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Piano Nobile

c/o Palazzo Gradari-Mamiani (Pesaro, via Passeri, 119)

Il Carnevale di Offida

Il Carnevale di Offida inizia ufficialmente il 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio Abate, e termina il giorno delle Ceneri.

Apertura solenne dei festeggiamenti è la cerimonia con cui il Sindaco consegna alle Congreghe le chiavi della città: da quel momento il paese è simbolicamente nelle loro mani.

Le Congreghe hanno lo scopo di aggregare, tra loro, più persone, in genere parenti ed amici,desiderose di partecipare alla baldoria Carnevalesca.
Ognuna di loro ha una sua organizzazione, un suo stendardo, una sua divisa e un modo peculiare di partecipare ed interpretare il Carnevale. Rispettano inoltre tradizioni che ciascuna tramanda ai propri adepti.

Tra le Congreghe attualmente attive le più conosciute sono: Congrega del Ciorpento , Congrega del Ciuvetta, Congrega della Mangusta , Il Gruppo dei Tirolesi , Congrega della Gabbia, Congrega dei Cappucci rossi, Congrega del Gancio, Congrega de lù pa che l'olio, Congrega dell'Allegra Nobiltà, Congrega degli Orsi, Congrega della Ptona.

Due i momenti più folcloristici del Carnevale offidano: la Festa del Bove Finto (venerdì grasso) e la sfilata dei "vlurd" (martedì grasso.)

"Lu Bov Fint": il bove finto è costituito da un'intelaiatura di legno e ferro, coperta da un panno bianco, una specie di cavallo di Troia portato a spalla da 2-3 uomini e guidato per la cavezza da altri uomini della stessa congrega.

Non si tratta assolutamente di un'amena passeggiata, bensì di una corsa per le strade del paese, una lotta continua per difendere il possesso del bove contro le altre congreghe. Il caos originato dai cambi di direzione improvvisi, rincorse e urla della folla generano anche momenti di tensione e di panico.

La corsa del bove termina in piazza dove la folla (praticamente tutti gli abitanti del paese!), vestita con il guazzarò, una tunica bianca e larga una volta usata per i lavori di campagna, istiga il bove con urla e schiamazzi dando origine a movimenti che ricordano molto una corrida.

L'eccitazione della festa, la voglia di vincere e il vino rosso, distribuito gratuitamente e con grande abbondanza per tutto il paese, creano un'atmosfera coinvolgente ed unica, anche se a volte si sono purtroppo avuti anche incidenti con feriti.

La festa termina al tramonto, quando il bove viene "ucciso" e portato in processione per le vie del paese.

Gli unici esclusi da questa festa sono, per ovvi motivi, i bambini più piccoli. Per loro però viene organizzato "Il bove Finto dei Piccoli".

Si tratta di una festa di origini antiche (se ne parla già nello Statuto del 1524) ed è probabilmente la rievocazione del dono che veniva fatto ai poveri in occasione del Carnevale, consistente nel mettere a disposizione la carne di un bue precedentemente cacciato e mattato. Il bue veniva poi cotto il martedì grasso e distribuito al popolo.

Il fuoco, necessario alla cottura del bove, è il protagonista dell'altra festa, quella dei "vlurd", lunghi fasci di canne imbottiti di paglia che vengono accesi e portati a spalla per le vie del paese da uomini e donne vestiti con guazzarò. E' una processione che ha dell'irreale, un serpente di fuoco che si muove lentamente e che illumina sinistramente tutto il centro storico, peraltro invaso dal fumo. Grande, ovviamente, lo spiegamento di vigili del fuoco e di forze dell'ordine.

La processione termina con balli e canti in piazza, dove viene acceso un grande falò alimentato dai resti dei vlurd dei partecipanti.

("Vlurd" 2012: foto di Michele Carluccio) 

("Vlurd" 2012: foto di Michele Carluccio) 

("Vlurd" 2012: foto di Michele Carluccio) 

Fonti: Comune di Offida, Wikipedia, Carnevale Storico di Offida

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Cacciatrici di paesaggi

Come in "Blow-up" di Antonioni la storia comincia da un casuale ingrandimento fotografico che suggerisce una singolare somiglianza tra alcuni paesaggi del Montefeltro e quelli dipinti da Piero della Francesca nel Dittico dei Duchi di Urbino conservati agli Uffizi, da molti e per molti anni considerati come paesaggi ideali.


Da qui iniziano la ricerca e le sorprendenti scoperte delle due urbinati Rosetta Borchia, artista e naturalista, e Olivia Nesci, geomorfologa.

Il progetto coinvolge le due province di Rimini, Pesaro e Urbino. Capofila del progetto è il Comune di San Leo.

Grazie alla profonda conoscenza del territorio e anche alle moderne tecnologie informatiche, le due "cacciatrici di paesaggi", mescolando le reciproche competenze, riescono a riconoscere, attraverso un percorso logico e scientifico, gli scenari delle grandi opere pittoriche. Molti paesaggi sono stati svelati, altri sono in attesa di esser scoperti.

Di Raffaello sono stati ritrovati i paesaggi di molte Madonne e non solo, e ancora Piero della Francesca e Giovanni Bellini...

Ma il nome che più attrae lo sguardo è forse quello di Leonardo da Vinci che, a quanto sembra, ritrasse il paesaggio del Montefeltro anche alle spalle della Gioconda.

Le ricerche delle due studiose sono raccolte in due libri, "Il paesaggio invisibile" e, uscito proprio in questi giorni, "Codice P. Atlante illustrato del paesaggio della Gioconda".

Da queste esperienze nasce Montefeltro Vedute Rinascimentali (MVR), un progetto che ha lo scopo di ridare luce al " Paesaggio Invisibile", restituire cioè al mondo 'i paesaggi dipinti' che i pittori del Rinascimento scelsero per gli sfondi delle loro grandi opere che purtroppo s'erano perduti, dentro cinque lunghissimi secoli, tra le insidie della natura e dell'uomo.

MVR intende far vivere i paesaggi ritrovati in ogni loro aspetto storico e culturale, offrire l'opportunità di entrare direttamente nel quadro, in quella parte che rappresenta il paesaggio, creando nel territorio del Montefeltro un modello museale nuovo, diverso, unico al mondo.

Fonti:

http://www.cacciatricidipaesaggi.it/

http://www.montefeltroveduterinascimentali.eu/it/progetto.php 

I Trionfi di Piero della Francesca (dettaglio)

Ritratto di Battista Sforza: la rupe di Maioletto nel quadro e oggi

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Progetto Gutenberg

"Una cosa degli eBook che la maggior parte della gente non ha ancora realizzato è che gli eBook sono la primissima cosa che possiamo avere nella quantità che vogliamo, al di fuori dell'aria. Pensateci per un momento e capirete che stiamo facendo il lavoro giusto."


Sono parole di Michael Hart, l'informatico statunitense inventore dell'e-book: era il 4 luglio del 1971 quando Hart, allora ancora studente, caricò la Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti sui computer dell'Università dell'Illinois.


Hart capì subito che l'invenzione degli e-book non rappresentava solo un'innovazione tecnologica, bensì un modo efficiente ed efficace per la distribuzione illimitata e gratuita della letteratura, dunque un'opportunità per diffondere l'alfabetizzazione.


Dal 1971 al 1987 Hart caricò 313 testi: la Bibbia, opere di Omero, Shakespeare e Mark Twain.


Nel 1987 un gruppo di volontari si unì a lui e nacque il Progetto Gutenberg.


Sono passati 25 anni ed oggi il Progetto Gutenberg offre più di 40.000 e-book gratuiti e include sia opere pubblicate prima del 1923 e per le quali (negli USA!) è ormai scaduto il copyright, sia opere per le quali gli autori hanno dato autorizzazione all'uso illimitato non commerciale in tutto il mondo.


Il sito del Progetto avvisa che "i lettori al di fuori degli Stati Uniti devono verificare le leggi sul diritto d'autore dei loro Paesi prima di scaricare o di ridistribuire i nostri ebook". In Italia, ad esempio, la durata del diritto d'autore è di 70 anni dalla morte dell'autore.


Il Progetto Gutenberg è gestito da un'associazione (la Project Gutenberg Literary Archive Foundation) registrata nello Stato del Mississipi.


Agli utenti non vengono richiesti né pagamenti né registrazione, ma sono accettate eventuali donazioni di denaro e altre forme di aiuto, tra cui la digitalizzazione di nuovi e-book, la registrazione di testi audio o la segnalazione di errori.


Il Progetto Gutenberg è oggi affiancato da una rete di partners e affiliati per un totale di più di 100.000 e.book gratuiti.


In Italia un'iniziativa simile al PG è quella portata avanti da Progetto Manuzio (dal nome del più noto editore del Rinascimento, nonché inventore del carattere corsivo).


Oggi il Progetto Manuzio offre più di 2.000 libri, 4.600 brani musicali, decine di audiolibri ed è in costruzione una videoteca.


L'uso privato dei testi pubblicati è libero, ma esistono delle limitazioni per gli usi commerciali.


Di molti testi il Progetto fornisce una variante scaricabile gratuitamente ed una acquistabile (di solito a 0,99euro) specificando che "chi decidesse di acquistarlo aiuterà il progetto Liber Liber a crescere e a offrire un numero di titoli sempre più grande".

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Zidane al Pompidou

Una scultura gigantesca che rappresenta la famosa testata del calciatore francese al giocatore italiano Marco Materazzi durante la finale di Coppa del Mondo 2006 è stata installata davanti al museo parigino Centre Pompidou.


Ancora ben presente nella memoria collettiva il "colpo di testa" di Zinedine Zidane è stato immortalato da una scultura monumentale dell'artista Adel Abdessemed.


(Ovviamente) chiamata "Il colpo di testa" (Coup de tête) questa statua in bronzo alta più di cinque metri e che pesa diverse tonnellate è stata installata martedì nella Piazza Beaubourg, nell'ambito di un'esposizione delle opere di Adel Abdessemed che aprirà i battenti al pubblico il 3 ottobre prossimo.


"Questa statua è in opposizione con la tradizione di creare delle statue per onorare le vittorie. Questa è un'ode alla sconfitta", spiega Philippe Alain Michaud, il curatore dell'esposizione.


Comunque sia i passanti fanno già la fila per farsi fotografare davanti all'opera per altro molto realistica.


L'esposizione "Sono innocente", presentata dal 3 ottobre al 7 gennaio 2013 al Centro Pompidou, è la più grande mai dedicata all'artista.


Nato a Costantina (Algeria) nel 1971, Adel Abdessemed nel 1994 ha abbandonato il proprio Paese infiammato dalla violenza. L'artista ha da allora conosciuto una fama sempre crescente ed è oggi riconosciuto a livello internazionale.


Una versione molto più piccola di Il "Colpo di testa" era già stata presentata dalla galleria di New York David Zwirner.


La statua resterà a Piazza Beaubourg fino alla fine dell'esposizione.


Fonte: L'Express




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