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La rabbia!!



La rabbia



“La calma è la virtù dei forti”


Shakespeare



Questo
periodo storico, caratterizzato da una forte crisi economica,
preoccupazioni esistenziali, sovraffollamento ambientale, ritmi
incalzanti, inquinamento climatico ed acustico, mette a dura prova la
capacità di resistenza dell’individuo.


Tutto questo genera
nell’individuo frustrazione e insoddisfazione che potrebbero sfociare
in comportamenti disfunzionali, come l’aggressività e la violenza.
L’anello di congiunzione tra la frustrazione e tali comportamenti  è
la  rabbia.


Che cos’è la rabbia? La rabbia, come la gioia e il
dolore, è un’emozione innata e primitiva, tanto che può essere
osservata sia nei bambini molto piccoli che negli animali. È
caratterizzata da una tendenza all’azione: quando siamo arrabbiati,
viviamo una tensione che il corpo sente di dover scaricare al più presto
per ritrovare uno stato di equilibrio e di benessere.


La
tendenza all’azione associata alla rabbia comprende modificazioni
fisiologiche: circolatorie, vocali, muscolari e della mimica facciale
che, quindi, preparano l’individuo ad agire, o meglio, ad aggredire.
Nel cervello le parole e le immagini subiscono un processo di
interpretazione, attivando così il sistema fisiologico; il sistema
nervoso simpatico invia i messaggi, mettendo in allarme tutto il corpo: i
surreni producono adrenalina e noradrenalina, i peli si drizzano, i
muscoli sono pronti ad agire, la pressione arteriosa sale, il battito
cardiaco aumenta, le pupille si dilatano.


La rabbia, dunque, viene
considerata una reazione biologica protettiva rispetto ad un attacco
reale, ma può diventare disfunzionale nel momento in cui tale risposta è
associata ad  uno stato di frustrazione sia fisica che psichica. Ci si
arrabbia, quindi, per proteggersi da un danno o da un’intrusione,
perché non ci si sente apprezzati, perché si è feriti e non si vuole
apparire vulnerabili o perché qualcuno viola i nostri diritti.


Se la rabbia non viene gestita nel momento in cui emerge, potrebbe provocare conseguenze dannose per sé o per gli altri.


Quando
la mente non riesce più a gestire i conflitti ne soffre anche il
corpo, infatti numerose affezioni psicosomatiche come mal di schiena,
ulcere, emicranie, ipertensione possono essere legate ad una mancata
canalizzazione della rabbia.


Ecco che di fronte alla rabbia
diventa importante individuare i reali motivi che la fanno esplodere e
cercare le soluzioni efficaci per adattarsi alla situazione, evitando
che gli eventi negativi ci “distruggano”.


Una rabbia gestita aiuta
sia a sviluppare maggiore fiducia in noi stessi che ad impedire che si
manifesti in comportamenti esplosivi. È importante, quindi,
 riconoscerla per quello che è: un meccanismo che ci segnala che
qualcosa non va, una reazione di insoddisfazione intensa, suscitata da
una frustrazione che ci riguarda e che giudichiamo inaccettabile.


Ogni reazione rabbiosa cela una sofferenza o una difficoltà a gestire delle situazioni della propria vita.


È
utile riconoscere la propria rabbia, ascoltarla, cercando di capire
cosa ci sta comunicando, dove siamo stati feriti, cosa desideriamo e
perché, e canalizzarla costruttivamente, raggiungendo i nostri
obiettivi.


La rabbia come tutte le emozioni non è né giusta né sbagliata, c’è, bisogna prenderne atto, comprenderla e gestirla al meglio.




Dott. Anzuino Giovanni (psicologo psicoterapeuta)


(in
collaborazione con la Dott.ssa Caroli Fabiana (psicologa e
psicoterapeuta) e la Dott.ssa  Taddei Giuliana (psicologa))
  


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