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Intervista a Giorgio de Chirico 1973

LES DEMOISELLES D'AVIGNON

Dopo mesi di ricerche e di schizzi preparatori,nell'inverno del 1906 Picasso inizia Les Demoiselles d'Avignon.é la risposta al " Bonheur de vivre" di Matisse.
Come risulta dai disegni preparatori,Picasso intendeva inizialmente rappresentare un marinaio in un bordello e far entrare uno studente di medicina nella stanza in cui stavano l'uomo e tre donne. .Perché Avignone? Perché eseguendo l'opera,Picasso pensava alla Calle d'Avignon,vicino alla quale abitava a Barcellona e dove acquistava carta e colori.
Quanto al marinaio si ispirava a Max Jacob,che aveva detto a Picasso di essere nato ad Avignone,una città che contava allora molte case chiuse.

Nel corso degli studi preparatori Picasso aveva dipinto l'amico poeta vestito con una maglia da marinaio. Inizialmente una delle tre donne doveva essere Fernande Olivier,l'altra Marie Laurencin e la terza la nonna avignonese di Max.
Pierre Daix ha contestato la cosa,peraltro confermata da Picasso stesso a Kahnweiler nel 1933 ( Daniel- Henry Kahnweilwr, "Huit entretiens avec Picasso",L'Echoppe 1988).

Nel corso del lavoro,il marinaio è sparito e lo studente si è trasformato in donna.Il quadro finito rappresenta 5 donne,di cui 4 in piedi,nude. I loro visi ricordano le statuette iberiche e le maschere negre.

All'opposto dell'opera di Matisse,piena di linee curve e di colore e straordinariamente armoniosa,l'opera di Picasso è scura,di una violenza inaudita. I corpi delle donne sono sconquassati,tagliati ad angoli vivi,piedi grandi,mani grosse,seni taglienti o inesistenti,i nasi schiacciati,storti,una malagrazia in certi movimenti,facce come maschere,occhi spalancati che fissano lo spettatore,un'orbita vuota e nera,l'asimmetria iberica a destra,la statuaria greca a sinistra,geometrie nette che preludono al cubismo.

Pierre Daix nota molto giustamente che la violenza del Bordel ricorda la foga di 'Une Saison a l'Enfer' e che Picasso all'epoca della composizione della tela,leggeva assiduamente Rimbaud. (Pierre Daix,Picasso créateur,Seuil,1987).

Non si tratta più di poesia,di indolenza,di reveries alla Mallarmé. Siamo in un bordello,nella più dura realtà.
A Matisse,Picasso oppone quest'opera,ancor più grande del' Bonheur de vivre'. Non è la fine,fosse anche la più moderna,dell'universo precedente ma l'inizio di un nuovo mondo.

Il Bordel sta al Bonheur come il Sacre di Stravinsky sta agli ultimi quartetti di Beethoven.

Non lo capisce nessuno.
Quando Picasso mostra l'opera a qualche amico del Bateau-Lavoir,c'è un certo imbarazzo. Braque se la cava dicendo "é come se tu volessi farci mangiare stoppa e bere petrolio"........
.leo Stein è orripilato. Altri dicono che l'opera non è finita. Derain ha paura che Picasso finisca per impiccarsi dietro il suo quadro. Ma il peggio è Apollinaire, lui sempre pronto a difendere le audacie dell'arte moderna,soprattutto quando si tratta di Picasso,questa volta tace
.
Non dedica al quadro nemmeno una parola e non ne menziona neanche l'esistenza nei suoi articoli critici.......
La tela rimane a lungo nello studio di Picasso. Viene esposta per la prima volta nel 1916,al Salon d'Antin,organizzato da André Salmon. E' Salmon che in questa occasione suggerisce che,per ragioni di convenienza e di censura,il Bordel d'Avignon (come lo chiama Picasso) o il Bordel Philosophique (come lo chiamavano Apollinaire e Salmon) diventi Les Demoiselles d'Avignon. Picasso accetta a malincuore:quel titolo non gli piacerà mai.
Dopo l'esposizione al Salon d'Antin, l'opera fu arrotolata e vista da pochi. Nel 1923 André Breton convince Jaques Doucet, sarto e mecenate, ad acquistarla. Nel 1937 viene acquisita da una galleria di NY che poi la vende al MoMA.

Ancora oggi si discute molto sulle Demoiselles. Gli storici dell'arte dibattono fra loro per riuscire a dare una risposta a due domande sulle origini del quadro:
Qual è il ruolo dell'arte negra nella sua composizione?
L'opera può essere considerata come il punto di partenza del cubismo?
Agli inizi si era detto che l'arte iberica si ritrovava nella parte destra del quadro,la più 'rivoluzionaria':il suo influsso era riconoscibile nel tratto,nella forma delle orecchie e degli occhi delle due donne,una in piedi,l'altra accovacciata; che quest'ultima era stata dipinta sulla traccia di un ritratto di contadino fatto a Gosòl-come provava ,senza contestazioni possibili,un carnet di schizzi.E si era anche detto che l'occhio vuoto della donna a sinistra testimoniava,al contrario,l'influenza dell'arte negra.
In appoggio a questa tesi,gli storici hanno avanzato qualche data tendente a provare che Picasso,quando aveva iniziato a dipingere le Demoiselles,conosceva la statua VILI di matisse e la maschera FANG di Derain ma non ,o quasi,il museo etnografico. Mancano,dunque le fonti di ispirazione.....
.......A partire dagli anni 1938-9 Picasso stesso sostiene che,se all'epoca del Bateau- Lavoir tutti avevano visto l'influenza dell'arte negra nelle Demoiselles,era per la buona ragione che tutti scoprivano in quel momento queste novità culturali; ma che in verità bisognava vedervi un'influenza quasi esclusivamente iberica.........

La seconda questione,quella del cubismo,rimane aperta.
Salmon e Jacob hanno sempre pensato, e scritto, che le Demoiselles costituiscono il punto di partenza del cubismo. Anche Kahnweiler mercante di Picasso è di questo parere..In effetti se si osserva la parte dx del quadro,vi si riconoscono chiaramente le forme nuove che saranno il modo di dipingere dei cubisti.
Ma Pierre Daix precisa:
" Si considera oggi,dopo l'esposizione MoMA di NY nel 1989-90,che la nascita del cubismo implica,oltre alla ricostruzione delle forme naturali,l'approfondimento dell'espressine cézanniana dei volumi che si è manifestata prima in Braque nel 1908 e in Picasso nella versione finale delle 'Trois femmes' (Pierre daix,Dictionnaire Picasso.Robert Laffont 1995).



Dan Franck "Montmartre & Montparnasse" Garzanti.2009

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Natalia Aspesi

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-22310.htm

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