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Pubblicato da
Luca Mesini
il 06 luglio 2017

Un disco leggero per l'Estate

Un disco leggero, ma veramente lieve e poco pesante o impegnativo per l'estate, che ridefinisce il perimetro del facile ascolto (easy listening) eppure rimanendo qua e là in sottese invenzioni e caratteristiche di stile solari quanto basta per non “appassire la mente”, ciononostante autocitazioni a valanga. Così è quel che potremo “creare” e definire l'ultimo disco dei Fleetwood Mac. Creare perché se prendendo poi a prestito qualche brano dell'ultimo disco solista di Stevie Nicks, ecco che l'amalgama sarebbe completa. Figurano, infatti, in questa recente collaborazione o reunion fra Lindsey Buckingham e Christine McVie, sia John McVie che Mick Fleetwood, con il loro inconfondibile timbro ritmico (basso e batteria che deriva da una lunga storia, sappiamo, iniziata con Peter Green, alfiere del blues bianco di fine anni '60, quando appunto questo gruppo mosse le prime maestranze musicali là dove li abbiamo già, per questo, omaggiati tempo fa). Questo disco è talmente “leggero” che se concludessimo questa prefazione con un “la la la la la”... ci sarebbe pure una ragione...

Abbiamo anticipato questo lavoro forse nella raccolta recente dei “fiori musicali” ma oggi, essendo presente nella rete completamente (e credo operativo come link per sempre malgrado avendo scoperto, scrivendo questo articolo oggi, ergo con il senno di poi, che rispetto a qualche giorno fa, non è più così... ), oltre ad averci disegnato sopra (vedi in galleria al fondo), l'abbiamo ascoltato più volte, giungendo alla conclusione che abbiamo appena scritto nell'occhiello: cioè un nuovo disco leggero (e spensierato) per l'estate.

Ben sapendo che è abbastanza complesso scrivere o disegnare cose semplici: loro sanno farlo :)

E c'è bisogno, forse, per certi versi, di sti tempi... d'ascoltarlo.

Il disco in questione è questo (Lindsey Buckingham/Christine McVie) e andiamo a cominciare, brano dopo brano:

SLEEPING AROUND THE CORNER ... ecco non sarà un disco molto diverso da questo, senonché ci saranno momenti forse un poco più interessanti, là dove qui il ricordo è tipicamente sotteso alle prove soliste di Lindsey Buckingham, soprattutto negli intrecci vocali corali. Nell'arrangiamento, soprattutto nel finale, l'invenzione ritmica (nella silente visione solo strumentale) che riporta le invenzioni del nostro alle sue tipiche alchimie fanta-creative con un po' di rock ed elettronica :)

FEEL ABOUT YOU ... la “palla” rimanda ora alla compagna di avventure Christine McVie, e tutta la composizione ripassa a memoria, come una presenza duplice – il loro più grande successo commerciale (soprattutto il disco che li ha portati al successo nel nostro Paese: TANGO IN THE NIGHT). I “sospiri” del coro che appunto mima una sorta di “fiato” espresso, come anche il tintinno delle tastiere, le pause di chitarra ritmica e le chorali fleetwoodiane non lasciano adito a dubbi: buona formula non mente e ci si ripassa sopra :)

IN MY WORLD ... ecco il brano portante dell'album, dove lo stile Fleetwood Mac è completo perché passa da RUMOURS fino ai giorni nostri: il basso di John McVie suona come nelle migliori ballate, la fantasia di Lindsey è stupenda, il trillo di campanelli alla batteria una ciliegina sulla torta, e il ritornello ricama splendide le voci qui così ringiovanite dal nuovo singolo del “gruppo”... pur mancando Stevie Nicks, che viene mimata alla fine del brano (prima del reprise dellultima strofa e ultimo ritornello) sempre nei tipico coro che “ansima” a fiato perso alla TANGO IN THE NIGHT. La gioia della leggerezza per questa estate scritta con maestria invidiabile ;)

RED SUN ... altro meraviglioso fresco e leggero brano sul quale parte benissimo il ritmo cadenzato dell'esperto Mick Fleetwood alla batteria e una volta superata la strofa: le chorali fleetwoodiane riempiono di colore l'auditorio. Naturale l'intermezzo strumentale di Lindsey Buckhingham alla chitarra elettrica che anticipa l'ultima cadenza del ritornello. Parlavamo nell'occhiello di “lalla lalla lalla la la” ed è (... ehm ...) appunto così che questo brano termina.

E ... ehm.

LOVE IS HERE TO STAY ... sarebbe il brano acustico (sulle quali poi dominano le solite chorali fleetwoodiane) ... e scopriamo con tristezza che quei che fino a qualche giorno fa erano brani resi disponibili nella rete: non lo sono più :)

Ergo i miliardari vincono ancora e noi rimaniamo senza input (per certi versi anche loro: non potendo farsi conoscere meglio) ... ma, sempre per “certi versi”, direte anche Voi e dovrem noi convenire: ne valeva la pena?

No, forse no :)

Buona estate lo stesso :)

FORTUNATAMENTE troviamo TOO FAR GONE il brano più rock della collezione :) Pare inizialmente scritto sulla falsa riga dell'ultimo disco degli ZZ TOP e potrebbero farci sopra una ottima cover, perché il brano... si presta! Inoltre Micke Fleetwood può dare sfogo al suo amore per a sua batteria e i ritmi africani, ripescano con gioia quei memori effetti tuonanti dei rulli che fecero di TUSK un loro cavallo di battaglia. Anche Lindsey può sfogarsi finalmente alla chitarra elettrica e il brano: domina la scena :) Ottima e creativa (se non troviamo altri link) soluzione pop-rock per concludere la storia :)

Trovavamo ancora per fortuna anche CARNIVAL BEGIN (ma come vediamo: lo hanno tolto, non c'è più il link – possiamo ascoltare una preview nella vendita, tuttosommato conveniente, dei brani online) che ci riporta alle ballate storiche dei Fleetwood Mac, con presenza ritmica di basso e batteria molto fedeli alla linea, poi, però, portando la ballata sul territorio caro a Christine McVie e alle sue nostalgiche prove soliste, che accentuano lo stile soprattutto nel ritornello, allontanandolo così da questi standard (senonché avvicinandolo al periodo TANGO IN THE NIGHT).

Troppi brani del genere (paradossalmente) sarebbero stati... pesanti.

LAY DOWN FOR FREE (qui nell'estratto online: potrebbe farVi venire voglia...) lo troviamo solo in karaoke su questo ragazzo che ci suona sopra in maniera non invasiva la chitarra ritmica. Il brano mette in primo piano nuovamente lo stile ritmico del basso tipico di John McVie che con la batteria di Mick Fleetwood, disegna il tipico sound delle ballate easy del gruppo (peccato per le invenzioni di tastiera che finiscono la canzone con un motivetto forse troppo infantile).

GAME OF PRETEND – (versione preview minima online) anche questo brano (che possiamo per adesso, oggi, trovare solo in versione live) ricalca le ballate alla Fleetwood Mac, con aureo respiro per i lavori solisti della pianista e tastierista Christine McVie, appunto qui in un suo brano.

CAMEI

Il making dell'album.

I brani online (vendita .mp3 oppure CD fisico).

Un'invenzione scolaresca sul motivo più famoso dei Fleetwood Mac (in originale, quanto mai stupendo questo: Don't Stop).

L'articolo che abbiamo dedicato ai Fleetwood Mac tanto tempo fa...

Il tanto sopra citato TANGO IN THE NIGHT :) Uno dei brani che non abbiamo trovato è proprio uguale :)

E infine dicevamo che volendo con i brani di cui sopra possiamo costruire il nuovo disco dei Fleetood Mac... ovviamente mettendoci dentro qualcosa di Stevie Nicks :) Cercando brani vari da 24 Karat Gold (che stile eh? Molto “Fleetwood Mac”...).

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