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Nozze di veluto
Monday October 22, 2012
category: Ricordi - October 22, 2012 08:48 AM
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Già 5 anni son passati
Thursday April 5, 2012
category: Ricordi - April 5, 2012 09:09 AM
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Omaggio in memoriam
Saturday March 3, 2012
category: Ricordi - March 3, 2012 04:02 PM [edited: March 3, 2012 04:04 PM]
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Nozze di nickel
Saturday October 22, 2011
28 anni fa, un 22 ottobre, ci siamo detti SI per camminare insieme sulla strada della vita. E se fosse da rifare, lo rifarei.
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category: Ricordi - October 22, 2011 12:38 AM
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La mia scuola d'italiano
Monday July 4, 2011
Vorrei scusarmi se vi do da leggere post scritti in italiano non sempre corretto. Ma a dire il vero, l'italiano non l'ho mai studiato. I miei genitori erano italiani ma io sono nata ed ho sempre vissuto in Belgio. Da bambina, a casa non si parlava in italiano ma molto piu spesso in dialetto marcheggiano. L'italiano lo sentivo parlare dalle suore francescane italiane che venivano a casa a portarci il giornale Famiglia Cristiana nel quale c'erano storie per bambini che mi leggeva mia madre prima che imparassi a leggere da sola. L'italiano l'ho imparato anche cantando le canzone che i miei genitori ascoltavano su vecchi 78 giri (che ora non posso piu ascoltare perche non ho piu il vecchio giradischi capace di leggerli ma ricordo di Stornelli fiorentini, Stornelli Tifosi, La famiglia numerosa, Lo spazzacammin, Quel mazzolin di fiori, ...) o sui dischi di Beniamino Gigli, Modugno, Claudio Villa ecc, i cantanti preferiti dei miei genitori. A scuola imparavo alle mie compagne le parole di Non ho l'eta di Gigliola Cinquetti. Non ho mai studiato l'italiano. Quando incominciai le elementari, mia madre si mise ad imparare a leggere e scrivere il francese con me, ma mi faceva anche leggere in due libri di lettura per seconda e terza elementare che aveva fatto venire dall'Italia tramite quelle suore francescane, in piu di Famiglia Cristiana. Ho anche letto da bambina in italiano Cuore di d'Amicis E per completare le mie lezione d'italiano, adolescente andavo da mia zia dove leggevo i fotoromanzi di Grand'Hotel e Bolero, cosa che arrabbiava mia madre che litigava con sua sorella perche non era d'accordo che io leggessi quei giornali li'. Dunque ho imparato l'italiano da autodidatta, questo spiega perche molto spesso ho bisogno di essere corretta.
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category: Ricordi - July 4, 2011 11:49 PM [edited: July 5, 2011 12:34 AM]
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La lezione di violino della mia gattina
Sunday February 6, 2011
La nonna di mio marito era violonista, aveva studiato in conservatorio ed il suo violino era dimenticato in soffitta dei miei suoceri. VEnt'anni fa,i miei suoceri decisero di traslocare e svuotando la loro casa, ritrovarono quel vecchio violino. Sentendoli parlare di sbarrazzarsi di quello strumento, mi fece male e cosi mi venne la voglia di studiare musica e d'imparare a suonare violino. M'iscrissi in un'academia di musica ed incomminiciai a strimpellare su quel violino (che per altro era quasi intatto e non mi costo caro a rimetterlo in sesto). A quel epoca, avevo una gattina che si chiamava Moustache. La prima volta che provai a suonare su quel violino, la mia miccia sbalzo dal divano sul quale stava dormendo e usci dalla stanza, miagolando. Ma progressivamente fecci qualche progresso :lo capii quando vidi che Moustache non se ne ando dalla stanza e rimase a dormire sulla poltrona. E fui felicissima il giorno in cui invece di andarsene, quando mi senti suonare, venne addirittura a dormire dentro l'astuccio del violino, che era foderato di veluto e dunque caldo e soffice. Da allora, ogni volta che tiravo fuori il mio violino dal suo astuccio, lei veniva a prendere il posto e dormiva... ma ad ogni sbaglio che facevo, alzava la testa, mi guardava con le orecchie drizzate... ricomminciavo e quando infine le note mi venivano giuste o il ritmo coretto, chinava di nuovo la testa e si rimetteva a dormire. Era una gattina con l'orecchio perfetto, che amava la musica ed era un professore molto esigente...
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category: Ricordi - February 6, 2011 07:28 PM
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La piu bella lezione di medicina
Wednesday December 15, 2010
Ultimo anno di medicina, stavo compiendo un tirocinio in ospedale universitario. Dovevo accompagnare il mio professore per una di quelle lezione che mi mettevano sempre a disagio perche non mi piaceva di vedere esibire un paziente nel'aula di fronte a una centinaia di studenti. Ma communque funzionava cosi ed i pazienti erano liberi di venire o no. Per quella volta, il professore aveva chiesto ad una signora anziana che aveva gentilmente accettato di venire parlare del motivo per cui era stata ricoverata. Era un caso semplice : quella signora soffriva di scompenso cardiaco ma non aveva chiamato subito il suo medico e cosi aveva fatta una complicazione gravissima, era caduta in casa ed i vicini l'avevono ritrovata incosciente da parecchie ore. E racontando la sua storia, la signora disse che non aveva voluto chiamare il suo medico perche sapeva che avrebbe dovuto essere ricoverata. Ma lei non voleva andare in ospedale per non lasciare i suoi gattini soli, non avendo nessuno a cui affidarli. E si mise a piangere quando evoco quei gattini di cui non sapeva piu dov'erano. A questo punto, ci furono qualche risate in aula ... Il professore mi chiese di fare uscire la signora del'aula. Quando ci tornai, il professore fissava gli studenti (erano dei studenti di quarto anno)pulendo i suoi occhiali. Dopo un lungo silenzio disse : "Siete qui tutti quanti per diventare medici... allora vorrei dirvi una cosa importantissima. Un buon medico e quello che sa ascoltare un paziente parlare del suo gatto senza ridere " Quel professore lo apprezzavo già ma in quel momento avrei voluto andare ad abbracciarlo. Mi accontentai di essere fra quelli che lo applaudirono. E la piu bella lezione alla quale ho mai assistito.
(la fotografia e quella di un amica mia, appassionata di gatti)
category: Ricordi - December 15, 2010 05:06 PM
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Ricordo universitario...
Sunday December 12, 2010
Studiavo ancora al'universita, quarto o quinto anno di medicina. C'erano lezione dove si doveva accertare la presenza con una firma accanto al nostro nome sul'elenco degli studenti. Siccome eravamo molto numerosi, l'elenco con il nome circolava durante il corso. Ed eravamo divisi in due gruppi, la stessa lezione era data due volte per settimana. Qualchi studenti quando erano assenti non avevano paura di chiedere ad un amico di firmare al posto loro. Succedeva anche che qualcuno non vedendo un suo amico o amica prendeva l'iniziativa di firmare per lui... eppoi magari si accorgeva dopo che l'amico era andato a seguire l'altra lezione. Un giorno, il professore responsabile della verifica delle presenze, incommincio la lezione dicendo : "Ho dato un occhio con la mia segretaria agli elenchi di presenze. Mi sono accorto che ci sono dei studenti molto seri e impegnati che non hanno paura di venire due volte a seguire la stessa lezione. Mi dispiace pero di doverli bocciare perche non sanno firmare due volte di seguito nello stesso modo. Ma ho scoperto che ci sono studenti accanto al nome dei quali non c'e mai nessuna firma. Questo mi fa pena per due motivi : prima perche anche loro li devo bocciare, ma sopratutto perche quelli li non hanno nessuno amico che pensa ad aiutarli... "
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category: Ricordi - December 12, 2010 03:03 PM
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Primo amore
Wednesday October 6, 2010
Il mio primo amore, si chiamava Tonino. Era il figlio dei miei vicini e lo trovavo bellissimo, forte, gentile.
C’era un antico parco abbandonato accanto alla nostra casa, dove ci ritrovavamo. All’ombra degli alberi che lo ombreggiavano abbiamo passato ore magiche a parlare del nostro avvenire. Ricordo che c’era un ciliegie bellissimo che dava ciliegie bianche, buonissime. Tonino saliva sui rami per raccogliermele e le mangiavamo distesi sul’erba verde e tenera. C’era uno stagno dove abitavano delle ranocchie, e Tonino entrava nel’acqua per me per catturarle. Ci divertivamo su una vecchia altalena arrugginita. Tonino mi regalava dei mazzi di fiori ed io lo ringraziavo con tanti baci.
Non ci nascondevamo, Tonino disse un giorno ai nostri genitori che lui voleva sposarmi… ed i nostri genitori scopiarono a ridere. Ma noi eravamo certi che il nostro amore non finirebbe mai.
Un giorno, i genitori di Tonino decisero di tornare in Italia… e Tonino parti con loro, un bambino di 6 anni non ha nessun altra possibilita che di seguire i suoi genitori… E gli adulti non prendono mai sul serio le storie d’amore dei bambini. Non ho avuto mai sue notizie (non sapevamo ancora scrivere ne io ne lui)… ma non ho mai dimenticato il mio primo amore.
category: Ricordi - October 6, 2010 08:36 PM
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Ricordo di Teatro a scuola
Saturday August 28, 2010
Nel liceo che frequentavo da adolescente, le studentesse del'ultimo anno di liceo dovevano presentare un opera teatrale. Era un evento abbastanza importante nella tradizione di quella scuola e la mia classe lo preparo con molto professionnalismo : non soltanto la sceneggiatura ma anche i costumi, l'arredo della scena, il programma, la locandina e gli inviti, tutto era preparato e organizzato da noi stesse sotto la direzione del professore di letteratura.
Qualche giorni prima della rappresentazione, ricordo che decidemo di imbiancare le quinte perche nonostante i nostri sforzi per pulirle rimanevano sporche. Rimanevamo a lavorare a scuola dopo l'orario. Quella sera, m'incaricarono di andare a comperare i barattoli di colore che mancavano per finire d'imbiancare le ultime quinte. Il negozio era a una centinaia di metri della scuola. Sono uscito dalla scuola correndo, pioveva, scivolai e cadei sul marciapiede. Sentii un dolore acuto al piede, non riusci a rialzarmi subito, finalmente ci riuscii ma invece di tornare a scuola a chiedere aiuto, proseguii zoppicando con il piede che mi faceva sempre piu male verso il negozio. Dopo aver aperto la porta, appena entrata, cadei svenuta, creando un bel panico fra la gente che era presente. La prima cosa buffa e che quando rinvenni, la prima cosa che feci fu di chiedere i barattoli di colore... Andarono a avvertire a scuola, venne la professoressa e mi portarono al'ospedale : avevo il piede rotto e mi ritrovai cosi con la gamba e il piede nel gesso per tre settimane. Questo era un bel guaio perche lo spettacolo era previsto quattro giorni dopo... non era piu tempo di cercare qualcuno nelle classe sotto per rimpiazzarmi eppoi io non volevo abbandonare. Una soluzione fu trovata : siccome l'azione si svolgeva al'inizio del 1900, le gonne erano lunghe e il gesso rimaneva nascosto. Siccome tenevo il ruolo di una signora anziana (ero la madre di tre zitelle), sarei entrata sul palcoscenico con le stampelle, e per il resto potevo scambiare le mie repliche rimanendo seduta. Tutto bene dunque. Venne il giorno della generale in costume per tutti i professori della scuola prima dello spettacolo finale per il pubblico invitato. Entrai in scena con le mie stampelle ... e la compagna che doveva iniziare il dialogo con me scoppio a ridere, non riusciva a dire la sua frase ... e scoppiai a ridere anch'io. Guarda caso : la domanda che mi dovevano fare era : "Come stanno i suoi piedi ? " Ed io dovevo rispondere "Non me ne parlate : stanno sempre piu male " Con un piede rotto nel gesso, quelle due repliche erano veramente di circostanza. Anche i professori nella sala si tordevano di ridere... Il giorno della rappresentazione, il pubblico composto sopratutto di parenti delle allieve, che tutte sapevano del mio infortunio perche la scuola era piccola, aspettava quel momento e gia ridevano sentendo la frase "Come stanno i suoi piedi"... e ripeterono dopo di me applaudendo : " Sempre piu male"...
Lo scenegiato era Dona Rosita, la soltera, (il linguaggio dei fiori) una tragedia di Federico Garcia Lorca, la scena era fra la zia di Dona Rosita e la madre delle tre zitelle, al secondo atto, terza o quarta scena...
(le due foto sono ricordi di quel spettacolo : nella foto sopra e la scena di cui parlo, la signora in nero sono io, nella foto sotto, e il saluto finale, sono con le mie stampelle...)
category: Ricordi - August 28, 2010 11:19 PM [edited: January 26, 2012 11:51 PM]
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Elide Montesi
