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equilibriarte.net : Elide Montesi : blog : Questa non è una bacinella

Questa non è una bacinella

In un museo di Dortmund, una donna che faceva le pulizie ha "rovinato" un elemento di una scultura (o istallazione ?) di Martin Kippenberger. Si e impegnata infatti a pulire accurattamente il catino posato ai piedi della struttura di legno e dipinto in modo di raffigurare gocce di "pioggia secca". Pare che quell'impiegata abbia tanto bene lavorato che sia impossibile (?) restituire l'aspetto iniziale del catino. Quell'opera di Kippenberger era un prestito fatto da un privato ed era assicurata per la ciffra di 800 000 euros. (Non sapevo che il legno di recupero e le bacinelle in zinco fossero a tal prezzo :-) Ma dico, siccome ormai queste storie succedono spesso (penso agli imbianchini che hanno dato una pennellata di bianco alle porte di Duchamp, o a quella che aveva buttato nelle immondizie l'opera di non so piu qual e artista) non sarebbe bene se ci fossero delle lezioni per gli addetti alle pulizie nei musei contemporanei per impararli a riconoscere un opera contemporanea ?

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comments

Rodolfo Cubeta
November 5, 2011 12:03 PM
sono pienamente d'accordo...per le lezioni intendo..
Luca Mesini
November 5, 2011 01:37 PM
Alla Gam (Galleria di Arte Moderna di Torino) hanno scambiato la recinzione con la striscia di plastica a barre bianca e rossa con un catino in mezzo per raccogliere un'infiltrazione d'acqua (conosciuto problema della sale della GAM per via di una progettazione e ristrutturazione malfatta) per l'opera di un importante artista concettuale e una visitatrice ha fatto gran baccano perché non le dicevano chi era, o meglio... che erano stati i carpentieri del comune. Quando l'arte o l'idea e l'invenzione è debole, automaticamente la possiamo scambiare per qualsiasi altra cosa invece più utile - ciononostante le cose utili siano spesse deformate nella loro funzione logica, e vengano quindi poi prese per oper d'arte illogica.
Emiliano Stefenetti
November 5, 2011 02:01 PM
Leggevo di un collezionista che si è visto pulire una tela ad olio di enorme valore dalla sua donna di pulizie aonc il vetril.... son brividi di gelo.
Son pienamente d'accordo sulle "lezioni" per le imprese di pulizie.
Il rischio è spesso alto, e stupidamente sottovalutato.
Paolo Orlandini
November 5, 2011 02:52 PM
Generalizzo, a costo di essere banale, ma qualche lezione dovrebbero prenderla (magari proprio dagli addetti alle pulizie) anche famosi artisti e osannati critici.
Il re spesso è nudo.
Luca Mesini
November 5, 2011 03:36 PM
La riflessione, che spesso mi pongo, sintetizza in un certo modo anche quel che - vado a memoria - riteneva Benedetto Croce e credo tanti altri filosofi o intellettuali, critici di un tempo. Se una donna delle pulizie prende quella bacinella per una bacinella da pulire nello svolgimento delle sue attività professionali (dove azione e reazione computa il criterio a un calcolo quotidiano spontaneo ed efficace, se la donna delle pulizie è efficente...), e se non v'è il timore, invece, di toccare o anche soltanto di sfiorare, con il fiato o con la mano... 'l marmo d'un Michelangelo o d'una Camille Claudel, 'l bronzo d'un Manzù o l'olio d'un Caravaggio (chiedo venia per gli apostrofi che utilizzo solo per musicare le congiunzioni), allora dobbiamo anche chiederci: ma dov'è l'opera d'Arte? Se non nella testa di chi ha deciso di darsi a un ruolo e di chi l'insegue avendo tempo e sorte per stargli a corte?

Se l'opera d'arte devo spiegarla, chiamiamola: cosa che devo spiegare - se no non esisterebbe. E soprattutto: se quello che faccio stimola una reazione diversa da quello che volevo suscitare, allora forse è meglio che m'impegni ancora a esercitare lo studio per giungere infine all'obiettivo che più di me sono (a volte) riusciti gli scienziati della comunicazione nella dialettica stradale, facendo un cerchio BLU con dentro una freccia BIANCA: diritta, che svolta a destra - che svolta a sinistra.

Penso che ulteriori elucubrazioni possano solo giustificare un mero piacere intellettuale, che non faccia poi molto per avvicinare l'uomo a quello che l'uomo ha il diritto di cogliere a se stesso se si mette a musicare, dipingere, disegnare, scolpire.

L'individuale e il collettivo - quindi l'utile e l'inutile (per certi versi). La bellezza di una cosa non solo investita universalmente nella sua funzione per imago, ma pure per quello che trasmette e per le sue funzioni sostanziali. Dàre e avere, oppure non dàre strumenti, e non avere stimoli. Agli occhi di tutti - agli occhi di qualcuno - agli occhi di nessuno. L'arte è sempre sotto e agli occhi di tutti. Io credo dal mio modesto punto di vista soggettivo.
Elide Montesi
November 5, 2011 05:26 PM
Son d'accordo con te Luca, e questione di buon senso, ma communque siccome il buon senso non sembra la maggior virtu degli artisti contemporanei, penso che regalare una visita del museo o della galleria ai tecnici che ci lavorano eviterebbe queste situazioni sgradevole sia per l'artista o il collezionnista che sopratutto per la donna delle pulizie che rischia ingiustamente di perdere il suo lavoro.
Luca Mesini
November 5, 2011 05:57 PM
Sì Elide, mi fa piacere che tu abbia messo l'accento sul lato pratico della questione (come sempre, invero, riesce a fare una donna, ed è per questo che io la ritengo e Vi ritengo, fondamentali alleate e compagne insostituibili nella vita di tutti i giorni), è vero e io - come sempre, avevo tralasciato di pensare al fatto che questa donna rischi di perdere il posto per quel suo naturale gesto di spontaneità creativa (che soggettivamente, essendo un utente, è più importante del genio dell'artista fra virgolette che l'ha ideato, e qui interrompo subito il mio, in fondo, immaturo istinto polemico).

Regalare una visita del museo o della galleria ai tecnici che ci lavorano, come tu dici, sarebbe un gesto di maturità che forse provocherebbe nei curatori e nei proprietari di quelle Istituzioni e di quelle sale, scelte meno criptiche e trabocchetti meno ostici (riaffosso il mio infantile istinto polemico :D
Ernesta Galeoni
November 8, 2011 07:44 AM
non c'è piu' via di scampo...
...quasi quasi mi faccio uno shampoo

schhh... scende l'acqua, scroscia l'acqua calda, fredda, calda... giusta!
Shampoo rosso, giallo, quale marca mi va meglio... questa!