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Pubblicato da
Luca Mesini
il 11 settembre 2017

Paola Luciani Showreel

La mia grande libertà (come comunque spero e penso anche di altri) è non avere nessuno che mi chiede di scrivere su un certo argomento (e meno male: perché se qualcuno sapesse chi è, correrebbe dei seri pericoli... ma vorrei tranquillizzare tutti confermando ciò che si teme quando io scrivo: il pericolo sono solo io). – Questo mi permette di essere sempre sincero e fortemente innamorato di ciò che dico, soprattutto se su argomenti o contesti che come al solito sono fuori dai riflettori e non mi mettono, indirettamente, nella semplice condizione di fare un “copia e incolla” di cose che sono già ampliamente diverbate dai media. Pensate Voi se io fossi condizionato dal denaro, cioè se prendessi dei “soldi” per dire qualcosa su qualcos'altro? Sarebbero sincere le mie parole? Il mio interesse? Ma per niente :) Sarebbero puramente interessate, ergo io credo (per quanto mi riguarda) una noia. – Invece sono un uomo libero che può “accendersi” ogni volta là dove trova memoria per quei che sono gli stilemi incisi dentro il mio (ma nostro) spirito, dalla severa scuola del nonno scultore Mario e di mio Padre e poi dall'altra severa scuola della Storia dell'Arte per quel poco che ne so. Perquanto, che io ne sappia, la mia scuola sono solo state le donne che ho amato, e basta: la Scuola dell'Arte è in una Donna, non da un'altra parte. Vieppoi l'ispirazione e le sole cose che hanno un senso nella vita. – Ergo, su queste premesse, sono tornato a spada tratta sul lavoro appena pubblicato di Paola Luciani, una delle nostre brave italiche animatrici (qui inteso per disegno animato) – dove, nel ripasso dei lavori prodotti nell'arco di una decina d'anni circa, io rivedo ciò che ho sempre visto e... Ve ne parlo :) Con ammirazione :)

Paola Luciani (profilo FBcanale youtube) il video di cui tesso la lode è questo :)

Mi rimetto con ciò alle parole che ho già scripto su facebook per rinnovare la condizione per quelle cose che al solito mi rubano le parole dalla bocca.

La bella sintesi – che avrei postato anche come titolo di questo articolo, ma che è anche l'azione determinativa del video di cui sopra, raccoglie un pochino il sunto del lavoro poetico che rimanda alle composizioni di Paola: sia nel loro valore figurativo sia, nel valore che dal figurativo “prende” per poter traslare la loro anima affettiva, la sensibilità, il contesto spirituale ed esistenziale delle figure, sovente di natura muliebre.

Nel video raccoglie idealmente (realisticamente) il suo poetico percorso creativo.

Già nel 2011 ci siamo lasciati andare ai nostri desideri, elucubrando su questo episodio. Poi nel 2012, con la stesura del magnifico video e il lavoro dietro le quinte. Infine nel 2014 per quei “miracolosi gesti”. Oggi ci richiamiamo alla sintesi che ne raccoglie a memoria il percorso – sul quale percorso ne nascono e ne nasceranno credo altri :)

E già però qui val la pena confermare una cosa: sul lavoro fatto di un artista (un bravo creativo, una brava artigiana, definite le cose come preferite, quando Vi attenete a descrivere le cose belle), già ne nascono e ne nasceranno altri – perché le cose che rimangono, non rimangono per niente, e sono ispirazione sulla quale ispirazione noi per primi ci “concediamo” alla follia di credere in queste particolar cose strane che facciamo.

Fra le quali cose strane, appunto: disegnamo.

Guardando i suoi lavori sono sempre colpito da 4 cose: due riguardano il movimento, due il contesto narrativo.

Riguardo al movimento, il lavoro manuale di Paola “muove le cose” con la luce e il vento. Questo porta dinamismo e vita nello svolgimento del lavoro, il quale si avvale sempre di deliziose decisioni prospettiche. Vibra l'anima in quella sorta di “pulsar” che fra luce ed ombra tiene vive le persone ai loro capelli e nelle loro vesti nel contesto scenografico. Sovente è anche proprio il tratto, o la silhouette della figura, a mimare il movimento come nei filari dei capelli, appena accennati (al sottofondo di colore) di una bambina o folte le chiome degli adulti.

Nel contesto narrativo c'è innanzitutto sempre la persona inserita nel suo contesto esistenziale: la quale fa i conti credo con il mondo esterno e la sua identità, lasciando che l'identità “accolga” sempre ciò che Le succede arrivando direttamente dal mondo esterno, accomodandosi su di esso senza troppa paura, ergo affrontandolo, ergo accettando quella soluzione narrativa come la norma della vita (o nuova vita) che deve percorrere.

Bhè... non abbiamo proprio tutti le stesse attenzioni verso questo aspetto delle cose quando si manifesta nella realtà.

Infatti la nostra vita è sovente TESA e ci impedisce di percorrere o accettare il cambiamento.

Pertanto alcuni elementi della lettura nel contesto narrativo (spesso simbolico o metafisico) di Paola possono svolgere un ruolo in quegli anfratti di vita che non riusciamo a vivere nella realtà ma potrebbero aiutarci a sognarla diversamente, magari anche (funzionalmente) a trovare il coraggio per “esorcizzarla” (ergo andando incontro ai timori o le paure per conoscerli meglio e sfruttare questa conoscenza a nostro vantaggio).

Alcuni passi descritti nelle animazioni di Paola determinano il bisogno di amore in parallelo a tutte le difficoltà di relazione e di comunicazione – eppure andando sempre incontro alla vita là dove ti presta un sentiero (oppure una dimensione, “piccola” o “grande”, strana o assurda che sia) da percorrere.

Il secondo, degli aspetti narrativi in primo piano sulla stesura dei contesti, esalta la dimensione del lavoro poetico (qui a mio avviso bene interpretato nella dolcezza della sintesi dei disegni, nel candore del lavoro di “eliminazione” di tanti elementi descrittivi che eppure ci riportano la figura di personaggi e sovente di donne alle quali non manca niente).

Non è, questo io credo, solo un aspetto pratico e “funzionale” al reale problema tecnico che il lavoro, per sua natura, richiede (questo è un lavoro lungo e difficile ergo per farlo bisogna proprio amarlo e farlo per quello: per desiderio, molto grande) ...

... ma appunto, io veggo la poesia data proprio dal tipo di “segno” che viene poi a definire la delicatezza intima di queste figure, le quali non hanno timore ad essere consapevoli della loro caducità umana o fragilità rispetto le cose che le circondano – e cercano comunque, fra un pizzico di ironia e curiosità: la possibilità di esistere incontrando qualcuno non avendo sempre... il vento che tira contro :)

Oppure direi sovente, nelle storie narrate: apprendendo verità.

Apprendendo: verità.

Discreta, poetica, brava e (diversamente da come io mi debbo sempre difender da me stesso quando qualcosa mi piace) eppure anch'Essa in un certo senso “non” senza parole – bensì quelle descritte, nei sentimenti (senza parole) che parlano coi gesti. Animati :)

CAMEI E FOCUS

Mentre lo svolgimento qui verte sui video di Paola Luciani e la sua poetica (qui lo trovate anche in un libro illustrato: La scatola arancione), in questi anni abbiamo ravvisato altri interessanti espressioni nel mondo del disegno contemporaneo, sovente sempre di natura al femminile. MARA CERRI che (come dovrebbe capitare a tutti gli illustratori) fiorisce la sua dimensione proprio dal momento in cui nasce il rapporto con l'editore e su quel rapporto il lavoro cresce, ramifica e appunto fiorisce – la cui ideale struttura figurativa poetica è molto pittorica. VIRGINIA MORI che da tempo si è data alla metafisica onirica coi suoi disegni muliebri di magnifico stampo analitico ed esistenziale. SUZY LEE sul quale in passato abbiamo già dedicato una commossa dedica.

Volendo approfondire l'amplio significato del mondo illustrato. E i Volumi di Sarmede :)

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