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Questa non è una bacinella
Saturday November 5, 2011
In un museo di Dortmund, una donna che faceva le pulizie ha "rovinato" un elemento di una scultura (o istallazione ?) di Martin Kippenberger. Si e impegnata infatti a pulire accurattamente il catino posato ai piedi della struttura di legno e dipinto in modo di raffigurare gocce di "pioggia secca". Pare che quell'impiegata abbia tanto bene lavorato che sia impossibile (?) restituire l'aspetto iniziale del catino. Quell'opera di Kippenberger era un prestito fatto da un privato ed era assicurata per la ciffra di 800 000 euros. (Non sapevo che il legno di recupero e le bacinelle in zinco fossero a tal prezzo :-) Ma dico, siccome ormai queste storie succedono spesso (penso agli imbianchini che hanno dato una pennellata di bianco alle porte di Duchamp, o a quella che aveva buttato nelle immondizie l'opera di non so piu qual e artista) non sarebbe bene se ci fossero delle lezioni per gli addetti alle pulizie nei musei contemporanei per impararli a riconoscere un opera contemporanea ?
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category: Arte - November 5, 2011 11:46 AM [edited: November 5, 2011 12:06 PM]
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comments
Son pienamente d'accordo sulle "lezioni" per le imprese di pulizie.
Il rischio è spesso alto, e stupidamente sottovalutato.
Il re spesso è nudo.
Se l'opera d'arte devo spiegarla, chiamiamola: cosa che devo spiegare - se no non esisterebbe. E soprattutto: se quello che faccio stimola una reazione diversa da quello che volevo suscitare, allora forse è meglio che m'impegni ancora a esercitare lo studio per giungere infine all'obiettivo che più di me sono (a volte) riusciti gli scienziati della comunicazione nella dialettica stradale, facendo un cerchio BLU con dentro una freccia BIANCA: diritta, che svolta a destra - che svolta a sinistra.
Penso che ulteriori elucubrazioni possano solo giustificare un mero piacere intellettuale, che non faccia poi molto per avvicinare l'uomo a quello che l'uomo ha il diritto di cogliere a se stesso se si mette a musicare, dipingere, disegnare, scolpire.
L'individuale e il collettivo - quindi l'utile e l'inutile (per certi versi). La bellezza di una cosa non solo investita universalmente nella sua funzione per imago, ma pure per quello che trasmette e per le sue funzioni sostanziali. Dàre e avere, oppure non dàre strumenti, e non avere stimoli. Agli occhi di tutti - agli occhi di qualcuno - agli occhi di nessuno. L'arte è sempre sotto e agli occhi di tutti. Io credo dal mio modesto punto di vista soggettivo.
Regalare una visita del museo o della galleria ai tecnici che ci lavorano, come tu dici, sarebbe un gesto di maturità che forse provocherebbe nei curatori e nei proprietari di quelle Istituzioni e di quelle sale, scelte meno criptiche e trabocchetti meno ostici (riaffosso il mio infantile istinto polemico :D



