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Pubblicato da
Luca Mesini
il 13 settembre 2017

I sogni di Cassini

Cosa sappiamo dei sogni? Molto poco, per questo l'argomento dei sogni è molto trattato, e la sua “interpretazione” terra-terra dal principio dei tempi. Le cose curiose (come sognare un sistema per viaggiare nello spazio per schemi quadri quando non ti sei mangiato peperonata la sera e non sei andato a dormire dopo aver visto un film di fantascienza) rimangono un mistero anche se si possono associare quando capitano fenomeni singolari, come quello che porta in questi giorni la sonda Cassini a terminare il suo viaggio probabilmente disintegrandosi dentro Saturno… ma la parola “schemi” e il termine “quadri” come in fondo il concetto di “disintegrazione” sono alla base del nostro modo di pensare. E tutto quello che non sappiamo di ciò che esiste – probabilmente utilizza un sistema per esprimersi aldilà di questa base… immaginiamo perché.

In copertina fotomontaggio con immagini tratte da qui. Da notare l'idea dello schema quadro con la rappresentazione ellittica della direzione esibita per imago nello schema. Bhè... è solo un sogno :) Definirei questo articolo come un cubo che scende e che compare dal nulla. (fonte)

Contemporaneamente: mentre tutto l'articolo di scrittura creativa intende promuovere una fantasia costruttiva al senso di ciò che non c'è, ma dovrebbe e potrebbe esserci, a Torino... frattanto: hanno trasmesso un concerto con la luce :)

Lo strumento per viaggiare nello spazio per schemi quadri (strumento di pura fantasia a intuito onirico), credo sia noto a tutti. Il problema è solo dato dal fatto che è un sogno e non si sa bene stimolato da che cosa. La forma di questo strumento sta nelle mani, è una sorta di bastone o “livella” con circa 4 davanzali e apparentemente non ha nessun pulsante o altre aree di controllo (come è previsto anche dall'iphone 8.

Da quelle che sono le informazioni del sogno: è fatto semplicemente di materia, ma non terrestre – quindi potrebbe (giustamente) essere fatto di quel tipo di materia che la Hack diceva che riempie non solo lo spazio ma anche il nostro mondo, ma che noi non percepiamo (eppure esiste) e non vediamo (eppur si muove).

Alle sue desinenze elementari è però solido (anche se non ha un peso specifico: non è pesante, non è leggero) eppure è indicativamente scuro e la superficie non è levigata a specchio ma sembra piuttosto un granulato di ghisa.

Il concetto di trasporto (perché lo strumento serve per viaggiare nello spazio) non prevede (come al moto della Sonda Cassini) una spinta e poi prender direzione (sovente ellittica) – non proprio. Prevede sparire e ricomparire (e qui, la “cultura” per sognare un'idiozia del genere ce l'abbiamo tutta, da Silvan a Star Trek... anche se non riciclatasi la sera prima).

Ora: presupposto che questo strumento non esiste, è frutto di un sogno e che non risponde (né si potrebbe animare) stante ai concetti che noi usiamo per dire: livella, quadro, piano, schema, sparire, comparire è chiaro che anche il concetto onde per cui la sonda Cassini si disintegra: vale per noi, ma non per ciò che capiterà o è già capitato a Cassini – cioè poter venire a capo di conoscenze che indirettamente da Lei possono essere inviate a noi tramite i sogni.

E questa: è fantasia e immaginazione :)

Le funzioni “elementari” che prevedono il nostro sviluppo (come abbiamo visto inquinando la Terra al punto che Essa, oggi, da qualche mese sappiamo che non è più in grado di rigenerrasi bypassando i nostri errori) partono sempre dalla spinta (ergo energia per spingere) e poi dal moto (ergo una direzione che può prendere forza e stimolo ed anche “rivoluzione” dalle Leggi della Fisica), fra cui anche le attrazioni gravitazionali.

Così pare infatti anche il concetto di parcheggio in orbita.

Prevedendo, stante le sole e scientifiche nostre possibilità, una evoluzione secondo i nostri criteri di ricerca e di pensiero – l'uomo può andare da A a B solo tramite un mezzo che lo sostiene (in tutti i modi che l'uomo necessita al suo sostentamento – pure al limite inventandosi una sorta di vita vegetale in criogenesi per far lunghi viaggi senza dover per questo “produrre e avere bisogno di scaricare” come ogni tipo di attività umana – adrenalina e invecchiamento psicologico incluso).

Ergo siamo completamente fuori, probabilmente, dai “binari” di quella che potrebbe essere la conoscenza necessaria per fare qualcosa di più (e visto come trattiamo sia la terra che gli altri e le donne in primis): di meglio.

Che la speranza non sia Cassini? Adesso? O Voyager, poi? Non lo sapremo mai con certezza (ovviamente ancora di meno se basandoci sui sogni) però sono i soli oggetti che hanno percorso là dove i termini del conosciuto e lo sconosciuto e il conoscibile o il percettibile per noi rimangono un mistero. E non credo che le informazioni ci arriveranno grazie a una demoltiplicazione dell'elettricità.

In forma biosensoriale forse sarebbe più possibile e per certi versi anche credibile.

E il quoziente di interazione con questo metodo sono poi dati solo dalla sensibilità individuale e basta – elemento questo che definire elementare è un'eufemismo, perché la sensibilità non è associabile – matematicamente e per il calcolo delle probabilità – alla scienza e alla cultura o conoscenza scientifica.

Pertanto si può dire che un sogno lo può fare anche uno stupido, cioè chi ignora le sue allocuzioni, i suoi paralleli immaginari, la sua metafisica composita.

Forse sentiremo un giorno parlare dei sogni di Cassini o “ancora” di Cassini, anche senza andare nello spazio – forse un giorno andremo nello spazio senza bisogno di astronavi :)

Quindi potremo muoverci sulla terra... diversamente? :D

 

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