspetti “infantili”… in verità si riportano a queste cose per cercare di rendere intellegibile (quindi comprensibile) il disegno “adulto” lasciando e facendo sì che, nell'adulto risieda ancora quel “necessario” bisogno di “leggerezza bambina” che aiuta, appunto, le persone adulte, sovente nella vita, a fare le scelte migliori. Più “equilibrate”. Sapendo trattenere, fino a “giusta misura”, non solo l'amore e la passione ma anche la rabbia, la furia e… diciamo un po' l'inconsapevole leggerezza dell'essere (o pesantezza dell'essere).

E quindi noi pur ritenendo che la firma non sia utile per niente (03'56'') la mettiamo solo a gesto di rispetto per le persone che ritengono invece che sia importante.

Anche perché comunque sia, per quanto Vi abbiamo detto, non è così fondamentale… il disegno si riesce sempre a voler condurre alla “mano che lo ha disegnato”. Ma non è – dico e ripeto – la “persona” e l'«importanza” a capire la persona che porta poi al “gesto”. Il “gesto” è una cosa assolutamente gratuita e soprattutto oserei dire necessaria, perché tutti ne possano godere nel momento in cui raccoglie a sé quel “minimo comune denominatore” che permette alle cose di essere “presentabili” e quindi, “godute” un po' da tutti.

Anche qui come vediamo la rappresentazione della figura (04'58'') si ricollega a questo concetto di figurativo ellittico. Molte di questa linee possono essere ulteriormente semplificate.

Volendo cercare la sintesi assoluta potremmo pensare alle opere di Calder quello scultore che con degli apparenti segni semplici di forme e di tagli su lastre di metallo creava quel “tipo” di forme che sovente rapportano, cioè ricordano e si portano dietro, in realtà,una moltitudine di forme e di concetti molto più complessi – e quindi anche qua, questa “capanna“ e questa struttura di “capelli” (05'53'') noi pssiamo ricondurla in un'unica linea che racchiude dentro di sé la figura… MH?

… e firmiamo anche questo…

(06'00'') Questa matita che sto utilizzando è una Conté à Paris Pierre Moire 2B, due B tre B sono le gradazioni di questo “tipo” di “pasta ceramica” che più facilmente troviamo in commercio.

(06'20'' nuovo disegno) Anche qua c'è proprio questa dinamica del movimento, la dinamica dello “slancio” che si collega in maniera ideale, perfetta, armonica, nel concetto di figurativo ellittico. Il figurativo ellittico che vuole trovare questa curva che si collega con questa e che crea praticamente una zona unica dalla punta del piede al punto finale della spalla e con i capelli, raccogliersi ed arrivare al tallone e nuovamente alla punta del piede. In questo unico gesto dovrebbe esserci il significato (06'51''), la potenza figurativa della rappresentazione che noi vogliamo dare con il disegno agli equilibri cui auspichiamo possano giungere e raggiungere o aldilà della speranza sognare perché raggiungibili e perché veri gli esseri umani.

Perquanto, come vedete, il concetto è un po' complicato e un po' complesso ma cerca di ridursi in quelle che qui vediamo essere le forme semplici (07'28'').

(07'30'') (nuovo disegno) Qua c'è meno espressione di figurativo ellittico, volendo…, per quanto noi possiamo ricondurre poi, questo disegno al figurativo ellittico, in linee, che poi, raccolgono il significato della figura, … qua ci sono significati, sotto certi aspetti, più “artistici”, che si finalizzano meno a quella ricerca spinta di “linea” che porta sotto certi aspetti a una delle interpretazioni moderne alle quali, “esistenzialmente” possiamo “condurre” il “design” ai suoi significati più profondi e spirituali e quindi qui per artistico intendiamo dire quelle macchie e quei tormenti di segni che anche se sono pochi, cercano di “simulare” meglio la natura umana della FIGURA.

E quindi la sua BELLEZZA (08'23'').

Perché come tutti Voi sapete non è bello quello che è bello (deciso in maniera astratta da chissà quale tipo di “politica”) ma è bello quello che piace ed è sulle cose che piacciono che noi ci tormentiamo e continuiamo a insistere come lo stesso disegnatore, per quanto non sia importante la “persona”, quanto “tira fuori il disegno”, riporta in qualche modo ciò che lo ha caratterizzato in natura per quello che è il background delle sue esperienze relazionali, innamoramentali et via dicendo.

(09'09'') Abbiamo appena ascoltato la corale di apertura della Passione Secondo San Matteo (ndr: metto il dito sulla copertina custodia del CD) di Johann Sebastian Bach diretta da Karl Richter, che è uno dei pezzi di musica classica e sacra che riteniamo “maggiori” che ci ha tramandato la storia.

(09'30'') Questo disegno è già firmato e quindi non è il caso che ne mettiamo addirittura due di firme… Anche qui possiamo vedere l'evoluzione del figurativo in un'accezione, volendo, più femminile, più “muliebre”, più afferente al carisma e ai caratteri della femminilità e quindi di quella lodevole e magnifica figura che (10'00'') per quelle che sono ragioni note a quella che è la rappresentazione figurativa dei nostri disegni, forse, possiamo dire, la nostra musa ispiratrice per eccellenza… riteniamo di non essere “mossi” da altro senonché l'esistenza al femminile alla quale ci rifacciamo e alla quale mettiamo in dedica tutti i nostri sentimenti più diffusi, appunto che disegnando per amore – come abbiamo spiegato più volte (10'30'' ndr e qui prendiamo la scatola con i truccioli di matita temperata) noi teniamo tutto quello che rimane delle nostre matite nel momento in cui le consumiamo e il disegno finisce sul foglio e poi viene dedicato alla donna amata o alla musa ispiratrice o a qualche bambino che lì per lì, o qualche altra persona che lì per lì nel momento in cui disegnamo, magari fuori, da qualsiasi parte – vediamo viva l'attenzione e quindi vogliamo dedicarglielo… e questi sono tutti i risultati del nostro lavoro, e non vanno buttati, perché noi (11'03'') lavoriamo per amore e vogliamo tenere e ricordarci le cose che sono state consumate per amore…

… almeno nei truccioli (11'11'') e almeno in altre rappresentazioni come queste, che sono poi quello che rimane, e solitamente non rimane mai il disegno – vedete… (ndr. stiamo aprendo il barattolo con le matite consumate addentro, 11'24'') – quello che rimane sono le matite consumate per amore… e di solito uno si tiene al collo che cosa?

Si tiene al collo il simbolo delle cose in cui crede. Quindi noi le matite consumate per amore che non possiamo più utilizzare le foriamo, mettiamo la cordicella (11'40'') e ce le mettiamo al collo, come se fosse questa la nostra “croce”, il nostro simbolo dedicato a tutte le persone come noi che credono nell'espressione dei sentimenti tramite i segni.

Anche perché non ci sono altre ragioni che ci spingono a disegnare se non il “moto impulso” a “braccio” quindi il sentimento che noi sentiamo nascere dentro in maniera insopprimibile e quindi, non potendolo “sopprimere” – dobbiamo tentare di trovare i coraggio di prendere la matita e buttarci sopra il foglio bianco per realizzare poi ciò che la matita desidera e ciò di cui la matita ha bisogno, ovverossia esprimere queste forme a memoria di figure che rappresentano la realtà.

La realtà umana, nel figurativo, nel figurativo artistico, nel figurativo ellittico (12'39'') penso non so quanti minuti di registrazione abbiamo già fatto, ritengo che siano troppi e quindi per adesso, avendo detto così tante parole su così pochi disegni, vedendo quanti ce ne sono ancora qua, rimandiamo il prossimo video a un tentativo di sintesi che magari dopo qualche ora accelerata di “corso di sintesi” riusciremo finalmente (ndr chiudiamo i pugni, 13'01'') a condurre a compimento vincenti.

Lo auguriamo per noi e lo auguriamo ovviamente anche per Voi.

Auguri a tutti, arrivederci e buona Pasqua in questo giorno in cui si festeggia in codesto loco e territorio la Pasqua.

 

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