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Arte in dispArte

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i creatori delle ombre

Portare la bellezza ed il mistero della natura fin dentro casa delle persone?
Esatto! O almeno è quello che hanno tentato di fare con questa affascinante anche se vagamente inquietante scultura di luce Thyra Hilden e Pio Diaz.


I due artisti, mescolano i loro interessi artistici partendo da ciò che essi descrivono come "icone culturali esistenti ed elementi di base, che si trasformano e modificano manomettendo la percezione comune."


Forms in Nature è un lampadario che ricorda un intreccio di rami, il pezzo incorpora una sorgente di luce al centro, che illuminandosi proietta radici e getta una foresta di alberi selvatici sul pavimento, sul soffitto e sulle pareti.


L'intensità della luce cambia e cambia con essa l'impostazione della stanza, passando da forti, ombre scure, a morbide, ombre tremolanti appena la luce si affievolisce.

Come gli stessi autori affermano "Le ombre sembrano inghiottire la stanza, trasformando le pareti in mille ombre indisciplinate di rami, cespugli ed alberi nodosi; le proiezioni gettate sulle pareti ed i soffitti, forniscono deboli accenni Rorschach lasciando immaginare volti e tracciando l'idea profonda di vita ed il flusso della coscienza."

via:  mymodernmet

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Alyssa Monks - Uno sguardo indietro per guardare avanti

Pittrice, Alyssa Monks, insegue un realismo che sviscera la realtà, traducendola e riportando con empatia ed al tempo stesso con distacco, un vissuto quotidiano.

Le varie serie di dipinti dell'artista Newyorkese sono finestre narrative, dove il reale e la normalità diventano interpretazione pittorica.

"Alyssa Monks non fa mai nulla di nuovo" ha detto qualcuno, così prendendo spunto da un suo album, ripercorriamo assieme a lei gli ultimi 10 anni della sua pittura.

Uno sguardo indietro per guardare avanti

ALYSSA MONKS WEB SITE 


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Le Bambole delle Star

Tutti da piccoli abbiamo avuto un pupazzo del cuore. Di pezza, scarmigliato, proprio come le Mua Mua Dolls create da giovani ragazze di Bali che in questo modo si pagano gli studi universitari. Ad aiutarle nel loro progetto è Ludovica Virga che ha riunito le giovani di un piccolo villaggio e le ha supportate in questa impresa. Il successo è stato immediato: le bambole di pezza ricreano personaggi famosi come Lady Gaga o Madonna, stilisti come Donatella Versace o Giorgio Armani, politici come Barack Obama. Le bambole, vendute a 85 sterline (clicca qui) sono diventate di culto anche per i vip. Karl Lagerfeld ha acquistato la sua bambola, Anna Dello Russo ne ha regalata una a lady Gaga e in un attimo le giovani studentesse hanno visto il loro sogno realizzato.

articolo apparso su D Repubblica

 


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Cina: censurato Ai Weiwei, stop a 'Caonima style'

Pechino blocca la versione del video 'Gangnam style', del rapper sud coreano Psy, 'rivisitata' dal dissidente e artista cinese

SHANGHAI (CINA)  - La personale versione di Ai Weiwei di 'Gangnam style', il video musicale del rapper sud coreano Psy, diventato in pochissimo tempo uno dei più visti della rete, non è piaciuto alla Cina, che lo ha subito censurato, bloccandone la visione sui siti cinesi.


Il popolare artista e dissidente Ai Weiwei, autore tra le altre cose dello stadio di Pechino, il 'Nido d'Uccello', qualche giorno fa aveva girato, con l'aiuto di alcuni amici, nel cortile della sua casa di Pechino, una sua versione del noto pezzo, chiamandola ironicamente 'Caonima style', un termine che in mandarino significa 'erba fango cavallo', e che foneticamente è molto simile a quella usata in gergo per esprimere un insulto rivolto alla madre. Nel video si vede il dissidente che, affiancato da due ragazze e indossando un abito nero e una camicia colorata balla sulle note del famoso pezzo, estraendo ad un certo punto dalla tasca delle manette e facendole volteggiare, con chiaro riferimento al periodo di 81 giorni di detenzione subiti per volere del governo di Pechino, ufficialmente per questioni fiscali, ma in realtà legati alla sua attività di dissidente e di contestatore dell'establishment politico cinese. E probabilmente è stata principalmente questa trovata delle manette a non andare giù alla Cina, tanto da decidere di censurare il video, visibile ora solo su Youtube (che in Cina non è accessibile a meno che non si abbia una vpn, un software cioé che consente di evitare la censura del grande fratello cinese) ma non sugli equivalenti cinesi come Youkou, sui quali pure era stato inizialmente pubblicato. "Ogni persona ha diritto di esprimersi - ha detto Ai Weiwei - e questa libertà di espressione è direttamente collegata alla nostra felicità e alla nostra esistenza. Se una società chiede che uno abbandoni questo diritto, allora questa diventa una società senza creatività e che non può essere una società felice".

 Articolo apparso su ANSA

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