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Dal blog di Luca Mesini il 30 dicembre 2013 Astrattismo e modernità
  Questa è un'analisi che parte dalla ricerca dell'artista, non dal curatore, dallo storico, dal critico - quindi avrà i pregi e i difetti che stanno alla sua natura: mettono in luce il pensiero dell'artista che deve motivare a se stesso il suo lavoro eppure dànno a questo lavoro il suo significato esteso, oltre se stesso… e non è, quindi,...
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Dal blog di Luca Mesini il 11 marzo 2012 Disegnare senza saperlo - deontologia etimologica del gesto
Una delle cose che ricordo con più affetto, di tutto quello che ho vissuto e mi è stato cantato al verso dello spirto e dell’orecchio, è stato: “imparare - e poi, per esprimere al meglio il mestiere, dimenticarsi di saperlo fare, per saperlo fare (un paradosso? non proprio - un gesto ovvio e spontaneo) uscendo fuori da quella coscienza (conoscenza), per lasciare integra solo la sapienza, che è l...
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Dal blog di Luca Mesini il 15 ottobre 2011 Provarci senza accettare di non riuscirci...
...ad amare e a proteggere la vita dalla morte. Gli artisti, talvolta, sono logorroici (aldilà del mio caso, in particolare drammatico, lo dico per ragionare sul fatto che parlano: forse, troppo). Parlano molto della vita - ma di che vita parlano? In quale riserva si sono rinchiusi, per parlare della vita? L'artista, abbiamo già detto, è solo un uomo - che può al limite vivere la sua vita, ad art...
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Dal blog di Luca Mesini il 09 ottobre 2011 La condizione spirituale, nel disegnare
Non esiste una condizione al punto da poterla dichiarare, o smembrare in un simposio alla maniera (non degli alberoni) ma di Francesco Alberoni (come dell'Amore e dell'Amicizia, dire della Condizione spirituale che ci caratterizza, quando disegnamo): eppure c'è, quindi “esiste”. Infatti tutte le cose che ci sono, ma non si possono spiegare, “esistono”. Esiste la “gioia”... infatti: ma come spiegar...
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Dal blog di Luca Mesini il 27 settembre 2011 Secondo voi gli artisti possono essere felici e, se sì, in che modo?
Rispondo ma solo perché volevo proporla a tutti qui su equilibri, a questa domanda: semplice, sintetica, ovvia e pulita (non sarei mai riuscito a formularla così sinteticamente) - che mi è stata fatta su Facebook è che è partita da questo link propostomi dall'amica Tiziana Buschettu: http://www.facebook.com/#!/questions/265163026851385/?qa_ref=ns¬i...
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Dal blog di Luca Mesini il 11 settembre 2011 L'arte e il significato per la vita
...pertanto: l'arte per la vita. Ammesso e non concesso di poter esprimere questa parola, che intimidisce ma è anche una bandiera, si dice - puerilmente d'Arte, una “maniera”. Quindi cercheremo di stare al concetto d'Arte che fu di Antonio Ligabue o comunque dicesi, gli valga il detto popolare: “Ma tu sei proprio un'artista”. L'Artista è letto solo in quello che ha fatto e in quello che fa - che...
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Dal blog di Luca Mesini il 23 agosto 2011 Quali le ragioni
Nell'ordine della vita, delle cose, ... cosa ci stimola ad essere creativi? A reagire con fantasia, con creatività e con diletto professionale, artigianale - al punto da disporre a diffusione di un criterio, poi, di esperienze maturate e, pertanto, mirate (indirizzate) a cogliere il “comando” per eseguire, una tal cosa, come si dice, per capirci...: ad “arte”? ... - che vorrà pur significare, in t...
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Dal blog di Luca Mesini il 22 luglio 2011 Esistere, ma senza esistere
Esistono due cose che mi affascinano più del solito: l'una è il figurativo “che non è figurativo” quindi la ricerca di un figurativo che possa coglierlo senza esserlo, in prima battuta - secondo: l'esistere senza esistere. Questo fascino, questo preludio all'interrogativo della mia esistenza, non può trascendere dall'anamnesi scritta di quel che ne deriva dall'accezione al tormento - nel mio caso,...
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Dal blog di Luca Mesini il 14 dicembre 2010 La Potenza di Dio nell'opera d'arte
Si prende a esame la questione partendo dai primi secondi di questo estratto di Film (capolavoro di Tarkovsky del 1975) dove, ai primi secondi iniziali della scena, l'attrice è riuscita a mettere insieme - in pochissimi istanti, la Passione di Cristo, la condizione umana - l'esegesi degli affetti che tutti gli artisti inseguono e della cui parabola, ogni artista ricama. Osservate come la gioia de...
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Dal blog di Luca Mesini il 19 ottobre 2010 Bisogna essere felici
La felicità è un aspetto che segna indelibilmente la rivoluzione di un uomo. Tutte le espressioni, tutti i significati, la stessa operosità nel perseguire degli obiettivi, è marcata alla presenza, o meno, di un concreto aspetto che riguardi la felicità. Senza la felicità - la città che un uomo conversa dentro se stesso, a livello emotivo, percettivo, sensazionale - rimane deserta, vuota, grigia e ...
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