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Pubblicato da
Luca Mesini
il 16 maggio 2017

Pierino Munari drummer

In questi giorni è data la notizia della scomparsa di Pierino Munari, storico batterista che sdoganò lo swing insieme all'Orchestra di famiglia collaborando da solista a moltissime colonne sonore ormai storiche, con artisti nostrani e internazionali che fanno parte del nostro immaginario collettivo culturale, da Modugno a Neil Sedaka, Morricone, Jerry Goldsmith etc. Sul fronte della musica creativa, l'espressione di genere di questo sound ci permette di rinnovare e ritrovare un'Arte che rinnova, alla memoria, un sentimento di grande smalto, purezza e gioia... risentiamolo suonare per riscoprire un genere che ci potrebbe ispirare...

Batteria... strumento determinante al sentimento della ragione che fu del ritmo la passione e così saper determinare il “carattere” di ogni situazione... se ricordate (come non?) questa sorta di sigla: alla batteria è proprio Lui, Pierino Munari.

Pierino Munari. Molti aggiornamenti e testimoni sulla figura paterna li troviamo nella pagina facebook della cantante jazz Eugenia Munari, sua figlia. Dinamica, estro versatilità che gli conferiscono l'appellattivo di “uomo dal polso d'oro”.

La moderna concezione della musica ha aperto ventagli che seguono il passo con la tecnologia e molti elementi percussivi sono ormai lontani da quel che è il fine precipuo del sentimento ordinato al bisogno d'esprimersi così... eppure comprendiamo come, soprattutto nel coro dell'Orchestra, là dove tutti gli strumenti creano armonia – la lettura rimane universale. La fantàsica dei rulli (qui alla batteria il fratello Gegè) già in passato ci ha aperto confini sui quali tanti han tratto ispirazione (soprattutto diventando poi cantanti o musicisti), come Karen Carpenter (poi omaggiata qua).

E la storia di questi solisti nelle nostre grandi orchestre non fa certo difetto... (qui Gegè di Giacomo con Carosone).

Come apprendiamo da quel che ormai possiamo definire un utile scrigno per scoprirlo (la pagina della figlia Eugenia) il tocco del batterista si è sposato in ben più di 500 colonne sonore e chissà quante collaborazioni (qui in relazione alla trasmissione RAI Moderato Swing con Helen Merrill) o ancora qui ne “Il sorpasso” di Riz Ortolani... sentiamo che SWING.

Un genere che libera il cuore e disegna una sorta di immaginario che correla il disegno al costume popolare, alla moda, al tempo presente (anche se ormai è un poco assente), sapientemente legato al circuito dell'architettura dell'intelligenza e della mente eppure nell'estro della sua primitiva libertà, l'intuito, il genio el desiderio.

Indubbio.

CAMEI

Il contesto figurato e professionale di Eugenia Munari è indiscutibile e ben documentato :) Qui nel corridoio che lega la natura partenopea a sentimenti dell'america latina, come abbiamo già visto in “Alfie” nei classici (Tenderly) e ammiccando nuovamente al Brasile. A scegliere i contenuti sono molti, più difficile trovare i contesti al padre per via del fatto che era sempre all'interno di un'orchestra o comunque una compagine di strumentisti.

Bisogna fare ricerche più approfondite, partendo dal tema “Moderato Swing” scritto con Umiliani, per accedere ad altri link, come qui in trio con Pregadio e Massimi oppure in questo assolo.

Il periodo de la vecchia guardia del jazz in Italia.

Ricerca sul genere swing, Imperial Swing Orchestra, The Benny Goodman Orchestra, e un po' di mitica storia :) ..nella danza e nei festival revival odierni.

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